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Il
Santuario di Montalto |
I messinesi,
hanno sempre avuto una devozione particolare verso la Madonna. Oltre ad
aver parlato della Madonna della Lettera, e della festa della Madonna
Assunta con la processione della vara, vi voglio adesso parlare della
DAMA BIANCA. Durante i vespri siciliani, che videro i messinesi
particolarmente protagonisti, Messina era sotto l’ assedio dei francesi
comandati dal viceré Carlo D’ Angiò, il quale era certo che la città
stretta nella morsa della fame e della carestia dovesse capitolare da un
momento all’ altro. Ma con il passare del tempo vedendo che la città
stoicamente resisteva decise di |
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passare
decisamente alle manieri forti. Il 6 agosto, i francesi tentarono di
espugnare la fortezza di San Salvatore ma dei giovani valorosi preposti
alla difesa delle mura respinsero eroicamente l’ attacco causando
gravissime perdite tra i soldati francesi. Il popolo messinese sapeva
benissimo, che il nemico era forte e meglio organizzato, quindi oltre
che nelle forze delle loro armi, si affidava soprattutto alla preghiera,
chiedendo aiuto alla Santa Vergine (ancora oggi nelle preghiere dei
messinesi ricorre spesso la frase “ OH DELLA LETTERA MADRE REGINA SALVA
MESSINA, SALVA MESSINA”).\ L’ 8 agosto si scatenò su Messina un
violentissimo temporale, acqua e grandine cadevano a più non posso, gli
uomini e le donne si rifugiarono nelle proprie case, lasciando cosi’ le
mura della città indifese, il nemico ne approfittò subito avvicinandosi
al colle della capperina sferrando un durissimo attacco. Il comandante
delle Truppe messinesi Alaimo Leontini, accortosi in tempo del pericolo
diede l’ allarme e a costo di numerosissime vittime il pericolo fu
allontanato. Ma i messinesi erano ormai allo strenuo delle forze, visto
che le vittime erano numerose e i viveri scarseggiavano, i francesi lo
sapevano bene, e quella notte stessa ritentarono l' attacco, ma c’erano
di guardia due donne Dina e Clarenza (le cui statue sono riprodotte in
movimento nel campanile del duomo) e mentre Dina lanciava sassi contro
le milizie francesi, Clarenza andava in città a suonare le campane in
segno di allarme. La battaglia fu durissima ma i messinesi non furono da
soli a combattere, durante la lotta fece apparizione una maestosa dama
bianca della quale i francesi non potevano sostenere lo sguardo, fu
vista nei punti nevralgici della battaglia a stendere dei veli bianchi
sulle mura che diventavano inattaccabili, e da arcieri invisibili
partivano frecce che colpivano le truppe di Carlo D’Angiò che presi
dalla paura batterono in ritirata. Quella misteriosa dama bianca che
lanciava dardi e difendeva le mura con i veli bianchi, altro non era che
la Madonna, che invocata, era corsa in aiuto al suo popolo. La Dama
Bianca fece la sua seconda apparizione il 21 novembre del 1301, anche
stavolta difese le mura di Messina, e poté essere vista da tutti perché
era pieno giorno, un soldato francese scagliò contro di Lei una freccia
ma il dardo tornò indietro colpendolo in un occhio. Dopo questa nuova
apparizione i francesi impauriti, tolsero l’ assedio e abbandonarono la
città. Il colle della capperina è da sempre stato un luogo sacro per i
messinesi . Una notte un umile frate di nome Nicola, sogno la Madonna
che gli disse di andare il giorno dopo dal senato messinese, e
comunicare loro, che la Madonna voleva un tempio su quel colle, dedicato
a Lei con il nome di SANTA MARIA DELL’ ALTO. Il frate la mattina dopo,
pensò che fosse tutto frutto della sua immaginazione, e non credendo che
la madre di nostro Signore Gesù Cristo si potesse rivolgere a un povero
frate sconosciuto non ci pensò più. La notte successiva, la Vergine
riapparve in sogno a fra’ Nicola, rimproverandolo per la disubbidienza.
Il frate allora le chiese come poteva lui misero farsi ascoltare dal
senato. La Madonna gli disse di non disperare e che il giorno dopo a
mezzogiorno una colomba bianca avrebbe delineato sul colle il sito e l’
area dove doveva sorgere la chiesa. Cosi’ fu, alle ore 12 del giorno 12
giugno 1286, il colle brulicava di persone e di notabili messinesi, fece
apparizione una colomba bianca che delimitò l’ aerea (vicenda questa che
è rappresentata con statue in movimento nel campanile del duomo). Fra’
Nicola si recò quindi al vicino castello MataGrifone a trovare la regina
Costanza alla quale espose i fatti, vi era presente una dama di corte la
quale prendendo in giro il frate consigliò alla regina di scacciarlo
via. All’ improvviso la malvagia cortigiana fu presa da una paralisi al
braccio, e da lancinanti dolori in tutto il corpo. Il frate le consigliò
di chiedere perdono alla Madonna, lei ubbidi’ e i dolori andarono via.
La regina Costanza, rimasta scossa dall’ accaduto, promise il proprio
aiuto, anzi fu proprio lei a posare la prima pietra, nel 1295 la chiesa
era già innalzata. Nel 1300 un nuovo prodigioso fatto si aggiunse agli
altri rendendo ancor di più il Santuario meta di pellegrinaggi. Giunse
infatti all’ epoca nel porto di Messina una nave proveniente dall’
oriente, tra le altre cose portava a bordo un quadro della Madonna
oggetto di culto da parte dei marinai della nave. Il padrone della nave
volendo donare il quadro al popolo messinese decise di donarlo al
vescovo di Messina in modo che fosse esposto nella cattedrale. Il quadro
nel momento in cui stava per essere trasportato nel duomo divenne
pesantissimo, il vescovo intuendo che la volontà della Vergine erano
altre decise di lasciarlo sulla nave. Avvenne però che una sera, mentre
un marinaio pregava davanti al quadro vide in visione una Dama Bianca,
che gli disse di far sapere al vescovo che desiderava che il dipinto
fosse trasportato nella chiesa a Lei dedicata. Cosi’ avvenne il quadro
(ridiventato leggero) fu portato in solenne processione, con tutto il
popolo e le autorità cittadine presenti, nel SANTUARIO DI SANTA MARIA
DELL’ ALTO. Il Santuario ebbe tra i suoi devoti che davanti ad esso
s’inginocchiarono, oltre alla regina Costanza, il re Ferdinando, la
regina Maria Cristina di Savoia, il re Vittorio Emanuele e il papa
Giovanni Paolo II. Ed è ancora luogo di culto fondamentale per i
messinesi e meta di molti pellegrinaggi. |
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