
I materiali conduttori che piu' ci interessano
sono i metalli (ad esempio il rame, l'argento e l'alluminio, che vengono
usati per costruire i cavi elettrici) ed i tessuti organici, vale a dire
il nostro corpo (purtroppo anche noi siamo dei conduttori!). |
Sappiamo bene che oggi senza la corrente elettrica si fermerebbe tutto, a
cominciare dal computer dove stiamo leggendo queste parole. Dove troviamo la
corrente in casa nostra? Naturalmente nelle prese, le comunissime prese di
corrente. Occorre pero' fare una precisazione: nelle prese non c'e' la
corrente, ma c'e' la tensione, ovvero quella forza che spinge gli
elettroni a muoversi, dando origine alla corrente. Questa forza ha un valore ben
preciso, che si indica con un numero, abbinato ad una unita' di misura: il volt
La tensione presente sulla presa non produce alcun effetto finche' niente vi
viene inserito; nel momento in cui vi inseriamo una spina, per esempio la spina
di una lampada, non facciamo altro che creare un collegamento tra il foro che
spinge e quello che risucchia: nel filo della lampada comincia a scorrere una
corrente elettrica, che ha come effetto l'accensione della lampadina. In figura
1 e' schematizzato il percorso seguito dalla corrente, supponendo che essa si sposti nel verso
indicato dalle piccole frecce bianche: la corrente esce dal foro numero 1, percorre il filo di collegamento ed arriva alla lampadina sulla parte filettata, o torso, indicata con T; il torso e' a sua volta collegato col filamento e cosi', come si vede in figura, la corrente prosegue il suo percorso, attraversando il filamento della lampada (che si accende) ed uscendo dall'altro punto di contatto, rappresentato dal bottone
metallico situato sul fondo della lampadina, indicato con C. Da qui la corrente, percorrendo il filo di ritorno, arriva nuovamente alla presa, dove entra nel foro numero 2 e se ne va.
Abbiamo visto che la corrente scorre per effetto di una forza detta forza elettromotrice o tensione; c'e' pero' qualcosa che contrasta di più o di meno questa forza e tende a frenare lo scorrere degli elettroni: questa forza frenante, che dipende dalla natura del materiale attraversato, viene detta resistenza elettrica. |
Riepilogando possiamo dire che: |
![]() Figura 2 |
Forse non tutti conoscono quella lettera che sembra un nove allo specchio: si tratta di una lettera greca, e si chiama ro. Con questa strana lettera ro (ma si potrebbe
usare qualsiasi altra lettera) si indica la resistivita', cioe' una caratteristica fisica che è specifica di ciascun materiale: il rame, per esempio, ha una resistivita' minore
del ferro e quindi e' piu' adatto a far passare la corrente. Il nichelcromo ha
una resistivita' elevata, pari a circa 60 volte quella del rame, e cosi' risulta
adatto per la costruzione di resistenze elettriche, cioe' apparecchiature che sono utili
proprio perche' presentano una resistenza elevata.![]() figura 3 |