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Oggi abbiamo iniziato un anno nuovo; l'abbiamo accolto fra auguri e saluti i più belli, nella speranza che ci porti bene; ma, se vogliamo essere positivi e sinceri, dobbiamo ammettere che un senso di titubanza, in fondo al cuore ce l'abbiamo. Considerando bene la situazione sociale e morale nella quale viviamo tuttora, giorno dopo giorno prendiamo sempre più coscienza della volubilità, della incertezza delle cose umane: cosa possa l'uomo quando cancella Dio e le sue leggi: facendo leva sulle proprie forze, senza un punto ben fisso, si ritrova a brancolare nel buio delle passioni umane, creando egoismi, confusione.... solo babilonia.

Ma, vogliamo anche essere sinceri e con una gioia nel cuore: la ricerca di Dio avanza e ne è la prova il bene che, sotto diverse manifestazioni, serpeggia nella società. Se il bene nasce solo da Dio e da coloro che hanno in sé il suo Spirito, come Gesù stesso ha proclamato, dobbiamo dire che Iddio non si è lasciato cacciare, ma è presente, lavora creando forze nuove capaci di contrastare il male. È vero che la lotta è e sarà dura e lunga... anche la pianta quando è trapiantata vive un periodo di difficoltà o di malattia ... fino a quando le radici non hanno trovato quanto è la loro vita: acqua e sali minerali; ma, nella misura nella quale questi saranno in loro possesso, la pianta troverà tutto il suo vigore ed, a suo tempo, darà i propri frutti.

Il nostro terreno è Gesù: in Lui dobbiamo essere trapiantati. Per facilitare questo trapianto Egli conferma che non è per nulla assente nelle vicende umane, per cui ci chiede fede e fiducia.
Solo a questa condizione ha preso l'esistenza umana, e avendola vissuta in tutta la sua estensione chiede a ciascuno di fidarsi di Lui ciecamente.
Il peccato del quale ci parla più frequentemente La Bibbia è il peccato di sfiducia.
Il peccato di Adamo, che non si è fidato della parola di Dio, ma ha preferito seguire la voce del diavolo, è come il riassunto preventivo di tutti i peccati del mondo! Secondo la Bibbia, il peccato fondamentalmente consiste in questo: nel non fidarsi di Dio, del progetto di Dio, della parola di Dio: nel pretendere di costruirsi un progetto per conto proprio.

Il superamento del peccato avviene attraverso la fiducia nel Dio dell'amore.
Dio non può sopportare che l'uomo non si fidi di Lui; se l'uomo non si fida di Lui e del suo amore, Dio non lo può salvare, non può farlo strumento di salvezza. Se invece, l'uomo si fida di Dio, Egli fa irruenza nella sua vita, lo prende totalmente e lo destina all'espansione del suo Regno.

Per dimostrare questo, riferiamoci ad alcuni brani biblici.
Il Signore ha detto ad Abramo: "Vattene dal tuo paese, dalla tua patria, e dalla casa di tuo padre verso il paese che io ti indicherò". Abramo viveva in Ur di Caldea. Era un inserito in una terra, in una civiltà, in una tradizione, in una patria, in un paese, in una parentela, in una casa.... era sposato con Sara.

Sua moglie era sterile.
Si era procurato un'ingente fortuna.
Viveva in maniera agiata.
Ma ecco che Iddio, Disturbatore, entra nella sua vita! "Vattene"
Ed Abramo parte, si fida.
Si distacca e va.

Con Abramo, che si è fidato di Dio, ha inizio la storia della salvezza; ha inizio il cammino dell'umanità verso la terra di Dio. Dopo queste cose Dio mise alla prova Abramo e gli disse "Abramo, Abramo!". Rispose "Eccomi". Riprese Dio: "Prendi tuo figlio, il tuo unico figlio che ami, Isacco, e va nel territorio di Moria ed offrilo in olocausto su di un monte che Io ti indicherò". Abramo, si alzò di buon mattino e ... Conosciamo il resto.
Dio non si accontenta di un amore platonico, di un amore a parole. Mette alla prova la fiducia e l'amore dell'uomo. La prova alla quale viene sottoposto Abramo è così drastica che dà i brividi.

