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| Ecco.
Sono guarito. Finalmente la storia è luminosa. Ho smesso di scrivere porcate. Ho smesso anche di farne. Ho persino smesso di fumare. Sono un tipo coerente. Ora. Mi sento tranquillo, rilassato, dormo otto ore per notte e la mattina, quando esco da casa, saluto i vicini cortesemente. Durante la settimana lavoro sempre con profitto, faccio jogging, mi accoppio secondo rituali collaudati, aspetto, paziente, che arrivi il mio turno con la chiara consapevolezza che la libertà di ognuno finisce dove inizia quella degli altri. A casa è tutto a posto, ordinata la scrivania e liberata, pulita come i vetri delle finestre dove la polvere è meno di un ricordo. E' stata utile la terapia, vedi il mondo molto meglio. Su tutta la città splende il sole e fa bel tempo. Guardare dalla finestra rimane sempre un gran piacere. Il passeggio s’infittisce verso le isole pedonali. Attraversano signori con cappotti leggeri e moglie al seguito, le donne si avvicendano nelle vetrine, i venditori baciano, contrattano, stringono mani, ti sorridono. Comprensivo e tollerante. Guardare il passeggio che lentamente va infittendosi di scolaresche, di vigili urbani, di edicole, di parchimetri, di caffè fumanti. Mi sentite forte e chiaro? I bambini giocano nei prati. E' tutto molto nitido. Soggetto. Predicato. Complemento. Non lasciatevi fregare, fate come me, è utile la terapia. Qui sotto, in strada, c’è un gruppo di studenti del liceo; la loro professoressa sta spiegando qualcosa prima di accompagnarli nella pinacoteca. E' una donna giovane la loro professoressa, molto carina, probabilmente si chiama Christine. Vedi, cara Cris, in altri tempila mia immaginazione morbosa si sarebbe affrettata a percorrere i dettagli minuziosi della tua biancheria intima per dilagare, come una metastasi, verso un'unica ossessione: averti qui, rovesciata su questa scrivania, la gonna in subbuglio sopra la vita e la camicetta strappata, gambe aperte. Umida. Ora per fortuna sono guarito. E’ stata utile la terapia, sulla mia città splende il sole e fa bel tempo. Più lontano, verso i giardinetti, si vedono panchine in disparte e una coppia di fidanzati mano nella mano. Lei sorride, lui dolce; sono un’icona, alternano baci e tante parole. Da qui non si sente ma è chiaro che sono parole d'amore. In altri tempi mi sarei posto mille domande e una di sicuro: se veramente la ama perché non la porta in uno di quei posti dove il capriccio di un momento vale più di una vita intera? Perché non la incatena ai piedi del letto alternando, per un mese almeno, stupri e torture?. Se veramente la ama... Questo avrei pensato in altri tempi, sempre prima della cura. E’ stata utile la terapia, su tutta la città splende il sole e fa bel tempo. In fondo al corso intravedo
divise grigio-scintillante. E' venerdì e i fanciulli della Hitler
Jugend vanno sincronizzandosi per la consueta parata pomeridiana.
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