 figura 1
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Normalmente la corrente fluisce da B2 a B1, determinando un gradiente di potenziale lungo la barra.
Finchè la giunzione PN è polarizzata inversamente, scorre solo una minima corrente di fuga (IE0). Facendo salire la tensione applicata al terminale E, ad un certo punto la giunzione PN viene ad essere polarizzata in senso diretto, ed allora la corrente comincia a scorrere dall'emettitore nella barra di silicio. Si determina in tal modo un processo a valanga, che riduce drasticamente la resistenza fra E e B1; la corrente di emettitore cresce, mentre la sua tensione scende (in altre parole, la resistenza è diventata negativa).
In figura 1 si vede la caratteristica Tensione/Corrente per l'emettitore. |
 figura 2
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Un'applicazione caratteristica del transistor UJT è il "relaxation oscillator", ovvero l'oscillatore a rilassamento. Il circuito è mostrato in figura 2; funziona ugualmente bene con una tensione di alimentazione di 5 volt, o con tensioni più alte, purchè non si superino i valori limite del transitor impiegato. Il funzionamento è semplice: il condensatore C (da 0,1 μF) si carica attraverso la resistenza R (da 10kΩ); quando la tensione raggiunge il valore critico,
l'emettitore dell'UJT va in conduzione e scarica il condensatore C.
A questo punto C ricomincia a caricarsi ed il ciclo si ripete all'infinito. Con i valori indicati, la frequenza di oscillazione dovrebbe essere di circa 1 Khz. Dall'oscillatore possono essere prelevati tre segnali: impulsi negativi su B2, impulsi positivi su B1, ed un dente di sega sull'emettitore. La resistenza R1 ha il solo scopo di determinare una caduta di tensione quando viene attraversata dalla corrente dell'emettitore, generando degli impulsi positivi; se tali impulsi non sono necessari, la resistenza può essere omessa. La resistenza R2 serve a ridurre la sensibilità dell'oscillatore alla temperatura, ed ha un valore ottimale per ogni tipo di UJT; un valore comunemente usato è quello indicato, di 470 Ω. |