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mio sangue è uguale al sangue che versarono i primi pesci che raggiunsero la terra all'inizio del mondo. Anch'io come loro vorrei evolvermi. Vorrei poter' ricominciare un'altra vita in un posto diverso. Da "Tokyo Decadence" di Ryu Murakami
Bisogna ammetterlo, il G.R.A. ha un certo fascino al tramonto. A quell'ora la luce del sole si contende il cielo con quella sintetica dei lampioni e un'incerta popolazione lo percorre nervosamente. E' un'etnia noiosa e annoiata, metodica, arrogante. Stanca soprattutto. Guidano. Gesticolano dentro le Uno bianche. Imprecano dentro le Clio. Insultano dentro le Panda. Sbadigliano nelle Opel, nelle Alfa, nelle Pegeout. Maledicono... Un arco temporale di due ore e l'orda cambia pelle e vestiti, via via va frantumandosi in gruppi sempre più piccoli che defluiscono rumorosamente verso casa, accampamenti di monolocali cablati all'interno di quell'anello. Casa. Il ciclo ricomincerà, domani e ogni giorno, carbonio ed elettricità, Super Senza Piombo e linfa vitale. Casa raccordo ufficio, ufficio raccordo casa. Per molto tempo ancora. E la domenica. La domenica licenzia premio: gita fuori porta. Non è poi così male.
C'è chi sta peggio. USCITA 19 - CASILINA Sono amanti. Lorenzo guida in silenzio. E' vestito bene, molto concentrato, molto attento alla strada, molto esperto al volante. Molto: commerciale in ascesa, tre milioni di fisso mensile, 15% di provvigioni, rimborso spese, auto aziendale e cellulare aziendale. Naturalmente. Ad intervalli regolari porta la mano agli occhiali, come per sistemarseli meglio. E' un tic. Ad intervalli regolari. Silenziosa anche Angela in quell'abitacolo. Segue percorsi a corto e medio termine, pensieri tattici appena oltre il finestrino. Fuma una Philip Morris. Fuma, lo fa con stile. Ostenta noncuranza da viziosa esperta. Di quelle che aspirano la sigaretta con grazia lieve, senza fretta, senza ombra d'ingordigia, quasi indifferenti... Come a dire: "fumo perché mi piace non per assuefazione alla nicotina". Dettaglio. Ma in tutto questo il dettaglio più importante è rappresentato dai neon del Raccordo che pulsano sulle labbra della donna. Sono una tachicardia di luce e ombra su quel rossetto rubino scuro pensato, passato e ritoccato con infinita cura. Preciso. Netto. Rasoio. I due non fanno parte dell'etnia del G.R.A., non stasera almeno. Stasera è un'altra sera. Lorenzo: "Sei Nervosa?"
Già, il segno. Si conoscono da tre anni ormai, tre anni di relazione extraconiugale clandestina tutto sommato niente male. Fossero tutte così. Tre anni di cospirazioni erotiche sempre più spregiudicate. Iniziarono un po' come tutti, una manciata di situazioni insolite, qualche ora d'eros in celluloide, voyeurismo nel sottobosco di Villa Borghese, una dose di esibizionismo notturno tra parcheggi di periferia, scopate sul tavolo della cucina o sulla lavatrice, pompini blindati nei gabbiotti del bancomat... Insomma, le solite cose. Un giro di vite... Poi venne il tempo delle inserzioni su sedicenti "riviste specializzate", coppia cerca coppia, lui cerca lei, loro cercano loro. Splendida 35enne lei, prestante 37enne lui. Astenersi grassi, uomini soli e perditempo. Astenersi. Un giro di vite ancora...
Il passaggio allo scambismo organizzato era stato rapido, naturale e indolore tra le luci soffuse dei privè... Carine quelle serate tutte tacchi a spillo, calze autoreggenti, sangrija, cazzi di gomma e complicità coniugale. Quella soprattutto. Un giro di vite ancora...
Tacchi sempre più alti. E' il tempo dei fetish party e degli stivali sopra il ginocchio. Undicimila cinghie. Latex colorato. Il tempo degli sguardi plastificati e delle notti in pelle di serpente. Un giro di vite ancora...
Angela in perfetta tenuta da perfetta cameriera-troietta. Perfetta. E' pelle morbida esposta agli sguardi esposta alle dita, è pelle morbida profumata. Così accoglie gli ospiti, apre loro la porta, offre aperitivi, serve in tavola. Il tutto si svolge con rituale attento e consumato. Intimo rosso scuro, reggiseno e mutandine di ricami raffinati, collarino leggero, crestina e scarpe vernice scarlatta che dicono "fottimi". E' pelle morbida profumata. Questo giro durò più
del solito, quasi sei mesi. Ogni venerdì sera Angela si presentava
a casa di Lorenzo, si spogliava in uno stanzino, deponeva i vestiti
in un armadio a muro e si preparava in maniera consona. Consona a servire.
