IL CASTELLO DI MORICONE

Come in tutti i castelli, anche in quelli della Sabina e in quello di Moricone sono evidenti le finalità di difesa, come dimostrano le alte mura, i torrioni, il fossato e il ponte levatoio. E’ interessante notare come i castelli più grandi fossero dotati di tali sistemi di difesa in progressione verso l’interno, così da consentire successivi arretramenti. La base delle mura, in apparenza illogicamente sporgente verso l’esterno, serviva a rendere più difficile il "lavoro di zappa" degli eventuali assalitori che cercavano di penetrare attraverso gallerie sotterranee. I becchetelli, i piccoli archetti che sostenevano la parte più alta delle mura, costituivano un’ultima difesa dalla scalata. I merli, infine, la cui funzione di protezione era evidente, erano costruiti a coda di rondine nei castelli di parte ghibellina - schierati cioè con l’imperatore – e rettangolari in quelli di parte guelfa – alleati del papa – nell’interminabile antagonismo che nel corso del medioevo vide contrapposti l’impero e il papato.

E’ curioso notare come i chiodi infissi nel portone di difesa servissero a tagliare il filo delle ascie degli aggressori e come gli angusti corridoi si sviluppassero in senso orario, per agevolare i difensori nel duello con la mano destra.

I castelli della Sabina, infine, non erano utilizzati soltanto come difesa ma anche come rifugio per gli armati che esigevano i "pedaggi". Essi, infatti, erano posti su una delle vie più importanti utilizzate dai pellegrini allemanni (germanici) nel loro viaggio verso Roma.

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