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Questo articolo scritto da Andrea Marani è stato tratto dalla rivista Fare Elettronica n. 233

Potete trovare altre informazioni anche sulla pagina web http://www.farelettronica.com/articolo.asp?aid=2797 

Il mio intento è quello di rendere disponibile la visione di questo articolo (che reputo interessantissimo) al maggior numero di persone possibile, in modo da scambiare informazioni relative al generatore, alla sua costruzione, e all'argento colloidale.  

Chiunque sia interessato alla costruzione di questo generatore (o di altri) o all'argento colloidale in generale o abbia esperienze sia sull'assunzione dell'AC sia sulla costruzione di generatori di AC è pregato di contattarmi via e-mail per scambio consigli e informazioni nocturnus75@libero.it 

Se l'autore dell'articolo o l'editore della rivista dalla quale esso è stato tratto ritenesse violato un suo diritto, provveda a segnalarmelo con un messaggio di posta elettronica inviabile all'indirizzo nocturnus75@libero.it . Provvederò immediatamente alla rimozione dell'elemento richiesto.

Le immagini presenti in questa pagina occupano circa 250 kb.

Ultimo aggiornamento 17/11/2004 h. 14:36

 

 

GENERATORE PER ARGENTO COLLOIDALE

 

Un completo ed efficiente circuito concepito per poter produrre in proprio argento colloidale, le cui pecularietà e caratteristiche vanno dalle ben note doti di antibiotico naturale e disinfettante coadiutore della cicatrizzazione. Queste sono solo un assaggio delle molteplici capacità dell'argento colloidale, divenuto un best seller tra i lenimenti naturali.

 

Molti di voi ricorderanno quando la nonna consigliava alcune pennellate di argento vivo se la gola era arrossata, oppure bere un bel bicchiere di sali di argento per mettere in quiete un intestino un poco nervoso... Ebbene tutto ciò è verissimo al punto che molti sono i casi in cui la medicina utilizza tale prodotto, in particolare per favorire la cicatrizzazione di ferite, garantirne la pulizia e antisetticità, per curare le piaghe tipiche della bocca o infiammazioni delle mucose e via dicendo. L’argento è di per se un metallo prezioso quindi abbastanza costoso; per poter disporre di argento sottoforma di precipitato o colloide dovremo ricorrere all’elettrolisi utilizzando due bacchette di argento purissimo, non è quindi possibile utilizzare posate o altri oggetti di argento 800 millesimi ma SOLO argento puro 1000/1000 recuperabile presso negozi di chimica o farmacie.

Le bacchette generalmente sono di tipo cilindrico, diametro 3 o 4 millimetri e lunghe circa 5 centimetri (figura 1).

 

 

Ad ogni bacchetta si collegherà un polo, positivo o negativo che sia ed il tutto si collegherà ad una fonte di corrente continua. Per provare possono essere ottime tre pile piatte da 4,5V in serie tra loro, per avere oltre 12V corrente continua, e generare parecchi litri di soluzione d’argento, per meglio dire di argento colloidale.

Colloide significa, in parole povere, che l’argento è in sospensione nell’acqua. Non occorre fare precipitare in quantità l’argento che verrebbe in tal caso perduto.

Non voglio dilungarmi troppo in dissertazioni mediche o chimiche non essendo questa la sede ne io esperto in materia quindi rimando tutto ad una vostra approfondita ricerca su internet dove brulicano i siti, i forum su questa nuova, se così possiamo definirla, tecnica curativa. Una descrizione molto interessante la potete trovare sul sito http://www.naturmedica.com/argentocolloidale.htm

Ho consigliato la realizzazione del più semplice generatore di corrente per produrre il colloide ma certamente, noi elettronici, non ci fermeremo qui!

Vi propongo la realizzazione di un generatore di corrente costante a più step di tipo professionale con inversione di polarità sulle bacchette di argento, in modo che non si abbia a consumarsi una bacchetta più dell’altra: con questo circuito potrete realizzare un bicchiere di soluzione di argento in circa una decina di minuti!.

Il circuito ha tre step di regolazione della corrente in modo da avere produzione minima o lenta, media, massima o veloce. Un led bicolore indicherà le differenti polarità della tensione applicata alla sonda. Il circuito è alimentato a tensione di rete tramite un trasformatore a doppio isolamento.

 

SCHEMA ELETTRICO

Lo schema elettrico di figura 2 può facilmente essere suddiviso in due sezioni principali: la prima relativa al controllo temporizzato di inversione di polarità e la seconda composta dal generatore a corrente costante vero e proprio.

