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Antenne per le bande WARC

Le bande WARC non sono più una novità ma ciò non di meno stanno suscitando un notevole interesse nella comunità radioamatoriale DX. Sarà perchè sono molto meno cengestionate delle bande consuete, sarà per le buone condizioni di propagazione degli ultimi mesi e che fanno presagiere ulteriori apreture specie in 24 MHz. insomma sono ben frequentate e sempre più interessanti Ho voluto considerarle dalla parte <<antenna>> ed ho provato alcune configurazioni che ora vi propongo con relativi pregi, rapporti comparati e anche difetti. Per quanto le bande cosidette WARC siano tre, e cioè 10,1 MHz., 18 ed i 24 MHz, ho considerato in questo articolo solo i 18 ed i 24 MHz; i 10 MHz sono una banda ineteressante ma sarà perchè al momento è consentito solo traffico in CW o per la ridotta estensione della banda stessa, fatto sta che non è molto praticata; da ciò un relativo disinteresse. Inoltre dal punto di vista dell'antenna la frequenza, e relativa lunghezza d'onda, limita la scelta, per le dimensioni imposte, a pochi tipi che in pratica sono il dipolo a 1/2 onda o una verticale GP 1/4 d'onda; si può realizzare di più, direttive Yagi a due o tre elementi o simili, ma ci vuole già uno spazio considerevole e, fatto un rapporto tra dimensione dell'antenna verso quantità di stazioni DX e traffico realizzabile, è evidente la sproporzione del lavoro, almento nella grande maggioranza dei casi. Certo tutto si può fare ma per le su esposte ragioni il presente articolo propone soluzioni d'antennze per 18 e 24 MHz.

Antenne

Vi sono grosso modo tre soluzioni possibili per le antenne da dedicare ai 18 e 24 MHz.
- 1° - Le antenne sono comunemente installate e cioè dipolo 40/80 m e direttiva tre elementi tribanda 20,15 e 10 m; un classico che molti raioamatori usano tramite accordatore.
- 2° - Le antenne multibanda filari tipo FD4, G5RV o W3DZZ. Sono usate di solito tramite accordatore sia per le vecchie bande che per le WARC.
- 3° - Antenne dedicate, quindi risonanti, per le bande WARC di 18 e 24 MHz, sia filari che direzionali.
Vediamo ora quali sono le prestazioni fornibili da queste siatuazioni di installazione.

