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Il Museo e i suoi reperti
La sala ospita alcuni pannelli topografici che
illustrano lo sviluppo storico archeologico della regione dei Monti della Tolfa.
All'interno delle vetrine si trovano reperti che si datano all'età del Bronzo,
al periodo etrusco e romano, fino ad arrivare al periodo medievale e
rinascimentale.
Vetrina 1
Sono qui esposti i materiali più antichi
dell'attuale allestimento del Museo. Si tratta infatti di reperti databili
all'età del Bronzo (XIII-XII sec. a.C.?), all'età del Ferro (VIII sec. a.C.) e
all'età Orientalizzante (VII sec. a.C.). Recenti ricerche condotte sul
territorio hanno tuttavia dimostrato che la frequentazione risale ad epoche ben
più antiche ed in particolare addirittura al Paleolitico. Testimonianze sono
anche note per il Neolitico e l'Eneolitico. Tuttavia
è solo con l'età del Bronzo che le presenze aumentano fino ad arrivare con il
Bronzo Medio e Finale ad una densità ragguardevole
Con l'età del Ferro si assiste ad un fenomeno di
spopolamento determinato dal formarsi dei centri urbani di Tarquinia e Cerveteri.
La situazione è omogenea in tutta l'Etruria tirrenica: alla scomparsa dei siti
del Bronzo Finale segue la nascita delle città etrusche storiche. Dunque c'è
uno spostamento di gruppi umani ed un addensamento sui pianori delle future città
storiche etrusche. In diversi casi, come ad esempio a Cerveteri, è stata
dimostrata la presenza di testimonianze risalenti al Bronzo Finale preesistenti
l'impianto della città, a dimostrare che il processo affonda le radici proprio
in questo periodo. È tuttavia con l'età del Ferro che abbiamo la nascita di
formazioni urbane vere e proprie, nettamente differenziate dalle precedenti
comunità di villaggio. Il cambiamento è radicale ed investe la sfera politico
istituzionale, economica, religiosa.
Durante l'età del Ferro si assiste sui Monti della
Tolfa ad una rarefazione tale delle presenze archeologiche da far addirittura
pensare ad un abbandono dell'area. Tuttavia le ricerche più recenti hanno
dimostrato l'esistenza di altre testimonianze archeologiche a Rota, a Pian
Conserva e alla Tolfaccia (quest'ultima nel comune di Allumiere), oltre quelle
della Cibona, di Fontana del Papa e di Ripa Cerviale avvenute in tempi
precedenti. Il rinvenimento più consistente è quello della Tolfaccia, dove ai
piedi della collina, è stato individuato un settore di un sepolcreto di tombe a
incinerazione e a inumazione del tardo Ferro. Per i rinvenimenti di Rota e di
Pian Conserva si tratta di alcuni frammenti ceramici più antichi; negli altri
casi si tratta di resti di corredi funerari, per lo più recuperati casualmente.
Un caso a parte è da considerarsi il rinvenimento alle pendici della Tolfaccia,
dove è stato possibile mettere in luce parte di un sepolcreto di tombe a
inumazione e incinerazione. Dunque i Monti della Tolfa nell'VIII sec. a.C. sono
popolati, infatti anche se le testimonianze non sono numerose, né
particolarmente consistenti, indicano comunque una presenza diffusa rivolta
all'occupazione di zone strategiche per il controllo del territorio. Al momento
pochi sono i reperti inquadrabili alla fase antica dell'età del Ferro, diretta
conseguenza della formazione dei grandi centri urbani di Tarquinia e Cerveteri
verso cui dobbiamo immaginare che confluì gran parte della popolazione dei
Monti della Tolfa. Le ricerche più recenti tendono ad attenuare tuttavia questo
iato, che seppure indiscutibile e attribuibile ai processi di formazione urbana,
non può essere inteso come abbandono integrale dell'area.
Con l'età Orientalizzante la cultura materiale e
l'architettura testimoniano una diretta influenza ceretana in zona. In
quest'epoca l'area in esame fa parte integrante della “città-stato” di Caere
e ne costituisce un ganglio economico per gli sviluppi della metropoli. Le
ricche risorse naturali consentono lo sviluppo di comunità di piccole e medie
dimensioni che occupano in maniera capillare il territorio e che seppelliscono i
propri morti in tombe a camera con corredi funebri. L'analisi dei sepolcreti
permette di identificare sepolture monumentali e ricchi corredi che dimostrano
l'esistenza di “signori” in posizione nettamente preminente nell'ambito di
ciascuna comunità. I singoli centri si sviluppano fino agli inizi-prima metà
del V sec. a.C., in questo momento infatti si assiste ad una profonda crisi che
in gran parte dovette determinare un esodo verso il centro urbano. È soltanto
con la fine del IV sec. a.C. che si assiste ad una ripresa consistente dei dati
archeologici, così come avviene per altri centri minori dell'Etruria
meridionale interna.
Ripiano
superiore
Pian dei Santi:
- bicchiere troncoconico in
impasto lavorato a mano senza l'uso del tornio, con decorazione a digitalature
sull'orlo. Parzialmente integrato. H 8.8; diam. 12.
Fu recuperato all'interno di una struttura scavata
nel tufo (c.d. tomba II), costituita da un corridoio e un ingresso che immette
in un pozzo di forma circolare privo di copertura. Il reperto può essere
inquadrato nelle prime fasi dell'età del Bronzo.
Pian Sultano, donazione Domenico Cucco:
- fibula a sanguisuga con
decorazione a denti di lupo incisi .
Si tratta di un oggetto che doveva far parte di una
sepoltura, di cui purtroppo non resta traccia. La zona di Pian Sultano era già
nota per le importanti presenze dell'età del Bronzo e per la necropoli
monumentale di età arcaica.