 

 

 

Sopra: particolare del lato sinistro

 

 

Sopra: particolare del lato destro

 

 

Entrambe le parti vengono alimentate da rete tramite un trasformatore di tensione da 230V a 15V del tipo doppio isolamento a norma CE, quindi la tensione alternata giunge al ponte B1 di piccola potenza ed allo stabilizzatore di tensione con pi greco capacitivo e resistivo con zener a 12V, la tensione in uscita da questo stadio alimenterà la logica di temporizzazione dell’inversione di polarità gestita da un comunissimo C/MOS CD4093B. All’uscita della sua terza porta (NAND) avremo livello opposto che all’ingresso, per cui potremo agevolmente pilotare due relè alternativamente tramite due transistori pilota.

Il circuito provvederà ad eccitare alternativamente, ogni minuto circa, uno dei due relè in modo tale da invertire i poli di uscita della sonda, invertendo il flusso nel liquido e preservando le astine di argento da differente corrosione tra loro. Sempre dal secondario del trasformatore T1 preleveremo la tensione per il generatore, utilizzando un ponte composto di quattro diodi 1N5400, livellando il tutto con il condensatore C1.

L’integrato IC2 è impiegato come regolatore di corrente costante a tre step, preimpostabili commutando i resistori R1, R2 e R3 tramite il piccolo dip switch che voi potrete sostituire con un comune commutatore tre posizioni una via. In questo modo avrete tre differenti soglie massime di corrente preimpostabili in modo da ottenere una produzione minima, media o massima di colloide.

L’integrato IC2 è un comune LM317 in contenitore TO220 al quale abbiamo inserito resistore di limitazione tra l’uscita ed il pin di aggiustamento della tensione, in questo modo abbiamo realizzato un generatore di corrente costante, ovvero il circuito modificherà la tensione in uscita a seconda della conduttività dell’acqua e con un massimo di corrente preimpostato e non superabile.

Questo è molto importante perché, specie dopo un certo periodo di trattamento, si potrebbe verificare un aumento di corrente non controllabile e non auspicabile per ottenere una corretta produzione di colloide.

Il led DL2 indica la presenza di tensione al generatore ed il led DL1, di tipo bicolore, la polarità della tensione alla sonda.

Modificando i valori dei resistori di potenza R1, R2 e R3 potrete, a vostro piacere, definire differenti soglie di corrente massima preimpostabili, fino alla massima corrente erogata da IC2 e T1. In questo modo potrete utilizzare il circuito per ottenere cloro dall’acqua salata e realizzare molti processi elettrolitici interessanti.

 

 

ISTRUZIONI DI MONTAGGIO

Per questo circuito è stato approntato uno stampato doppia faccia, realizzato con il programma Sprint Layout che tra l’altro permette di esportare il progetto in file Gerber, standard molto apprezzato e utilizzato da tutti i masteristi, ora realizzare un PCB doppia faccia diviene cosa semplice ed attuabile. Sul circuito sono presenti solo due ponticelli, da effettuare con spezzone di reoforo da resistenza, uno vicino ai diodi raddrizzatori, l’altro presso IC2.

Per iniziare il montaggio preferite per primi i resistori quindi condensatori ed integrato, possibilmente con zoccolo, quindi il dissipatore con IC2, i led ed infine il trasformatore ed i morsetti. L’integrato IC2 se utilizzato per produzione di argento colloidale, nel qual caso la corrente per la produzione non è notevole, non scalderà eccessivamente è però necessario per l’utilizzo continuato il dissipatore di calore.

Ora non resta che controllare il circuito, il lavoro svolto, le polarità dei componenti che tassativamente non dovranno essere invertite, dopo l’accurata occhiata al circuito potrete dare tensione. Non appena collegato alla rete si accenderà il led DL2 spia di presenza tensione e il led DL1 brillerà di rosso o di verde: questo led sarà molto luminoso se la sonda non è immersa in acqua, diminuirà luminosità se immersa e dovrà spegnersi se corto­circuitata. Dopo circa un minuto il led se acceso di verde diverrà rosso o viceversa. Il ciclo si ripeterà finchè il circuito è alimentato. Dopo aver effettuato queste prove sarete sicuri del funzionamento. Non resterà che racchiudere tutto in una scatoletta plastica, del tipo areato, realizzare la connessione per la sonda.