I loro compagni di gioco erano tre coppie di amici, tutte persone serie,
fidate, sposate. Niente teste calde, niente pericoli, niente segaioli
psicopatici, tutto concordato prima. Limiti chiari e stabiliti. Intimità
di compagni di gioco, palpeggiamenti liberi alla servetta in calore
e frustino ad ogni mancanza. Spesso il servizio di Angela si concludeva
sotto il tavolo tra le gambe di qualche invitato o di sua moglie. E'
molto brava con la bocca. E' pelle morbida profumata.
USCITA 20 – ROMANINA – SECONDA UNIVERSITA' In questi anni... Angela: "Non so... In questi anni
abbiamo sempre fatto attenzione a quello che facevamo"
Già, quello stronzo del marito... In realtà il marito di Angela è una bravissima persona. Soltanto che non ha mai intuito, nemmeno lontanamente, il bisogno di ignoto e fosforo nero della sua - si dice così - dolce metà. Del resto, cosa ti puoi aspettare da un ingegnere? Esiste. Esiste un orrore più cupo e sconvolgente della guerra brulicante sotto casa, della violenza demente patogena, degli stupri di massa, dei saccheggi, delle sindromi da immunodeficienza, delle auto bruciate, delle vetrine in frantumi, dei Vandali che premono ai confini, dei blindati agli angoli delle strade. Odore di lacrimogeni... Esiste un orrore più cupo. E' l'orrore di un'esistenza in saldo tutto l'anno spesa a frugare nella pattumiera della quotidianità. E' l'orrore di minestrine in burro e Malox dopo cena, di facce di culo alla TV e di noia seriale che sgorga, azzanna e sventra, in seconda serata. E' l'orrore di banche quietamente affollate, di premi di produzione, di menopause, di silenzi, di pressione bassa. Esiste, basta soltanto guardare meglio. No, Angela non ha dimenticato le interminabili
serate consumate con quello stronzo del marito. USCITA 21 - TUSCOLANA Angela: "Cosa mi faranno?"
USCITA 22 – ANAGNINA Ma vogliamo proprio parlare di limiti?
USCITA 23 – APPIA Lorenzo: "Sei sicura di voler andare
avanti? Guarda che siamo ancora in tempo..." Non è che ci sia tanto da spiegare. Lorenzo lo sa. La paura non è una tua nemica.
La paura purifica il cervello, oblitera pensiero e azione. La paura
sconnette il corpo dalla mente e rigenera i tessuti. La paura non è
una tua nemica. USCITA 24 - ARDEATINA Vogliamo parlare di limiti? "Mistress Krudelia, spietata e irraggiungibile Padrona seleziona schiavi in zona Frascati. Limiti da concordare. Attendo vostra supplica con descrizione dettagliata di cosa vorreste essere fatti" Si... "Di cosa vorreste essere fatti"... "Schiavo cerca inflessibile Padrona per essere frustato (ma non troppo forte) durante il fine settimana. Stop" Fanculo il buon senso. Fanculo il
Sano, il Sicuro e il Consensuale. USCITA 25 - LAURENTINA - ARDEA Angela: "Non puoi andare più
in fretta? Siamo in ritardo" Perfetta. Ci si avvicina molto. Quei trentasei anni glie li dareste a stento. In più per quella serata aveva speso un'intera giornata a prepararsi. L'avete mai vista? Un vestitino elasticizzato azzurro scuro, cortissimo, aderentissimo, scollatissimo. Forse troppo corto per gli standard di Angela che sta continuamente a sistemarselo, a tirarlo giù, come per coprire gambe troppo generosamente esposte. Le donne fanno spesso di queste cose, prima indossano minigonne da vertigine e poi passano tutta la sera a cercare nervosamente di allungarle. E' un'abitudine fastidiosa, viene voglia di bacchettarle sulle mani. Se la consideri troppo corta perché non ne hai comperata una più lunga? Angela. Strappandole di dosso quel vestito si potrebbero apprezzare forme e fattura di un costosissimo intimo verde mare. E la pelle anche, vellutata, chiara, priva di imperfezioni. Non si direbbe una depilazione da manuale, sembra piuttosto che in nessun angolo di quel corpo sia mai stata concepita traccia di peluria. E "in nessun angolo di quel corpo" vuol' dire "neanche tra le gambe". Così era stabilito. E' pelle morbida profumata. Si, certo, "un gran pezzo di fica". Ti tremano le ginocchia? I capezzoli
si sono induriti? Affrettati, il gioco sta finendo. USCITA 30 – FIUMICINO AEREOPORTO Ecco, siamo arrivati. Passato il "Parcheggio di Lunga Sosta", oltre le "Partenze Nazionali", oltre le "Partenze Internazionali", proseguendo un po' lungo la strada si arriva ad una specie di piccolo parcheggio incustodito. Forse non è proprio un parcheggio, forse è soltanto uno spiazzo utilizzato a tale scopo dalle macchine. Comunque c'è. Un furgone, Ducato nero aspetta con
il motore spento e gli anabbaglianti accesi, tutto come concordato al
telefono. I due uomini stanno in piedi, chiacchierano distrattamente.
