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I MONTI DELLA TOLFA.
STORIA DEL TERRITORIO
di Carla Zhara Buda
Il comprensorio dei Monti della Tolfa presenta delle
particolari caratteristiche che hanno facilitato l’insediamento umano e lo
sfruttamento del territorio sin da epoche antichissime. La presenza di zone
montagnose e di aspri dirupi ha facilitato lo stabilirsi di insediamenti
naturalmente fortificati e nascosti e, al tempo stesso, la vicinanza al mare ha
permesso di mantenere scambi e contatti con il mondo esterno grazie ai porti
principali di Pyrgi, di Tarquinia e di
Civitavecchia.
Certamente la vicinanza agli importanti centri di
Tarquinia e Cerveteri, i cui scambi frequenti e la forte influenza sono
ampiamente documentati dai ritrovamenti archeologici, ha dato un grande apporto
allo sviluppo di quest’area in età etrusca.
La posizione naturale propizia più elevata e salubre
rispetto alle zone malariche della bassa Maremma e del circondario di Roma,
l’estensione di boschi e pascoli, la posizione strategicamente favorevole
durante le incursioni dei pirati saraceni sono anche questi fattori che hanno
notevolmente condizionato l’occupazione dei Monti della Tolfa.Un’importanza
determinante, sotto l’aspetto economico, ha avuto la presenza di giacimenti
minerari che, sin da epoca antica, erano conosciuti e sfruttati (minerali di
ferro e rame).
La scoperta della presenza di allume, fatta nel 1462
da Giovanni de Castro, un funzionario dello Stato Pontificio, provocò una vera
e propria rivoluzione industriale, in un territorio prevalentemente dedito
all’agricoltura e alla pastorizia, incrementando lo sviluppo delle attività,
le entrate degli abitanti locali e gli scambi con i centri maggiori.
Cenni di geomorfologia
Il comprensorio dei Monti della Tolfa è delimitato a
O dalla costa tirrenica laziale compresa tra Civitavecchia e Santa Severa, a E
dai rilievi interni del viterbese, a N dal fiume Mignone. Questi confini,
distinguibili da un punto di vista geografico, non sono tuttavia così
facilmente determinabili per gli aspetti geologici, paesaggistici e storici,
perché l’area presa in esame fa parte di un comprensorio più ampio che si
estende dal territorio
tarquiniese a quello ceretano. La conformazione del
territorio è stata fortemente influenzata dalle attività dei vulcani Ernici,
Sabatino e Laziale, le cui tracce sono ancora oggi riscontrabili nei tre sistemi
lacustri di Vico, di Bracciano-Martignano e di Bolsena. La genesi del territorio
è segnata da una lunga vicenda geologica scandita da tre fasi di vulcanesimo
che risalgono rispettivamente al periodo eocenico, alla fine del Miocene e al
Quaternario; queste fasi hanno originato nel medesimo comprensorio tre settori a
caratteristiche morfologiche differenziate. Il primo, disposto entro i centri di
Tolfa e Allumiere, è ad orografia più marcata (vulcaniti in domi e depositi
ignimbritici) dove le cime più elevate, comprese mediamente tra i 40 e i 500 m
s.l.m. possono talora superare i 600 m s.l.m. (Monte delle Grazie, Monte della
Frombola e Monte Sassicari). Il secondo settore a N di Civitavecchia, il
cosiddetto gruppo della Tolfaccia, è costituito da strutture laviche isolate
che formano pareti a picco; il terzo è caratterizzato da un’ampia zona
collinare che circonda tutto il sistema montuoso e presenta versanti dolci e
declivi lungo la valle attraversata dal corso inferiore del Mignone.
Per quanto riguarda l’idrografia, il fiume Mignone
rappresenta il corso d’acqua più rilevante. Entra nel territorio provenendo
da E e lambisce il comprensorio della Tolfa lungo il lato N per poi gettarsi in
mare; nel suo corso inferiore attraversa un’ampia valle ricca di sedimenti.
Per portata e dimensioni il fiume Mignone si distacca da tutti gli altri corsi
d’acqua che hanno una portata nettamente inferiore e quasi tutti hanno
carattere stagionale. Tra questi i maggiori sono il fosso Lenta e il fosso
Verginese, entrambi affluenti del Mignone.
La linea di costa ha subito notevoli variazioni nel
corso dei millenni; durante il Pliocene, ad esempio, la pianura tarquiniese era
completamente sommersa dalle acque marine, come testimoniano oggi i resti
fossili che si rinvengono sul territorio. Le glaciazioni che si succedettero tra
la fine del Terziario e durante il Quaternario determinarono i fenomeni di
innalzamento e di ritiro del mare.
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