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  Quaderni del Museo Civico del Comune di Tolfa 

 

realizzazione sito di A. Antonacci                                   a cura di Paolo Brocato   

Il Museo e i suoi reperti

  La sala ospita alcuni pannelli topografici che illustrano lo sviluppo storico archeologico della regione dei Monti della Tolfa. All'interno delle vetrine si trovano reperti che si datano all'età del Bronzo, al periodo etrusco e romano, fino ad arrivare al periodo medievale e rinascimentale. 

Vetrina 1

Sono qui esposti i materiali più antichi dell'attuale allestimento del Museo. Si tratta infatti di reperti databili all'età del Bronzo (XIII-XII sec. a.C.?), all'età del Ferro (VIII sec. a.C.) e all'età Orientalizzante (VII sec. a.C.). Recenti ricerche condotte sul territorio hanno tuttavia dimostrato che la frequentazione risale ad epoche ben più antiche ed in particolare addirittura al Paleolitico. Testimonianze sono anche note per il Neolitico e l'Eneolitico. Tuttavia è solo con l'età del Bronzo che le presenze aumentano fino ad arrivare con il Bronzo Medio e Finale ad una densità ragguardevole

Con l'età del Ferro si assiste ad un fenomeno di spopolamento determinato dal formarsi dei centri urbani di Tarquinia e Cerveteri. La situazione è omogenea in tutta l'Etruria tirrenica: alla scomparsa dei siti del Bronzo Finale segue la nascita delle città etrusche storiche. Dunque c'è uno spostamento di gruppi umani ed un addensamento sui pianori delle future città storiche etrusche. In diversi casi, come ad esempio a Cerveteri, è stata dimostrata la presenza di testimonianze risalenti al Bronzo Finale preesistenti l'impianto della città, a dimostrare che il processo affonda le radici proprio in questo periodo. È tuttavia con l'età del Ferro che abbiamo la nascita di formazioni urbane vere e proprie, nettamente differenziate dalle precedenti comunità di villaggio. Il cambiamento è radicale ed investe la sfera politico istituzionale, economica, religiosa.

Durante l'età del Ferro si assiste sui Monti della Tolfa ad una rarefazione tale delle presenze archeologiche da far addirittura pensare ad un abbandono dell'area. Tuttavia le ricerche più recenti hanno dimostrato l'esistenza di altre testimonianze archeologiche a Rota, a Pian Conserva e alla Tolfaccia (quest'ultima nel comune di Allumiere), oltre quelle della Cibona, di Fontana del Papa e di Ripa Cerviale avvenute in tempi precedenti. Il rinvenimento più consistente è quello della Tolfaccia, dove ai piedi della collina, è stato individuato un settore di un sepolcreto di tombe a incinerazione e a inumazione del tardo Ferro. Per i rinvenimenti di Rota e di Pian Conserva si tratta di alcuni frammenti ceramici più antichi; negli altri casi si tratta di resti di corredi funerari, per lo più recuperati casualmente. Un caso a parte è da considerarsi il rinvenimento alle pendici della Tolfaccia, dove è stato possibile mettere in luce parte di un sepolcreto di tombe a inumazione e incinerazione. Dunque i Monti della Tolfa nell'VIII sec. a.C. sono popolati, infatti anche se le testimonianze non sono numerose, né particolarmente consistenti, indicano comunque una presenza diffusa rivolta all'occupazione di zone strategiche per il controllo del territorio. Al momento pochi sono i reperti inquadrabili alla fase antica dell'età del Ferro, diretta conseguenza della formazione dei grandi centri urbani di Tarquinia e Cerveteri verso cui dobbiamo immaginare che confluì gran parte della popolazione dei Monti della Tolfa. Le ricerche più recenti tendono ad attenuare tuttavia questo iato, che seppure indiscutibile e attribuibile ai processi di formazione urbana, non può essere inteso come abbandono integrale dell'area.

Con l'età Orientalizzante la cultura materiale e l'architettura testimoniano una diretta influenza ceretana in zona. In quest'epoca l'area in esame fa parte integrante della “città-stato” di Caere e ne costituisce un ganglio economico per gli sviluppi della metropoli. Le ricche risorse naturali consentono lo sviluppo di comunità di piccole e medie dimensioni che occupano in maniera capillare il territorio e che seppelliscono i propri morti in tombe a camera con corredi funebri. L'analisi dei sepolcreti permette di identificare sepolture monumentali e ricchi corredi che dimostrano l'esistenza di “signori” in posizione nettamente preminente nell'ambito di ciascuna comunità. I singoli centri si sviluppano fino agli inizi-prima metà del V sec. a.C., in questo momento infatti si assiste ad una profonda crisi che in gran parte dovette determinare un esodo verso il centro urbano. È soltanto con la fine del IV sec. a.C. che si assiste ad una ripresa consistente dei dati archeologici, così come avviene per altri centri minori dell'Etruria meridionale interna. 

Ripiano superiore

Pian dei Santi:

- bicchiere troncoconico in impasto lavorato a mano senza l'uso del tornio, con decorazione a digitalature sull'orlo. Parzialmente integrato. H 8.8; diam. 12.

Fu recuperato all'interno di una struttura scavata nel tufo (c.d. tomba II), costituita da un corridoio e un ingresso che immette in un pozzo di forma circolare privo di copertura. Il reperto può essere inquadrato nelle prime fasi dell'età del Bronzo.

Pian Sultano, donazione Domenico Cucco:

- fibula a sanguisuga con decorazione a denti di lupo incisi . 