Situazioni

-1° - Antenne <<vecchie bande>>
E' la soluzione più utilizzata perchè ancora molti OM non sono totalmente interessati alle bande WARC, o non hanno ancora "fatto il pieno" di DX nelle vecchie bande; vanno in 18 o in 24 MHz solo occasionalmente e, con queste antenne sia pure adattate tramite accordatore, effettuano il DX solo in condizioni molto favorevoli di propagazione. Lo scarso rendimento delle antenne è giustificato da due fatti che sono ben conosciuti: primo la antenne, di solito la tre elemnti 20, 15, 10 m. non risuonano affatto nè in 18 nè in 24 MHz; irradiano in quanto elemento metallico ma poco di più; inoltre l'accordatore adatta al transceiver, con ROS 1 a 1, tutto l'impianto e cioè antenna, eventuale balun, cavo di discesa ed in tal modo se si dispone di 100 W TX se ne irradieranno sì e no 50 mentre i restanti si perdono qua e là. Ecco quindi che la resa, ovvero il rendimento di irradiazione, è inevitabilemente bassa.
Di solito la situazione è migliore utilizzando i dipoli 40/80 m che essendo ben più lunghi di 1/2 onda, per 18 e 24 MHz, offrono in qualche modo una qualche risonanza sempre però tramite il solito accordatore di stazione.
Questa situazione è molto praticata e consente di effettuare QSO quando le condizioni di propagazione, e di QRM, sono favorevoli ma dimostrano i loro limiti in breve tempo appena il desiderio del DX, in 18 e 24 MHz si manifesta con forza nel radioamatore che quindi dovrà passare a sistemi di antenna più "performanti".
- 2° - Antenne <<filari multibanda>>
C'è un certo numero di stazioni amatoriali che non ha installato (in quanto non ha voluto o non ha potuto) le antenne come nell'esempio precedente, ma è dotato di un tipo di antenna filare che pur essendo semplice è operativa, e con un certo successo, su tutte le bande amatoriali. Ad esempio una filare Windom tipo FD4 è risonante a 3,5 MHz e poi ai suoi armonici cioè 7, 14 e 28 MHz con ROS molto contenuto; nello stesso modo (cioè per risonanze armoniche varie) sarà utilizzabile nelle bande WARC sempre con ROS accettabile. Analogamente si comporterà un dipolo tipo W3DZZ; in modo diverso lavora la G5RV che in realtà, direttamente, non risuona su nessuna banda ma è utilizzabile in tutte le bande, WARC comprese, tramite l'adattamento effettuato dlla discesa bifilare che se ben dimensionata riduce il ROS a valori accettabili e senza perdite. Questo tipo di antenna offre prestazioni interessanti e anche un piccolo guadagno di irradiazione quando si riesce a costituire una disposizione simil-collineare; è quindi una soluzione raccomandabile specie se considera il rapporto prestazioni/costo e difficoltà di montaggio. Chi non interessato è agli 80 metri può installare la versione "corta" di cui riporto i dati; si tratta di una realizzazione di un OM inglese che ha voluto azzerare il ROS tramite un box di base, posto al termine della linea bifilare di alimentazione, nel quale sono contenuti alcuni elementi di adattamento commutabili tramite relè (fig. 1); questa soluzione offre il massimo rendimento senza perdite nel cavo coax. Sono due possibili soluzioni che rappresentano un buon rendimento di irradiazione adeguato alla maggior parte dei collegamenti DX. Come detto all'inizio, risultati simili o di poco inferiori si ottengono anche da una filare Windom prestando attenzione al dimensionamento del trasformatore-adattatore relativamente alla potenza immessa. Filare multibanda può essere considerata anche una "long wire" classica, diciamo lunga 20 metri o poco più, completa di accordatore alla base e ottima terra; non si tratta di un'antenna che esibisce guadagno ma tutto sommato una resa di irradiazione, quando accordata, esiste e si fa sentire in certi casi meglio della tre elementi 20-15-10 m; il solo problema è che di solito la si può installare solo in un piano di campagna o simile abitazione. Comunque tutte queste filari vanno bene, sono multibanda ed hanno efficienza di irradiazione.
- 3° - Antenne <<dedicate>>
Per antenne dedicate intendo risonanti, e quindi in grado di offrire la massima efficenza di irradiazione; qui non c'è che l'imbarazzo della scelta per cui procederemo per gradi o meglio per quadagno ottenibili. Il più sermplice tipo di antenna risonante è dipolo a 1/2 onda; se quest'antenna è tesa a giusta altezza e libera da ostacoli, garantisce un sicuro successo nella maggioranza dei collegamenti DX; non ha guadagno nel senso che è un'antenna standard, di riferimento a 0 dbd (decibel dipolo), che sono comunque 2,15 dBi (isotropico). Per le misure fare riferimento alla fig. 2 con tutti i dati realizzativi.





Restando nell'ambito "filari" si può acquisire un buon guadagno installando un'antenna che sfrutta il principio del sistema collineare: si tratta della EDZ, Extenden Double Zepp, ovvero Zeppelin estesa doppia; è una configurazione a dipolo i cui bracci sono lunghi 0,64 lambda per lato; si hanno quindi sull'antenna due massimi (o ventri) di corrente, il che dà come risultato un restringimento del fascio irradiato e di conseguenza un guadagno non trascurabile di 3 dBd, cioè 3 dB in più di un dipolo.



Osservando il diagramma di radiazione (fig. 3 B) è evidente che l'antenna va tesa in modo da sfruttare i due stretti fasci di maggior guadagno verso le zone di interesse DX, es. USA o JA o Africa, tenendo conto che per i collegamenti a breve, diciamo europei, si possono sfruttare i diagrammi secondari con basso guadagno. L'impedenza al punto di alimentazione è alta ma si può facilmente adattarla ai classici 50 con un breve tratto di linea bifilare di opportuna lunghezza. Nella fig. 3 ci sono tutti i dati realizzativi per la versione da me realizzata per i 24,9 MHz e inoltre le misure per una adatta ai 18,1 MHz; per la taratura si dimensiona inizialmente il tratto adattatore, L3, un pò più lungo dell'indicato e poi lo si taglia fino ad ottenere il ROS minimo tipico, cioè 1,3 a 1; tagliare poco alla volta, un cm non di più, altrimenti si rischia di saltare il punto e dover ricominciare da capo. La lunghezza del tratto radiante, il dipolo 2x0,64 , non è critica ma lo è la lunghezza del tratto adattatore; per il tratto adattatore si può usare la piattina da 300, come ho fatto io, ma questa si deteriora rapidaemnte e sotto l'azione dei raggi solari ha una vita di un anno; sarà molto meglio costruire una linea binaria, la "scaletta", che dura molto e non si carica nè di salmastro nè di smog: attenzione che cambi il Fattore di Velocità, FV. Tra piattina in poietilene, piattona made in USA e scaletta in aria, il valore di FV cambia ed anche l'impedenza, ma in questo caso è più importante, ai fini dell'adattamento, la lunghezza ottenuta per approssimazioni che non l'impedenza. Dunque seguendo le istruzioni potrete disporre di 3 dB di quadagno da un'antenna a costo quasi zero. Un'altra soluzione d'antenna semplice e che offre quadagno è la verticale alta 5/8 d'onda; in questa antenna è molto diffusa in VHF e UHF e se ne può fare una versione anche in HF; ma se fate due conti risulta evidente che la si può relaizzare solo in 24 MHz dove risulta alta ben 7,3 m. Io ho realizzato una versione accorciata, di soli 4,7 m, con caricamento induttivo e dopo l'adattamento posso garantire che ha un'ottima resa; il guadagno è minore della EDZ ma migliore del dipolo 1/2 onda; il diagramma di radiazione è circolare e con angolo basso, il che favorisce i collegamenti DX. Unico requisito irrinucibaile è che sia libera da ostacoli e si disponga di un buon piano di terra o di numerosi radiali. Nella fig. 4 ci sono i dati per la versione a 24,9 MHz realizzata e i dati di calcolo per la versione a 18,1 MHz.



