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  Quaderni del Museo Civico del Comune di Tolfa 

 

realizzazione sito di A. Antonacci                                   a cura di Paolo Brocato   

L’età del Bronzo

Anche per quanto riguarda l’età del Bronzo, la mancanza di scavi e lo stato della ricerca, spesso limitata a indagini di superficie, non consentono di tracciare un quadro completo. Ben attestata è la fase del Bronzo Medio (XVII-XIV sec. a.C.) e, in particolare, una fase più avanzata databile tra il XV e il XIV sec. a.C., in cui si manifesta la cosiddetta “Cultura appenninica”. Con il termine appenninico si indica principalmente uno stile ceramico caratterizzato da decorazione incisa con motivi geometrici (meandri, triangoli, zig-zag, spirali, cerchi, ...) campiti con punti e trattini. In molti casi le decorazioni sono colorate con pasta bianca che ravviva le superfici brune.  

Nella regione dei Monti della Tolfa sono stati individuati numerosi siti appenninici sulle alture immediatamente a ridosso del mare, in posizione difesa naturalmente e con il controllo sulla costa (Valdaliga, Mattonara, Malpasso, Torre Chiaruccia, Grottini di Santa Severa). Altri siti sono stati individuati più all’interno come Tufarelle, Palidoro, Luni sul Mignone. Significativo, per l’abbondanza e la rilevanza delle testimonianze, è il sito di Pian Sultano, presso Tolfa.

La fase finale dell’età del Bronzo ha restituito delle preziosissime testimonianze. Quest’età si differenzia dal periodo precedente innanzitutto per la diffusione di un rito diverso di sepoltura, l’incinerazione, così come per l’affermazione di nuove concezioni religiose; rappresentazioni di dischi solari e di divinità ornitomorfe lasciano intuire il culto di divinità celesti.

Gli scavi effettuati nell’’800 da Klitsche de la Grange nei dintorni di Allumiere e Tolfa hanno fornito una grande quantità di evidenze. Un ricchissimo ripostiglio di bronzi rinvenuto a Coste del Marano, costituito da oltre 140 pezzi, documenta l’utilizzo di oggetti di lusso e fa luce sulle tecniche della metallurgia.Tazze di bronzo laminato, fibule, pendagli, spilloni, asce, il tutto eseguito con una lavorazione di alto livello tecnico. Contatti con le popolazioni del Mediterraneo, più o meno mediati dalle genti dell’Italia meridionale, vengono confermati da frammenti di ceramica micenea rinvenuti a Luni sul Mignone, a San Giovenale (Blera) e a Monte Rovello. Per quanto riguarda l’aspetto funerario una vera e propria necropoli, rilevante per dimensioni e numero di tombe, è quella di Poggio la Pozza (Allumiere), in cui sono state rinvenute circa un centinaio di tombe a incinerazione. Le ceneri venivano deposte in urne assieme al corredo che doveva servire al defunto. I corredi, in alcuni casi molto semplici, ma in altri costituiti da numeroso vasellame, da ornamenti di vario genere e da accessori, indicano in maniera evidente che è in atto un processo di distinzione sociale gerarchica all’interno del gruppo.  

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