Si tratta di un oggetto che doveva far parte di una sepoltura, di cui purtroppo non resta traccia. La zona di Pian Sultano era già nota per le importanti presenze dell'età del Bronzo e per la necropoli monumentale di età arcaica. Il reperto qui esposto ha una certa importanza cronologica, in quanto indica che la necropoli ha avuto origine in età anteriore all'Orientalizzante, ovvero nella tarda età del Ferro.

Marano (Ripa Cerviale), donazione Mauro Buzzacca:

- cuspide di lancia in bronzo di forma foliata . Lungh. 19.

- armilla in bronzo a sezione circolare . Diam. 13 

Si tratta verosimilmente di materiali appartenenti a una o due sepolture andate distrutte, databili all'VIII sec. a.C.. Fa parte della donazione anche un puntale in ferro particolarmente corroso.

Provenienza ignota. Gruppo di vasi di epoca Orientalizzante recuperati dall'Ispettore Angelo Stefanini, inquadrabili nel VII sec. a.C.

- anfora a spirali di grandi dimensioni in impasto bruno scuro con decorazione incisa. Si osservi l'airone stilizzato inciso sulla spalla  H 22 

- piccola anforetta a spirali in impasto bruno scuro. H 11.2.

- parte inferiore di anforetta in impasto bruno.

- piatto in ceramica sub-geometrica con fori per l'affissione . Diam. 23.5. Bosio-Pugnetti 1986, p. 74, n. 63.

Tolfa. Incerta provenienza:

- fibula ad arco ingrossato in bronzo, priva dell'ardiglione . Lungh. 2.

- pendente con placchetta rettangolare decorata a rombi incisi, sovrastata da mezzaluna con cerchi per la sospensione . Lungh. 5.

- gancio in bronzo 

- anello in bronzo a sezione quadrangolare . Diam. 5.

Cesone: - fuseruola piatta di impasto scuro . Diam. 3.8. 

Ripiano inferiore

Tolficciola - Fontana del Papa. Corredo di una tomba ad incinerazione.

La tomba fu scoperta durante i lavori di costruzione della strada Tolfa-Santa Severa e recuperata da Angelo Stefanini, in mezzo a difficoltà di vario genere. Databile nell'VIII sec. a.C..

- Olla cineraria in ceramica d'impasto rossiccio H 24.5; diam. 16. 

- Coperchio in impasto bruno parzialmente conservato Diam. 17.

- Fibula in bronzo deformata 

Pian della Conserva. Necropoli etrusca, corredo di una tomba scoperta nel 1984 dal Gruppo Archeologico Romano.

I materiali furono raccolti a seguito di lavori agricoli alle pendici settentrionali del pianoro. Al momento della scoperta non furono rinvenute tracce della struttura della tomba e ciò lascia presumere che si trattasse di una fossa scavata nella terra. Il corredo è databile nell'Orientalizzante Antico fine VIII-primo quarto del VI sec. a.C.).

- Calice carenato in impasto bruno, parzialmente conservato . H 10.5; diam. 19.4

- Anforetta in impasto bruno scuro a corpo schiacciato con decorazione incisa, mancante di parte del collo. H 11.5; diam. 5.8 .

Faceva parte del corredo anche un anello di bronzo, attualmente non esposto.

Pian della Conserva. Donazione V. Muneroni:

- olla in impasto rosso integra. H 18.5; diam. 10. Datazione: fine VIII-prima metà VII sec. a.C..

Rota, Pian della Conserva, Cesone, San Pietrino. Materiali scoperti dal Gruppo Archeologico Romano.

Frammenti ceramici dell'età del Bronzo e del Ferro, alcuni dei quali con decorazione geometrica incisa, ed un pestello in pietra. - Frammento di orlo di scodella in impasto nero decorato con listello rilevato verticale e motivo a cordicella. Da Pian della Conserva, dalla necropoli. Datazione: fine VIII sec. a.C..

- Frammento di ansa bifora di tazza con tacche incise orizzontali sulla superficie interna. Da Pian della Conserva, dalla necropoli. Datazione: Bronzo Finale-età del Ferro.

- Frammento di orlo di forma aperta in impasto rossiccio.

- Orlo di scodella carenata in impasto nero. Dal pendio N-NO di Rota. Datazione: età del Bronzo-età del Ferro.

- Frammento di protome a testa di ariete in impasto nero con decorazione a falsa cordicella. Dal pendio N-NE di Rota. Datazione: età del Ferro.

- Frammento di ansa a nastro d'impasto nero. Dal pendio N-NE di Rota. Datazione: Bronzo Medio.

- Frammento di parete d'impasto nero decorata con due fasce di solcature parallele. Dal pendio N-NE di Rota. Datazione: Bronzo Finale-prima età del Ferro.

- Frammento di parete con decorazione a meandro costituito da fasci di solcature a pettine. Riva del Mignone-San Pietrino. Datazione: Bronzo Finale-prima età del Ferro.

- Frammento di probabile ansa a maniglia.

- Fuseruola biconica integra in argilla chiara. Dal Cesone.

- Frammento di ansa a rocchetto ad apici accentuati, in impasto rossiccio. Dal Cesone. Datazione: Bronzo Medio.

Pian della Conserva. Sculture funerarie etrusche.

- Sul lato corto della sala, in vicinanza dell'ingresso si trovano alcune sculture funerarie etrusche realizzate in tufo e nenfro, piuttosto frammentarie, e riferibili a sfingi e leoni che erano posti all'ingresso delle tombe con scopo protettivo. Insieme a queste si trova un grosso cippo circolare, forse collocato originariamente su un tumulo. Tutte le sculture provengono da Pian della Conserva e si datano all'età arcaica (VI sec. a.C.)

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