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le famiglie Macchia di Canneto di Bari

con particolare riferimento a quella di Vito Francesco

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Origini di Canneto

L’unico cenno storico, che io abbia letto a tal proposito, è quello lasciatoci da Don Cataldo dei Nicolai in una delle sue ben conosciute pergamene, più precisamente quella datata 3 maggio 1756 e relativa alle origini di Canneto.

In questa pergamena si trova una sommaria ma illuminante descrizione di quale fosse lo stato di questi luoghi prima dell’invasione dei Normanni.

Pertanto gionti che fureno quell’homini supra faccia delloco truvareno multi punti spazeati de fulte macchieti de canne, et tre pagliari constructi de pietre, et de legne de bosco, ubi adagiaveno dell’homini, et loro familie, stationati culà, cum trafico de pasculi, de pertinentia universitm Acquaviva, et a puca distantia da la banna de Acquaviva, de circum uno milio, ce stava altro grandeoso lucale de pastoricio trafico, de pertinentia anco de universitm Acquaviva, et anco culà stantionaveno altri quattro homini.

Quindi nel territorio di Canneto gli insediamenti umani erano due.

Attualmente le aree archeologiche che, in agro di Canneto, si distinguono dalle altre, sia per superficie nettamente superiore che per abbondanza di cocciame affiorante, sono pure due.

 Quella che potrebbe corrispondere alla prima descritta da Don Cataldo, ritengo sia contrada Tesoro,  il cui centro dista, in linea d'aria, 1200 metri dalla Torre Normanna; le indicazioni relative alla seconda invece, portano all’insediamento individuato in contrada Dannetta che è situata su di una strada che conduceva ad Acquaviva. Per la precisione la distanza da Canneto, misurata dalla Torre Normanna, è di 2900 metri.

 Una esauriente descrizione dell’insediamento in contrada Tesoro (denominata anche "Don Cataldo" per essere appartenuta, insieme al casino di caccia ancora esistente, a Don Cataldo dei Nicolai nonchè "Fascina" per essere poi passata in proprietà alla famiglia Fascina di Loseto) la si può trovare in "PESI FITTILI DA ADELFIA - Dalla protostoria all’età classica - Tipologia di forme e decorazioni" di Anna Maria Tunzi Sisto edito nel 1988 in Manduria da Piero Lacaita Editore nella collana "Storie e fatti di Puglia" alle pagine 20 - 21 e 22.

Notizie sulla contrada Dannetta si possono invece apprendere dalla lettura di "RITROVAMENTI PREISTORICI NEL SUD-OVEST BARESE", di Annamaria Tunzi Sisto in "Atti dell’VIII Convegno dei Comuni Messapici, Peuceti e Dauni" (Alezio 14-15 novembre 1981) e, sempre della stessa autrice, in "RINVENIMENTO DI UN CIOTTOLO INCISO AD ADELFIA (LOCALITA’ D’ANNETTA) in "Lingua e Storia in Puglia XV, 1982".

Da un'attenta e meticolosa osservazione del territorio, si può dedurre che, nei giorni in cui vi giunsero le orde normanne, gli insediamenti umani nel territorio di Canneto e nei suoi dintorni erano ben più numerosi. Pochi però di estensione pari a quelli di Tesoro/Don Cataldo o Dannetta.

 Uno, di dimensioni equivalenti a Tesoro era in contrada San Leo nel territorio di Montrone, casale che, racconta Don Cataldo, già esisteva al momento della fondazione di Canneto. 

 Un altro, di dimensioni modeste, distante 2800 metri in linea d'aria, dalla Torre Normanna, era in contrada Castello, presso Montelarino,  vasta contrada confinante con la via "Tarantina". Questa strada è certamente quella citata in due passi della pergamena di Don Cataldo dei Nicolai:

… in anni 1067, era cristiana, et in diem XXI iunio, il duca Robertus Guiscardo, de Casa Normandia, cum poderoso esercito, per la via de mezzo, da Tarantus, Gioia, et Acquaviva, piombava supra de civitatem Baris, et lo suggiogava cum duro assedio.

 … lo duca se ricordò che nello marciare supra Bari, per la via Tarantus, Acquaviva, Bari, in locum ubi oggidie sorge Cannitum, casalis de nostra residentia, aveva veduto, in quella lucaletà, multi macchiedi de fulte canne.

 Poco distante da Castello, verso Sud-Ovest, ve n'era ancora un altro ubicato a 220 metri dal muro Nord del recinto di Iazzo di Stefano, ultimo esempio di iazzo sopravvissuto fino ai primi anni '90, anni nei quali venne demolito e polverizzato per mettere a coltura un esteso appezzamento da sempre destinato al pascolo. La distanza, dalla Torre Normanna, era di 2900 metri.

  Andando verso Sud-Ovest si incontra la chiesetta rurale denominata "Madonna di Torre". Dista 3500 metri dalla Torre Normanna ed è quel che rimane, dopo rimaneggiamenti, della chiesa del casale di Sizzaro che, come tutti gli altri centri citati e che citerò, era abitato al momento della conquista normanna della Puglia.

Dal casale di Sizzaro, andando verso Nord, lungo un viottolo del quale rimangono pochissimi segni sulle carte topografiche e toccando l'insediamento di Chiusello, frequentato di sicuro nel IV° - V° secolo a.C., si incontrano le tracce del casale di Mezzano o Castel Mezzano che era ubicato in contrada San Giovanni sull'alta riva di una lama. La sua distanza dalla Torre Normanna è di 2900 metri.

Proseguendo ancora verso Nord, un altro insediamento umano ha lasciato tracce in contrada Pozzo Randa,  distante 3300 metri, sempre in linea d'aria, dalla Torre Normanna.

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Aggiornato il: 18-07-10.