I due uomini hanno profili da galera, ergastolani o secondini non fa
differenza. Il primo ha un fisico asciutto, è alto, pallido,
magro, si intuiscono l'apparato scheletrico e le vene. Il suo compagno
è più basso e tarchiato, completamente calvo, ha un anellino
all'orecchio sinistro, se fosse nato altrove sarebbe stato un valido
commercialista. La donna si vede appena, per ora se ne sta in penombra dentro l'abitacolo del furgone. E' lei il capo. Siete in ritardo, il tizio alto scheletrico fruga nella tasca del suo giaccone di pelle, ne tira fuori qualcosa, un luccichio di manette, acciaio cromato. Ecco, ora la paura di Angela assume consistenza fisica, risale verticale lungo la schiena: sudore, cuore nello stomaco, tremore delle gambe. Ma dura poco, una manciata di secondi, il tempo che occorre all'uomo per afferrarle un braccio, farla girare su se stessa e ammanettarle i polsi dietro la schiena. Senza troppe storie. Tutto passato. A volte basta poco, un click di manette che si chiudono e va via il tremore dalle gambe, via il cuore dallo stomaco, via il sudore freddo. Resta solo un'eccitazione concessa e condensata che si nutre di buon senso, umida tra le gambe. Anche Lorenzo è eccitato. Mai
come ora. Finalmente la donna scende dal furgone, ora si può vedere: è una figura in bianco e nero. Neri i capelli, neri i pantaloni di velluto aderenti come seconda pelle, neri gli stivali. Sembra uscita da un film di Russ Mayer. Ha quarant'anni, tre anelli argentati per mano e un coltello a serramanico nascosto in una tasca interna. E' Alta, tesa e bastarda dentro. Per un attimo gli sguardi delle due donne si incrociano, ma è un attimo veramente, Angela stacca subito gli occhi. Non si ripeterà mai più e Angela imparerà a temere lo sguardo della donna. A sue spese. Ma questo più tardi in luogo migliore. C'è un villino un po' più
a Nord, tra confini di alberi disabitati non troppo lontano da qui,
non troppo. Per Angela sarà tutta: E urlerai agnellina, oh se urlerai.
Ma questo più tardi, in luogo migliore. Ora Angela è soltanto un piccolo gemito, la guancia premuta contro il fianco metallizzato del furgone dal tizio profilo da galera. La donna gira attorno, le si avvicina, le fa allargare un po' le gambe e ancora e ancora un po' in quell'equilibrio incerto e forzato. La carezza. Le sussurra scelleratezze all'orecchio. Insinua una mano sotto il vestito, le natiche, le mutandine, le cosce, l'interno umido. Lorenzo prova imbarazzo, teme che i due tizi si accorgano dell'erezione malcelata dalla stoffa dei pantaloni. Ma quelli se ne fregano. Il tizio calvo gli sta parlando "Allora te la restituiamo tra una settimana, come d'accordo." Si, certo... Tra una settimana. Non conta un cazzo, sparategli alle gambe. Angela non guarda. Tiene la testa
bassa e il biondo dei capelli le nasconde il viso per metà.
L'uomo spinge Angela avanti a sé dentro il furgone. Lei sale, dolcemente, lui chiude subito il portellone con un colpo secco. Lorenzo viene nei pantaloni, senza un minimo di autocontrollo, senza disciplina, miseramente. Mentre il furgone esce dal parcheggio lui si affretta a risalire in macchina e mettere in moto. A casa un asciugamano e un po' d'acqua tiepida basteranno a liberarlo dal fastidio di quel pasticcio appiccicoso. Non conta un cazzo, sparategli alle
gambe. E' bello il Grande Raccordo Anulare
di notte, ci puoi andare a 180 senza problemi. Gli abitanti della piana
del Serengeti narrano storie ai loro figli: Ogni mattina nella savana
un'antilope si sveglia, sa che dovrà correre veloce, più
veloce del leone se non vuole finire sbranata. Ogni mattina nella savana
un leone si sveglia, sa che dovrà correre più veloce dell'antilope
se non vuole morire di fame. Figlio mio, che tu sia antilope o leone
non fa nessuna differenza, la mattina, appena ti svegli, inizia a correre.
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