I NUDIBRANCHI, MERAVIGLIOSE CREATURE MARINE POCO CONOSCIUTE
Tra i molluschi che popolano i nostri mari, i nudibranchi sono certamente
tra gli organismi più affascinanti e meno conosciuti. Questi curiosi molluschi
hanno perso la conchiglia e sono spesso caratterizzati da complesse livree
cromatiche che ne fanno, per la loro bellezza e varietà, le "farfalle del
mare".
Sono animali di pochi centimetri di lunghezza e spesso sfuggono
all'attenzione dell'osservatore meno attento, ma per la vivacità dei loro
colori e la stranezza delle loro forme, presentano un notevole interesse, non
solo scientifico ma anche estetico.
Recenti studi hanno messo in evidenza la presenza, in alcune specie, di
molte sostanze attive dal punto di vista farmacologico e pertanto negli ultimi
anni il loro interesse è aumentato considerevolmente.
Purtroppo a causa dell'inquinamento, molte specie, un tempo comuni, oggi
sono diventate assai rare.
Durante la loro evoluzione i nudibranchi hanno sviluppato dei
particolarissimi schemi di colorazione che implicano importanti adattamenti
funzionali spesso non del tutto chiari. La progressiva riduzione della
conchiglia, la principale struttura difensiva dei molluschi, ha reso necessario
un sistema di difesa alternativo, generalmente strutturale o di origine
biochimica, che spesso è connesso alla complessità degli schemi di colorazione.
Generalmente questi schemi si rifanno ai principali modelli del camuffamento
animale e del mimetismo, infatti, la funzione antipredatoria del colore sembra
abbastanza chiara e molti schemi di colore possono essere considerati
protettivi, criptici o fanerici. La ricchezza cromatica di questo gruppo di
molluschi contrasta, in apparenza, con una legge fondamentale della natura,
ovvero la necessità, per tutti gli organismi, di mimetizzarsi per evitare di
essere predati o riconosciuti dall'eventuale preda. Queste notevoli
espressioni cromatiche si sono sviluppate, nel corso dell'evoluzione,
parallelamente alla conquista di raffinate tecniche di difesa chimica che
rendono i nudibranchi poco apprezzati, o addirittura pericolosi, per il
predatore. I meccanismi messi in atto da questi organismi sono molteplici e
particolarmente efficaci. Gli Eolidiacei (es. flabellina affinis), ad
esempio, alimentandosi di cnidari, sono in grado di utilizzare per la loro
difesa i corpuscoli urticanti (cnidocisti) delle loro prede che immagazzinano
in particolari organi all'apice di lunghi diverticoli epatici. Alcune specie
sono in grado di secernere sostanze tossiche o acide; altre utilizzano le
spicole calcaree del notum (dorso) per rendersi particolarmente indigeste.
I nudibranchi sono zoofagi, si nutrono cioè di organismi animali o
dei loro prodotti. Le loro abitudini alimentari sono piuttosto diversificate e
complesse. Spesso la loro dieta è altamente specializzata fino a giungere alla monofagia
(nutrirsi di una sola specie). Sono predatori attivi e quindi al vertice di
particolari catene alimentari.
Il nostro Mediterraneo può essere considerato come un'area di estrema
importanza per la comprensione di alcuni aspetti della zoogeografia
marina a causa delle sue relazioni con l'Atlantico, la sua connessione con il
Mar Rosso e per le numerose e complesse trasformazioni geologiche, ecologiche e
climatiche subite nel corso della sua storia. Inoltre il Mediterraneo presenta
delle caratteristiche peculiari che sono abbastanza differenti da quelle di
altri mari similari quali, per esempio, una più elevata salinità ed una più
alta temperatura invernale, conseguentemente la zoogeografia del
Mediterraneo si rivela abbastanza complessa.
Lungo le coste italiane sono state finora segnalate oltre 200 specie di
queste meravigliose creature che solo i subacquei appassionati e attenti sono
in grado di ammirare in tutta la loro grazia e complessa allegoria di colori.
(Appunti dall'Atlante dei Nudibranchi del
Mediterraneo Ed. La Conchiglia Roma 1990)