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Sorgente di vita

"Come la pioggia e la neve scendono dal cielo e non vi ritornano senza avere irrigato la terra, senza averla fecondata e fatta germogliare, perché dia il seme al seminatore e pane da mangiare, così sarà della parola uscita dalla mia bocca: non ritornerà a me senza effetto, senza aver operato ciò che desidero e senza aver compiuto ciò per cui l’ho mandata". (Is 55,10-11).

La Parola di Dio illumina l’anima e le infonde le ragioni per vivere e la luce per guidare i passi sul cammino della vita. La Parola racchiude in sé un tesoro, la Parola è profonda e non si può né si deve leggere con superficialità come un qualsiasi giornale o libro d’avventure, ma va letta con riflessione, quasi ruminata nell’intelletto per cercare nella meditazione l’illuminazione e il recondito significato.
La Parola di Dio è essenzialmente amore e la sua chiave di lettura è l’amore, è lui che può togliere il velo e svelare interamente le Sacre Scritture, la cui profondità oltrepassa l’intelligenza umana, poiché l’essenza è divina. In queste profondissime parole Dio, in verità, ci insegna a vivere degnamente, a scoprire i suoi molteplici doni che sono in noi.

Non si deve ascoltare la Parola di Dio e poi lasciarla scorrere come l’acqua sulla roccia, senza nulla assimilare. Un simile atteggiamento evidenzia un grave problema d’istruzione spirituale che occorre assolutamente colmare, poiché l’ignoranza è l’acerrima nemica della fede. Si comprende che per intendere e assaporare la Parola occorre abituarsi all’ascolto attraverso un profondo silenzio interiore, perché Dio usa la voce della coscienza. Ecco perché la voce dell’Onnipotente non può essere udita dai frettolosi, dai superficiali, dai distratti. Per costoro non basterebbe neppure una voce potente come il rombo di un tuono e cosi in loro la Parola si spegne e, inaridendo, diventa inutile.
Nella lettura occorre dunque umiltà e disponibilità per accogliere prontamente ogni illuminazione, comprendere ogni piccolo moto del cuore che segnali la presenza di Dio. Ed è in questo silenzio interiore che al momento opportuno la luce divina verrà ad illuminare un passo per dissipare un dubbio. Sotto questa luce ci sarà la sensazione che Dio ci ha parlato.

Talvolta la Parola illumina l’intelligenza e sveglia la volontà, guida i passi per entrare in comunione tramite la fede e l’amore con Dio. Si tratta però di liberarci della falsa umiltà e di guardare in faccia i Talenti che Lui ci ha donato, solo così saremo capaci di attivare quella riconoscenza che passa attraverso il dono di noi stessi per infiammarci del Suo amore. Nelle tenebre, l’intelligenza è tortuosa, rimane fine a se stessa incapace di offrire un qualsiasi supporto alle esigenze dell’anima, non riesce a trovare una rotta sicura nello scorrere dell’esistenza. Per questa ragione è necessario attingere a piene mani alla Parola di Dio, sorgente d’ogni sapienza di vita eterna, che zampillerà per sempre e nessun essere umano mai potrà prosciugare.

Né va dimenticato che dobbiamo assolutamente riconoscere fino in fondo la nostra indegnità dinnanzi alla grandezza di Dio per ricevere il Suo perdono. La stessa Parola è in grado di purificare e guarire ogni miseria. Meditata giorno dopo giorno, può plasmarci e farci divenire persone mature. Dio nulla impone, nemmeno una possibile tua guarigione, ma per il libero arbitrio, lascia alle sue amate creature la facoltà di accettare il Suo amorevole aiuto.

Non devo illudermi se la Parola di Dio non ha nessun seguito in me, se non lascia alcuna traccia, se non riverbera nel mio cuore, è perché richiede di un’ulteriore maturazione. È questo il momento di imboccare un serio cammino e chiedere allo Spirito Santo di far scendere il Suo ardente fuoco sulla mia volontà, affinché mi guidi alla ricerca dell’amore di Dio.

L’amore in sé scavalca ogni schema razionale ed è quello che desidera il cuore, pertanto perché non consenti al cuore di gridare a Dio e di chiedere con forza e umiltà, la vera capacità di amare? Questa è la metà cui giungere, ma è un traguardo così arduo e così alto da generare vertigini. Posto così in alto da oltrepassare i cieli fino per giungere dinanzi al cuore infuocato e ardente di Dio, da dove scaturisce ogni sorgente di vita.

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