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  Quaderni del Museo Civico del Comune di Tolfa 

 

realizzazione sito di A. Antonacci                                   a cura di Paolo Brocato   

Dal Medioevo ai nostri giorni  

di Carla Zhara Buda

Nel corso del VI sec. d.C., durante le guerre greco-gotiche, si assiste nella regione ad un processo inevitabile di decremento della popolazione. Tra il 552 e il 553 i Goti prendono possesso di Centumcellae. Molte delle ville che avevano caratterizzato il territorio in età imperiale sono ormai completamente in abbandono. A partire dal VII sec. e poi per tutto l’VIII e il IX sec. d.C. la regione risente del fenomeno dell’incastellamento che, seppur con forme e modi diversi, caratterizza l’intera penisola. I centri abitati vedono un lento e costante decadimento e subiscono una forte rarefazione. La popolazione si concentra intorno a pochi centri superstiti, tra cui spicca Forum Clodii, diocesi di notevole importanza.

Le prime notizie certe sulla città di Tolfa risalgono al 1000, ma il centro risulta probabilmente ben consolidato solo tra il XIII e il XIV sec. d.C..

Nel 1440 Tolfa risulta essere possesso della famiglia dei Frangipane, che nel 1469, dopo numerose traversie, la vendettero al papato. Quella città definita dal cronista quattrocentesco Gaspare da Verona “locus incultus, informis, rusticanis” conobbe con la scoperta dell’allume, effettuata secondo la tradizione nel 1462 (ma forse qualche anno prima), una decisiva svolta nello sviluppo economico. Giovanni de Castro, funzionario dello Stato Pontificio, osservando la vegetazione dei luoghi, notò la presenza dell’Ilex aquifolium (Agrifoglio), pianta che aveva visto più volte in Turchia, in zone dove si estraeva l’alunite. A seguito di questa osservazione, cominciò ad analizzare il terreno e individuò così quei depositi di alunite che per molti secoli costituirono una grande fonte di ricchezza per lo Stato Vaticano e per gli abitanti della regione stessa. L’allume, ricavato da cottura e lisciviazione dell’alunite, essendo materia indispensabile per le tinture nell’industria tessile e per la concia delle pelli veniva importato in Occidente dalle regioni asiatiche. L’importanza della scoperta dell’allume nel territorio di Tolfa si rileva dalle parole stesse di Giovanni de Castro che così riportò la notizia al papa Pio II:  “Oggi ti porto la vittoria sul Turco. Egli estorce ogni anno ai Cristiani più di trecentomila monete d’oro per via dell’allume con cui tingiamo le lane di diversi colori [...], ma io ho trovato sette monti così ricchi di questa sostanza da bastare a sette mondi. Se ordinerai che si facciano venire operai, si predispongano fornaci, si cuociano le pietre, fornirai allume a tutti gli Europei e tutto il guadagno del Turco verrà a cessare”.

Nel 1500 venne fondata Allumiere, sede degli impianti per la lavorazione dell’allume. Sia Tolfa che Allumiere conobbero in questo periodo un grande rigoglio. Molti edifici pubblici e privati sorsero nelle città che di anno in anno andavano abbellendosi e arricchendosi. Ma la vita dei due centri, distanti tra loro solo quattro chilometri, non si incontrò mai: Tolfa manteneva le sue tradizioni agricolo-pastorali, Allumiere, appena nata e abitata prevalentemente da lavoratori venuti da paesi diversi, era un centro sorto su basi industriali. Nel 1826 Allumiere viene costituita Comune e la vita dei due centri procede per vie parallele, con storie e tradizioni diverse.  

 Carla Zhara Buda

 

Sala Pietro da Cortona - Pietro da Cortona, Allumiere di Tolfa

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