Potrebbe essere un pamphlet di risposta a quanto accaduto nell'Europarlamento
soltanto due giorni fa in occasione della votazione del disegno di legge
riguardante la brevettabilità del software.
Potrebbe anche essere un ritornello che strizza l'occhio ad ideologie ormai
morte, ma che ancora tanti proseliti fanno.
Potrebbe infine essere un balletto di idee e parole combinate per ripudiare
la spirale in cui va incancrenendosi la comunità scientifica odierna.
Cosa significa che un pezzo di codice possa appartenere a qualcuno?
Immaginate che durante la guerra fredda uno stravagante impiegato ucraino abbia la fortuna di riuscire a varcare la cortina di ferro e riversare il proprio corpo, maturo contenitore di idee ancora acerbe, nel mondo occidentale, nella parte non colorata di rosso della cartina geopolitica mondiale. Dopo una breve permanenza nella Germania dell'Ovest, tutta impiegata nel procurarsi il denaro sufficiente al grande salto, questo impiegato atterra dove i Padri Pellegrini arrivarono secoli prima. Un oceano e una mezza europa più in là del suo buio ufficio sovietico. O se vogliamo vederla dall'altro lato, un intero altro oceano, una transiberiana e un coast to coast più a est di quello stesso buio ufficio sovietico.
Come si sa gli slavi hanno una innata capacità per le lingue e in brve tempo il nostro ucraino trapiantato negli States, parla come un professorino WASP e si destreggia fra le paludi burocratiche americane con la leggerezza di un ballerino classico. La fortuna ancora una volta gli offre un prezioso assist e lui, come un navigato centravanti da serie cadetta ci mette il piedino e non sbaglia.
Catapultato all'interno dei servizi segreti americani, a ben vedere ultraffollati in quegli anni di minaccia costante, l'impiegatuccio ucraino si da da fare per far fruttare il suo bilinguismo e l'ottima oliatura delle sue rotelle, nella sua crapa pelata di ordinanza.
Una delle questioni che più assilla l'amministrazione americana è quella della decodifica dei messaggi segreti che i signorini con le armate rosse in quel risiko mondiale talvolta si fanno intercettare. Anche questa volta il nostro omino pelato ci mette la sua firma e trova il chiavistello per disvelare quelle parole e quanto l'una di fianco all'altra significhino.
Il "codice segreto" perde la sua aggettivazione e solo "codice" rimane.
Cosa significa dunque che un pezzo di codice possa appartenere a qualcuno?
Di quei messaggi arrivati per chissà quali strade nelle mani dei servizi segreti americani, si può dire che qualcosa appartenesse ai sovietici? E se sì, che cosa?
Il significato del messaggio? La strategia di cui il significato del messaggio era solo una tessera? Il metodo di codifica? Quello di decodifica? La lingua, il russo?
Certo in guerra è consentito uccidere, figurarsi se non lo sia il rubare, dunque perchè dovremmo preoccuparci di cosa era di proprietà russa e se gli americani grazie all'ex impiegato sovietico lo abbiano in qualche senso rubato ai russi?
>>> continuazione di ZOP >>>
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