Non ho menzionato la classica verticale Ground Plane a 1/4 d'onda perchè non solo non porta guadagno, come ben si sa, ma rende meno del dipolo e sulle bande 18 MHz, ma ancora di più in 24 MHz, è bene disporre di un pò di guadagno. Ritorniamo alla verticale 5/8 corata per vedere come ralizzala e come tararla; la costruzione è relativamente semplice: per la piastra di base che serve per sostegno e per fissarla ad un supporto o palo di base si può fare riferimento "Antenne filari di I1UW/I4NE edizioni C&C". Si inizia con un primo tratto di tubo che sarà isolato dal secondo con un manicotto di PVC robusto; la bobina di accorciamento sarà fissata con bulloncini e dadi: in materiale inox, mi raccomando! La bobina di base ha la funzione di cancellare la reattanza capacitiva del radiatore e quindi è l'elemento di adattamento; per la taratura riferire al valore X1 indicato ed eventualmente effettuare piccole variazioni di non più di mezza spira. La taratura di risonanza si effettua variando la lunghezza dell'antenna; la bobina centrale di accorciamento va fatta secondo le indicazioni se si rispettano le lunghezze dei tubi: se questi fossero più corti la bobina dovrà essere aumentata nel numero di spire, e viceversa. Per queste operazioni che vanno effettuate vicino all'antenna è indispensabile disporre di un analizzatore d'antenna o altro strumento analogo; io uso il ROSmetro portatile. Voglio ora indicare un'antenna filare poco comune ma che può rendere più facile l'installazione: è la Zeppelin. Si tratta in sostanza di un dipolo a 1/2 onda ma la configurazione adottata consente di alimentarlo da un lato anzichè al centro; non cè è quindi il cavo centrale, che pesa e che in un dipolo ben installato deve scendere perpendicolare per almeno 1/4 d'onda. L'alimentazione si effettua tramite un tratto adattatore di linea bifilare lungo 1/4 d'onda; può essere usata della piattina a 300 ma è meglio utilizzare una linea in aria autocostruita: se non sapete bene il valore del fattore di velocità potrete trovarlo facilmente con l'analizzatore d'antenna o anche con un dip-meter. La lunghezza del tratto irradiante è di 1/2 onda e il guadagno di 0 dBd quindi uguale al dipoolo a 1/2 onda; in fig. 5 ci sono tutti i dati per la realizzazione; la taratura non è critica ma solo un tantino laboriosa nel senso che prima va determinata la lunghezza del tratto adattatore e poi la lunghezza a risonanza del tratto irradiante.



Direttive

Qui siamo ormai al termine dei guadagni ottenibili da semplici antenne filari e verticali, sia pure risonanti. Per avere di più bisogna passare ad antenne con più elementi e quindi con diagramma di radiazione direzionale. Ci sono sul mercato antenne direttive, made in USA, multibanda WARC tipicamente a tre elementi Yagi bibanda 18 e 24 MHz, espandibili ai 10 MHz con adattatore kit; sono ovviamente una buona soluzione, robuste e durature (e costose!!). Con un pò di buona volontà, qualche tubo di alluminio e alcuni raccordi meccanici si può costruire una Yagi tre elementi monobanda; dal momento che 18 e 24 MHz non sono in rapporto armonico si possono mettere, senza che si evidenzino interazioni, due Yagi sullo stesso boom con riduzione dell'ingombro e peso ancora ridotto. E' riportata, in fig. 6, una tale soluzione, semplice e di sicura efficienza di un sistema 3 più 3 elementi per 18 e 24 Mhz realizzabili sia su unico boom sia singolo; per chi desidera realizzare una Yagi trappolata o anche una Quad bibanda consiglio di consultare "Antenne direttive e verticali di I4NE/I1UW edizioni C&C" per trarne eventuali suggerimenti in merito a tali realizzazioni. Durante le prove effettuate prima di scrivere questo articolo ho dovuto constatare che sermpre i segnali forti, che ricevevo con rapporti di 5 9 più, non erano prodotti da lineari potenti ma affidati ad antenne direttive, la maggior parte Yagi; nella banda 24 Mhz in particolare la vera differenza la fa proprio la resa dell'antenna e non il lineare; per quanto la maggioranza delle direttive sia del tipo Yagi non mancano le quad che, almeno per quanto riguarda le mie prove, esibiscono una minore direttività: sovente una quad posta in direzione opposta mi ha consentito di "agganciare" il corrispondente. Vorrei rammentare che una quad è efficente solo in numero di elemnti ridotti, due, o tre non di più, in quanto la somma dei guadagni dei singoli elemnti dopo tale nurmeo...ò non si somma più tanto facilente salvo passarci molto tempo ad affinare tutto il sistema, ma questo è un altro discorso.