Dio chiama Abram per nome. È un momento stupendo, ma tremendo, quello nel quale Dio si rivolge direttamente a me e mi chiama per nome. Se si rivolge direttamente a me, è segno che vuole qualcosa proprio da me. E Dio non vuole mai cose banali. Vuole sempre cose radicali. A Dio che chiama per nome Abramo risponde "Eccomi".

"Eccomi" è una parola centrale nella Bibbia, esprime l'atteggiamento fondamentale che l'uomo deve avere quando è interpellato da Dio: esprime la fiducia illimitata che l'uomo deve nutrire nei confronti di Dio! E quando Dio fa ad Abramo la sua assurda proposta, Abramo obbedisce, senza dire una parola. La sua fede è gigantesca, insuperabile. La sua fiducia in Dio è così radicale che egli si fida di Dio anche quando gli propone l'assurdo: "Farò di tè un grande popolo! Prendi... il tuo unico figlio che ami ed offrilo in olocausto!" Conosciamo anche il resto.

La fiducia merita ad Abramo la benedizione di Dio. "Poiché tu hai fatto questo e non mi hai rifiutato il tuo unico figlio, io ti benedico con ogni benedizione". La storia del peccato umano prende il suo inizio da un atto di sfiducia: Adamo non si fida di Dio. La storia della salvezza prende il suo inizio da un atto di totale fiducia in Dio.
Passiamo ad un altro personaggio: a Mosé. "Va, Io ti mando dal faraone, fà uscire dall'Egitto il mio popolo, gli Israeliti". Mosè aveva ideato un progetto semplice, tranquillo sulla sua vita.

Era fuggito dalla faccia del Faraone, si era formato una famiglia. Ma Dio, il Disturbatore, fa irruzione nella vita di Mosè... "Va!"
II progetto di Dio è sempre un progetto di liberazione dell'uomo; ma per attuarlo, Egli ha bisogno dell'uomo che si fidi totalmente di Lui e si venda totalmente al suo piano di salvezza.
Mosé risponde: "Chi sono io per andare dal Faraone e per fare uscire dall'Egitto gli Israeliti?" Mosé non ha più la fede di Abramo. Fa delle obiezioni a Dio.
Ma Dio risponde; "Io sarò con tè". In altre parole Dio dice a Mosé "Non conta chi tu sei, conta chi sono Io. Conta che Io sia con tè. Tu non discutere. Va!".
Mosé, fiducioso nella parola di Dio opererà segni e prodigi, porterà gli Israeliti fuori dall'Egitto, sarà il capo indiscusso d'Israele fino alle soglia della terra promessa. Ma Dio non gli perdonerà un atto di sfiducia fatto a Meriba.

Giunto alla soglia del paese di Canaan, salì sul monte Nebo e Dio gli disse "Mira il paese di Canaan che Io do in possesso agli Israeliti. Ma là ... tu non entrerai".
Dio è l'Amore. Non può tollerare che l'uomo non si fidi di Lui e del suo progetto di Amore. Un altro intervento di Gesù l'abbiamo in questa dichiarazione ai suoi sacerdoti ed a tutti per quanto riguarda la necessità della Sua presenza e del credere in essa per l'esito delle fatiche apostoliche: "Voglio i miei sacerdoti più vicini a Me e solo a Me; che credano che, passando le loro ore accanto al mio tabernacolo, Io sarò con loro. Io lavorerò e cambierò i cuori. Fino a che essi non mi lasceranno Padrone delle loro opere, non si attendano vocazioni e santità di vita, ma agirà la mia giustizia".

Non giovano alla salvezza delle anime tante opere esterne, viaggi, conferenze e tavole rotonde. "Non perdano il loro coraggio anche se le loro chiese saranno deserte; verrà il momento che non saranno capaci di contenere i fedeli. Solo se vivranno vicini a Me, Io sarò con loro".

Dichiarazione preziosissima: piena di incoraggiamento alla fiducia ma anche della condizione perché le nostre opere abbiano esito: vivere accanto a Lui, con Lui i nostri problemi che, in realtà, sono situazioni nelle quali Egli vuole agire per manifestare la Sua Presenza significativa servendosi però, di noi.

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