Gli schemi di amplificatori di potenza vengono in genere previsti per il collegamento ad un preamplificatore, per cui sono sprovvisti dei controlli che consentonodi regolare il volume ed i toni. Il circuito descritto in questa pagina è concepito per essere inserito fra la sorgente del segnale e l'amplificatore finale, e da quest'ultimo preleva anche l'alimentazione necessaria al suo funzionamento.
Fig.1 - Il circuito di regolazione
Come si vede in figura 1, il circuito è piuttosto semplice. Il segnale entra attraverso il condensatore C1 da 3,3 µF e viene amplificato dal transistor T1 (nello schema è indicato il 2N3904, ma possono anche essere usati altri transistor, purchè NPN ed a basso rumore).
Le resistenze sono tutte di bassa potenza: va bene 1/2 W o 1/4 W; il loro valore è indicato in ohm, ovvero 1K = 1Kohm, 1M = 1 megaohm, ecc.
I condensatori sono a bassa tensione di lavoro (15 o 25 V); C1, C2 e C3 sono elettrolitici e vanno inseriti rispettando l'esatta polarità: in particolare, C2 ha il polo + collegato all'emettitore di T1, mentre C3 ha il polo + collegato al collettore.
I potenziometri sono tutti da 100 kohm, di tipo logaritmico.
In virtù della sua bassa impedenza d'ingresso, il circuito è adatto a funzionare con sorgenti di segnale tipo pick-up di chitarre elettriche, microfoni magnetodinamici ecc., mentre non può essere utilizzato per un giradischi, poichè la testina magnetica necessita di un suo circuito di equalizzazione secondo la curva RIAA.
Anche i trasduttori ad alta impedenza, come microfoni piezoelettrici o testine ceramiche di giradischi, non sono adatti a funzionare col circuito descritto.