Accessori

Diamo ancora qualche ragguaglio sugli accessori relativi alle antenne. Anche se sistratta di dettagli non vanno trascurati in quanto concorrono ad assicurare la massima efficienza. Parliamo dell'adattamento bilanciato/sbilanciato tra antenna e cavo coax iniziando da dipolo; vero che il cavo è sbilanciato e l'antenna è bilanciata e quindi ci vorrebbe un adatto balun con rapporto 1 a 1 ma è altrettanto vero che la soluzione più semplice è un tratto del cavo stesso, lungo circa tre metri, avvolto a farne una piccola bobina di qualche spira, diamento 15 cm, posta vicino alcentro dipolo e fissata con fascette: darà in pratica lo stesso risultato di un balun. La stessa soluzione può essere adottata in tutte le antenne qui proposte: l'avvolgere un tratto di cavo coax come indicato corrisponde ad eseguire una bobina di blocco per la eventuale radio frequenza che scorre sulla calza del cavo stesso. Laddove ci si voglia cautelare meglio, si potrà realizzare una balun in cavo e filo; si tratta di un balun di origine Collins, per cui credo non dia niente da obiettare; inoltre non ha nucleo in ferrite e pertanto "tiene" un discreto livello di potenza senza problemi. Ultimo, il tipo di filo da usare per realizzare le antenne; non ha nessuna importanza, non serve che sia di grosso diametro anzi è un peso inutile; va usato comune filo da impianti elettrici in trecciola di rame diam. 1,5 mm sezione 2,2 mm ricoperto in PVC; si può usare filo smaltato dello stesso diametro risparmiando qualcosa nel peso ma è poca cosa essendo antenne di limitata estensione. Ricordo che il diamentro del filo rientra nei conteggi della lunghezza dell'antenna come fattore di accorciamento K.

Prodotti commerciali

Vorrei aggiungere qualche nota riguardo alle antenne commerciali. Delle Yagi abbiamo detto che sono non solo adatte ma raccomandabili; sono presenti sul mercato antenne Yagi solo per le bande WARC, sia monobanda che bibanda 18 e 24 MHz, con kit per 10 MHz, ma anche pentabanda e cioè 14,18,21,24,e 28 MHz; anche queste vanno bene ma va considerato il peso e di conseguenza il dimensionamento del motore e inoltre l'area esposta al vento, insomma sono un imnpegno meccanico da valutare. La resa di un'antenna pentabanda può essere relativamente limitata dagli inevitabili compromessi relativi alle varie trappole e di conseguenza la comodità di un unico cavo coax si paga con una resa parzializzata. Un discorso analogo si può fare per le antenne verticali multibanda. Vi sono sul mercato verticlai per otto bande con configurazione dichiarata di 1/2 onda; in questo caso, per quando sia ben progettata e ben realizzata, la resa sarà discreta solo per porzioni di banda limitate, specie per le bande basse; inutile aggiungere che devono avere una dotazione di radiali efficenti e che vanno installate in alto e ben libere da ostacoli. Alle considerazioni della comodità multibanda va accompagnato il costo, che ha ormai raggiunto livelli elevati (un milione per la verticale, sia pure otto bande!!). Questi costi sono in molti casi eludibili, almeno in tutte quelle installazioni effettuabili su abitazioni proprie, su tetti piani, in zone rurali o simili: non solo si risparmia ma si concorre in modo positivo alla costruzione della propia stazione. Qui termina la nostra breve chiaccherata sulle antenne, dedicata questa volta alle bande di 18 e 24 MHz; è mia opinione che queste bande daranno grandi soddisfazioni sia all'accanito DXer che al radioamatore desideroso di rilassanti QSO.

Articolo tratto da RadioKit 3/1998 - R. Briatta I1UW

Copyright © 2001 - Alberto Mattei - IT9MRM