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Antagonisti o protagonisti?

Lo zen e l'arte della rivoluzione

by Charlie Frac










                  
                        Credo di aver capito dove voglia arrivare Gui dao con le "cineserie". Apprezzo lo sforzo, che non è
                  solo un'operazione culturale, ma ritengo esistano ancora ampi margini di iniziativa politica e di lotta
                  prima di pronunciare il fatidico "si salvi chi può!" Del resto, non credo che Gui dao creda davvero solo
                  più nella "salvezza" individuale. A volte, usa toni "apocalittici" ma,con il sorriso sulle labbra. 
                  
                        La mia visione della vita è sobria. Credo di essere modesto persin troppo. La questione
                  dei destini individuali è da sempre faccenda che riguarda esclusivamente ciascuno nel suo privato. Uomini 
                  e donne fa lo stesso.
                  A me interessa liberare gli esseri umani dalle catene della schiavitù. Per questo sono stato e continuo
                  ad essere coerentemente "marxista". L'unico aggiornamento che mi sono sentito in dovere di fare in 
                  questi anni di nera crisi della cosiddetta ideologia riguarda le condizioni di lavoro: che differenza
                  passa tra lavorare otto ore in una fabbrica comunista e otto ore in una fabbrica capitalista?
                  Quasi nessuna. Anzi, per un certo periodo, è stato perfino meglio lavorare da noi, con un sindacato che 
                  contrattava salario e condizioni di lavoro. Al di là del muro, e oggi al di là della grande muraglia, i
                  sindacati sono inesistenti.Ichino e Sacconi sarebbero felici. 
                  Pertanto, è necessario focalizzare: cosa succede realmente in una fabbrica, in un supermercato, in un 
                  centro-servizi?
                  Dopo la pausa pranzo non si vede l'ora che l'oppressione finisca. Poi c'è chi va a casa
                  a vedersi un film, chi va ad ubriacarsi, chi va a cercarsi una ganza da rimorchiare,o un uomo-oggetto
                  con un pistolone come il mio, c'è chi va in chiesa a pregare e c'è chi va in giro a piantare delle grane.
                  La vita è tutta qui. E' tanta, è poca, è miserabile, o è ricca? Sicuramente è più ricca per quel
                  tipo di individui che usano le ore d'aria per studiare, riflettere, informarsi, e fare politica.
                  Stando in mezzo alla gente, si possono dare esempi e riportare qualche sfigato sulla retta via. 
                  Se uno si chiude nella "teoria" e nel virtuaale diventa uno sputa-sentenze che ripete come un pappagallo 
                  le solite quattro belinate.
                  
                        Ora, a costo di passare per reazionario, dirò qualcosa di spiacevole. Il lavoro fisico bestiale 
                  esiste ancora. Chi non riesce a trovare di meglio, anche con due lauree in tasca, non può ch arrendersi 
                  alla necessità. Non tutto è in mano alla mafia. E se anche fosse, potrebbe diventare un'opportunità "per
                  sputare nel piatto in cui si mangia". L'ho fatto più di una volta e mi son trovato bene. 
                  Prima si munge tutto quello che si può, e poi si sputa. Cioè, si denuncia la situazione. Anche questo è zen. 
                  L'arte della sopravvivenza è l'arte della rivoluzione.