Il reperto qui esposto ha una certa importanza cronologica, in quanto indica che
la necropoli ha avuto origine in età anteriore all'Orientalizzante, ovvero
nella tarda età del Ferro.
Marano (Ripa Cerviale), donazione Mauro Buzzacca:
- cuspide di lancia in bronzo di
forma foliata . Lungh. 19.
- armilla in bronzo a sezione
circolare . Diam. 13
Si tratta verosimilmente di materiali appartenenti a
una o due sepolture andate distrutte, databili all'VIII sec. a.C..
Fa parte della donazione anche un puntale in ferro particolarmente corroso.
Provenienza ignota. Gruppo di vasi di epoca
Orientalizzante recuperati dall'Ispettore Angelo Stefanini, inquadrabili nel VII
sec. a.C.
- anfora a spirali di grandi
dimensioni in impasto bruno scuro con decorazione incisa. Si osservi l'airone
stilizzato inciso sulla spalla H 22
- piccola anforetta a spirali in
impasto bruno scuro. H 11.2.
- parte inferiore di anforetta
in impasto bruno.
- piatto in ceramica
sub-geometrica con fori per l'affissione . Diam. 23.5. Bosio-Pugnetti
1986, p. 74, n. 63.
Tolfa. Incerta provenienza:
- fibula ad arco ingrossato in
bronzo, priva dell'ardiglione . Lungh. 2.
- pendente con placchetta
rettangolare decorata a rombi incisi, sovrastata da mezzaluna con cerchi per la
sospensione . Lungh. 5.
- gancio in bronzo
- anello in bronzo a sezione
quadrangolare . Diam. 5.
Cesone: - fuseruola piatta di impasto scuro .
Diam. 3.8.
Ripiano
inferiore
Tolficciola - Fontana del Papa. Corredo di
una tomba ad incinerazione.
La tomba fu scoperta durante i lavori di costruzione
della strada Tolfa-Santa Severa e recuperata da Angelo Stefanini, in mezzo a
difficoltà di vario genere.
Databile nell'VIII sec. a.C..
- Olla cineraria in ceramica
d'impasto rossiccio H 24.5; diam. 16.
- Coperchio in impasto bruno
parzialmente conservato Diam. 17.
- Fibula in bronzo deformata
Pian della Conserva. Necropoli etrusca, corredo di
una tomba scoperta nel 1984 dal Gruppo Archeologico Romano.
I materiali furono raccolti a seguito di lavori
agricoli alle pendici settentrionali del pianoro. Al momento della scoperta non
furono rinvenute tracce della struttura della tomba e ciò lascia presumere che
si trattasse di una fossa scavata nella terra. Il corredo è databile nell'Orientalizzante
Antico fine VIII-primo quarto del VI sec. a.C.).
- Calice carenato in impasto
bruno, parzialmente conservato . H 10.5; diam. 19.4
- Anforetta in impasto bruno
scuro a corpo schiacciato con decorazione incisa, mancante di parte del collo. H 11.5; diam. 5.8
.
Faceva parte del corredo anche
un anello di bronzo, attualmente non esposto.
Pian della Conserva. Donazione V. Muneroni:
- olla in impasto rosso integra. H 18.5; diam. 10. Datazione: fine VIII-prima metà VII sec. a.C..
Rota, Pian della Conserva, Cesone, San Pietrino.
Materiali scoperti dal Gruppo Archeologico Romano.
Frammenti ceramici dell'età del Bronzo e del Ferro,
alcuni dei quali con decorazione geometrica incisa, ed un pestello in pietra.
- Frammento di orlo di scodella in impasto nero decorato con listello
rilevato verticale e motivo a cordicella. Da Pian della Conserva, dalla
necropoli. Datazione: fine VIII sec. a.C..
- Frammento di ansa bifora di
tazza con tacche incise orizzontali sulla superficie interna. Da Pian della
Conserva, dalla necropoli. Datazione: Bronzo Finale-età del Ferro.
- Frammento di orlo di forma
aperta in impasto rossiccio.
- Orlo di scodella carenata in
impasto nero. Dal pendio N-NO di Rota. Datazione: età del Bronzo-età del
Ferro.
- Frammento di protome a testa
di ariete in impasto nero con decorazione a falsa cordicella. Dal pendio N-NE di
Rota. Datazione: età del Ferro.
- Frammento di ansa a nastro
d'impasto nero. Dal pendio N-NE di Rota. Datazione: Bronzo Medio.
- Frammento di parete d'impasto
nero decorata con due fasce di solcature parallele. Dal pendio N-NE di Rota.
Datazione: Bronzo Finale-prima età del Ferro.
- Frammento di parete con
decorazione a meandro costituito da fasci di solcature a pettine. Riva del
Mignone-San Pietrino. Datazione: Bronzo Finale-prima età del Ferro.
- Frammento di probabile ansa a
maniglia.
- Fuseruola biconica integra in argilla
chiara. Dal Cesone.
- Frammento di ansa a rocchetto ad
apici accentuati, in impasto rossiccio. Dal Cesone. Datazione: Bronzo
Medio.
Pian della Conserva. Sculture funerarie etrusche.
- Sul lato corto della sala, in vicinanza
dell'ingresso si trovano alcune sculture funerarie etrusche realizzate in
tufo e nenfro, piuttosto frammentarie, e riferibili a sfingi e leoni che
erano posti all'ingresso delle tombe con scopo protettivo. Insieme a
queste si trova un grosso cippo circolare, forse collocato originariamente
su un tumulo. Tutte le sculture provengono da Pian della Conserva e si
datano all'età arcaica (VI sec. a.C.)
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