Week-end a S. Crepin
Detto fatto, rastrelliamo un manipolo di maniaci delle nuvole e si parte alla volta del sito alpino, già sperimentato due anni addietro in una stupenda ed indimenticabile settimana di Agosto.
L'arrivo è burrascoso... tre gruppi, partiti separatamente nel pomeriggio di venerdì, si riuniscono alle due di notte nel campeggio "dell'Aerodrome"... stanchi, anzi distrutti dopo quasi sette ore di viaggio, interrotto più volte da lunghe code autostradali e da un rimorchio mal bilanciato, veloce come una lumaca stanca !
Al mattino, sveglia alle otto e tutti sul campo a montare i due biposti... l'immancabile I-GITO (ASK21) e l' I-JANO acquisto in società di un gruppo di ex allievi (JANUS).
Al Club di S. Crepin il tempo sembra essersi fermato, nulla è cambiato in due anni... la stessa sala brifing, gli istruttori, quasi le stesse facce ma quel che più conta ... le stesse montagne e quel ghiacciaio in lontananza, la "Barre Des Ecrines" inviolato e splendido... un richiamo magico!
Schieriamo gli alianti in attesa della "brise", la brezza di valle che nel pomeriggio dovrebbe tirare attivando energia sui pendii esposti al sole e al vento da sud.
La prima giornata scorre veloce tra l'alternarsi degli equipaggi, capitanati dalla copia Vittorio Borgo e Squarciafico, assi del Club di Novi e grande sicurezza per noi ancora inesperti nel traffico di montagna.
Immancabile cena in Campeggio, racconti, risate e ... Barbera D.O.C. di Scurzolengo, appositamente "rimorchiato" dall'Astigiano.
La domenica si presenta leggermente meglio del giorno prima, la brise soffia più forte ma presto scopriamo che il pendio non risponde a dovere e i primi voli si limitano a sperimentare le tecniche di sopravvivenza e il "manico" dell'istruttore.
E' il momento del secondo equipaggio e a malinquore cedo la barra ad Alberto che sorridente si appresta ad effettuare il secondo tentativo.
Ho un presentimento, gli ultimi passaggi prima di atterrare mi sono parsi più proficui e sento che forse è la volta buona per tentare l'aggancio con il terzo settore e il passaggio sul ghiacciaio.
Arrivano le prime conferme via radio... Squarcia è a quota 3.400 e si appresta ad attraversare la valle.
Segue un'ora di attesa e infine atterrano entrambi i biposti... esultanti e soddisfatti.
La "Barre" è stata conquistata e dopo una lunga galoppata sotto un fronte di cumoli, alti quanto basta, il ghiacciaio si è offerto al passaggio delle nostre ali ... è fatta !
Innegabile rammarico per chi è rimasto a terra ad aspettare ascoltando la radio, sognando lo scenario grandioso aprirsi alla vista dell'intrepido pilota.
... ci riproveremo !
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