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Evemero
Evemero da
Messina (Εὐήμερος)
è storico romanzesco greco di età ellenistica (Messina, ca. 330 a.C. –
Alessandria d'Egitto ca. 250 a.C.)
Il luogo di
nascita è stato oggetto di discussione in base alle attestazioni delle
fonti: la maggior parte lo dice nativo di Messina, ma Clemente
Alessandrino lo dà nativo di Agrigento (meno correttamente lo si dice
nativo di Messene e colono a Messina). Contemporaneo di Dicearco da
Messina, visse nel periodo immediatamente successivo alla morte di
Alessandro Magno, e fu frequente viaggiatore. Ci viene testimoniato come
amico di Cassandro, divenuto a seguito delle numerose congiure tra i
diadochi re di Macedonia. Per conto dell'influente benefattore compì
numerosi viaggi che lo portarono fino all'Oceano Indiano. Seguendo le
impronte di Alessandro Magno tornò dopo lunghi viaggi ad Alessandria
d'Egitto dove scrisse un resoconto dei viaggi del grande Macedone nella
sua Sacra scrittura, ricevendo aspre critiche da Callimaco.
Purtroppo
l'opera ci è giunta solo in frammenti di tradizione indiretta, dei quali
quelli più cospicui sono riportati da Diodoro Siculo e dalla traduzione
dell'opera in latino compiuta da Ennio e giunta a noi in un ampio
frammento tramandatoci a sua volta da Lattanzio: esso era
originariamente strutturato in tre libri.
Il titolo
Ἱερὰ ἀναγραφή
("hierà anagraphé", tradotta da Ennio come sacra scriptio) è
problematico: l'aggettivo sacro ed un secondo termine che nel
lessico storiografico greco indica un registro o una
trascrizione creano un apparente cortocircuito semantico rispetto
agli intenti della storiografia Tucididea.
Ma questo
avviene per la coincidenza tra la figura dello scienziato e del filosofo
tipica della cultura greca. Il resoconto di viaggio quale ci appare dai
frammenti in nostro possesso denota in Evemero il duplice intento di
dare alle parole una connotazione filosofica e teologica.
Evemero non è
l'unico e men che meno il più noto degli storici "utopistici". I suoi
interessi etnografici lo avvicinano al suo contemporaneo Ecateo di
Abdera, autore di una monografia sugli Egiziani divenuta
anch'essa fonte citata da Diodoro Siculo. Da Ecateo egli ricava anche il
gusto per la commistione di dati etnografici e la sua ottica di storico,
coerente con il profilo dei memorialisti di età ellenistica, non è
particolarmente interessata a riferire un resoconto veritiero, quanto a
suscitare nel lettore le emozioni che nel secolo precedente erano
richieste nelle rappresentazioni drammatiche, soffermandosi su
particolari esotici e romanzeschi.
Evemero
divenne famoso rapidamente per la sua teoria, l'evemerismo, cioè la
spiegazione razionalistica della genesi degli dei.
Se la sua
opera, come quella degli altri storici a lui contemporanei, fu
rapidamente eclissata dal Romanzo di Alessandro, le sue idee
ebbero vasta eco e per il tramite di Ennio, uomo dai tre cuori
(greco, italico e romano) scrittore erudito e amico del filellenico
Circolo degli Scipioni, furono integrate nella teologia dei Romani del
periodo Augusteo.
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