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Dal Medioevo ai nostri giorni
di
Carla Zhara Buda
Nel corso del VI sec. d.C., durante le guerre
greco-gotiche, si assiste nella regione ad un processo inevitabile di decremento
della popolazione. Tra il 552 e il 553 i Goti prendono possesso di Centumcellae.
Molte delle ville che avevano caratterizzato il territorio in età imperiale
sono ormai completamente in abbandono. A partire dal VII sec. e poi per tutto
l’VIII e il IX sec. d.C. la regione risente del fenomeno dell’incastellamento
che, seppur con forme e modi diversi, caratterizza l’intera penisola. I centri
abitati vedono un lento e costante decadimento e subiscono una forte
rarefazione. La popolazione si concentra intorno a pochi centri superstiti, tra
cui spicca Forum Clodii, diocesi di
notevole importanza.
Le prime notizie certe sulla città di Tolfa
risalgono al 1000, ma il centro risulta probabilmente ben consolidato solo tra
il XIII e il XIV sec. d.C..
Nel 1440 Tolfa risulta essere possesso della famiglia
dei Frangipane, che nel 1469, dopo numerose traversie, la vendettero al papato.
Quella città definita dal cronista quattrocentesco Gaspare da Verona “locus
incultus, informis, rusticanis” conobbe con la scoperta dell’allume,
effettuata secondo la tradizione nel 1462 (ma forse qualche anno prima), una
decisiva svolta nello sviluppo economico. Giovanni de Castro, funzionario dello
Stato Pontificio, osservando la vegetazione dei luoghi, notò la presenza
dell’Ilex aquifolium (Agrifoglio), pianta che aveva visto più volte in
Turchia, in zone dove si estraeva l’alunite. A seguito di questa osservazione,
cominciò ad analizzare il terreno e individuò così quei depositi di alunite
che per molti secoli costituirono una grande fonte di ricchezza per lo Stato
Vaticano e per gli abitanti della regione stessa. L’allume, ricavato da
cottura e lisciviazione dell’alunite, essendo materia indispensabile per le
tinture nell’industria tessile e per la concia delle pelli veniva importato in
Occidente dalle regioni asiatiche. L’importanza della scoperta dell’allume
nel territorio di Tolfa si rileva dalle parole stesse di Giovanni de Castro che
così riportò la notizia al papa Pio II: “Oggi
ti porto la vittoria sul Turco. Egli estorce ogni anno ai Cristiani più di
trecentomila monete d’oro per via dell’allume con cui tingiamo le lane di
diversi colori [...], ma io ho trovato sette monti così ricchi di questa
sostanza da bastare a sette mondi. Se ordinerai che si facciano venire operai,
si predispongano fornaci, si cuociano le pietre, fornirai allume a tutti gli
Europei e tutto il guadagno del Turco verrà a cessare”.
Nel 1500 venne fondata Allumiere, sede degli impianti
per la lavorazione dell’allume. Sia Tolfa che Allumiere conobbero in questo
periodo un grande rigoglio. Molti edifici pubblici e privati sorsero nelle città
che di anno in anno andavano abbellendosi e arricchendosi. Ma la vita dei due
centri, distanti tra loro solo quattro chilometri, non si incontrò mai: Tolfa
manteneva le sue tradizioni agricolo-pastorali, Allumiere, appena nata e
abitata
prevalentemente da lavoratori venuti da paesi diversi, era un centro sorto su
basi industriali. Nel 1826 Allumiere viene costituita Comune e la vita dei due
centri procede per vie parallele, con storie e tradizioni diverse.
Carla Zhara Buda
Sala Pietro da Cortona
- Pietro da Cortona, Allumiere di Tolfa
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