Naturalmente si tratta di una realizzazione di un certo impegno, soprattutto considerando il dimensionamento dei componenti. Per garantire effettivamente l'erogabilità di una corrente di 15A, occorrerà un trasformatore potente, di almeno 500VA; anche i diodi rettificatori dovranno essere in grado di sopportare una notevole corrente di picco, dovuta alla carica iniziale dei condensatori ad ogni accensione dell'alimentatore.
Il circuito richiede in entrata una tensione di circa 35Vcc. Qualunque configurazione va bene per convertire i 220Vac di rete nella tensione continua occorrente; una possibile soluzione è quella raffigurata a fianco. Si parte da un trasformatore con primario a 220V e secondario a 30V con presa centrale, detto anche 30-0-30. La sua potenza deve essere di circa 500VA. I due diodi (D1 e D2) devono essere scelti per almeno 20A, in considerazione dell'elevato picco di corrente assorbita dai condensatori all'accensione; tale picco può essere considerevolmente ridotto se si inserisce in serie l'induttanza L, che quindi è opzionale (si ottiene avvolgendo circa 50 spire di filo di rame smaltato, di diametro 0,6 mm o superiore, su un piccolo pacco di lamierini per trasformatore).
L'alimentatore così realizzato è senz'altro valido. Occorre comunque considerare che, specialmente quando esso funziona erogando la massima corrente ma con una bassa tensione, la maggior parte della potenza viene sprecata e deve essere dissipata come calore dai tre integrati regolatori.| Ritorna all'indice generale |
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