 

Figura 3a: circuito stampato lato rame

 

 

Figura 3b : circuito stampato lato componenti

 

 

Figura 4 : posizionamento dei componenti (immagine in toni di grigi)

 

Elenco componenti
Sigla Valore Sigla Valore
R1 22 ohm 2W LD1 Led bicolore due pin 3 mm
R2 15 ohm 2W LD2 Led rosso 3 mm
R3 10 ohm 2W TR1 , TR2 BC337
R4 , R5 4,7 Kohm 1\4W 5% B1 Ponte raddrizzatore 50V 1A
R6, R9 1 Kohm 1\4W 5% DZ1 Diodo Zenzer 12V 1W
R7 120 ohm 1W D1 - D4 1N5400
R8 2,2 Mohm 1\4W 5% D5 , D6 1N4148
C1 2200 µF 25V elettrolitico RL1 , RL2 Relè doppio scambio miniatura - 3A bobina 12V
C2 1 µF 16V elettrolitico T1 Trasformatore 230\15V 1,2A
C3 , C4 22 µF 16V elettrolitico 1 morsettiera 4 posti passo 5 mm con estrattore e serraggi a vite
C5 , C6 220 µF 25V elettrolitico 1 doppio selettore molex 2x3 passo 2,54mm
C7 , C8 100 nanoF 63V poliestere 1 ponticello singolo passo 2,54mm
IC1 CD4093B 1 dissipatore verticale per TO220

 

 

REALIZZAZIONE DELLA SONDA

Prendete un semplice tappo di sughero o gomma poi provvedete a fare due fori per inserire le bacchette di argento mantenendole distanziate tra loro di circa 3cm oppure utilizzate, come in figura 5, una spiaggetta plastica che forerete per infilare le bacchette in argento.

 

 

Tanti possono essere i modi di utilizzo e realizzazione della sonda. Si deve però ricordare che più lontane sono le bacchette tra loro e maggiore dovrà essere la tensione di esercizio per generare colloide. Nel prototipo da me realizzato le bacchette sono distanti tra loro circa 1 cm e la tensione di esercizio rientra nella finestra tra 6 e 12 Vcc.

La sonda in argento è soggetta ad usura, bilaterale in questo caso, essendoci inversione di polarità. Durante il funzionamento il circuito potrebbe un poco scaldare. Qualora dopo circa una mezzora di trattamento, tempo consigliato, si notasse un deposito nero sul fondo, o abbiamo usato argento non puro o vi è troppo precipitato, ossia la soluzione è troppo satura, diminuire la corrente di trattamento ed il tempo di erogazione.

Qualora invece durante il trattamento una o l’altra delle bacchette o alternativamente tendesse ad ossidare, dovrete abbassare la corrente di trattamento.

Per sospendere l’argento utilizzate acqua distillata per il 75 % e 25 % di acqua naturale poco mineralizzata da tavola. Solo acqua distillata non permette il trattamento.

 

CONCLUSIONI

Per poter definire concentrazioni di argento in sospensione, consiglio l’acquisto di un conduttivimetro digitale e di un buon libro trattante le applicazioni di colloide d’argento o, se vorrete un poco pazientare, attendete il conduttivimetro che presenterò in un prossimo articolo.

Fine articolo

 

 

Coloro che non fossero pratici di componentistica elettronica possono acquistare il libro "Elettronica sapere e saper fare" di Filella alla pagina web http://www.farelettronica.com/dettagli.asp?pid=600 o un libro simile (ho menzionato questo perchè presente nello stesso sito della rivista dalla quale è stato tratto questo articolo).

 

Ricordo che sono interessato alla costruzione del generatore di argento colloidale e quindi sono interessato a scambiare informazioni e consigli con altre persone, specialmente esperte del campo elettronico (io purtroppo sono un novizio).

 

Potete trovare informazioni relative all'argento colloidale sui seguenti siti:

http://www.silvermedicine.org/ (inglese)

e su questo interessantissimo forum

http://www.forumcommunity.net/?f=20283 (italiano)

 

e inoltre informazioni relative alla costruzione in proprio di semplici generatori di argento colloidale su

http://www.xmx.it/argentocolloidale.htm (italiano) -per la costruzione servono 3 batterie da 9V ed una resistenza da 560 ohm-

http://www.silvermedicine.org/basicgenerator.html (inglese) -per la costruzione servono 4 batterie da 9V-

 

e ancora informazioni su generatori di argento colloidale già assemblati su

http://www.silvergen.com (inglese)

 

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