Francesco di Sales

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Inferno

I Novissimi - Paradiso - Purgatorio

Proclamato Santo e Dottore della Chiesa da Papa Alessandro VII nel 1665.

Le sue principali opere sono:

  • Introduzione alla vita devota.
  • Trattato dell'amore di Dio.

Meditazione sull'inferno

Sono testi fondamentali della letteratura religiosa di tutti i tempi. Quello dell'amore di Dio fu l'argomento con il quale convinse molti a tornare in seno alla Chiesa Cattolica.

1. - I dannati sono entro l'abisso infernale come entro una città sciagurata nella quale soffrono tormenti indicibili in tutii i sensi e in tutte le membra, perché, come essi impiegavano i loro sensi e le loro membra per peccare, così soffriranno in ogni membro e in ogni senso le pene dovute al peccato: gli occhi, per i loro sguardi falsi e cattivi, dovranno sopportare la visione orribile dei diavoli e dell'inferno; gli orecchi, per essersi compiaciuti di discorsi viziosi, non udranno per sempre che pianti, lamenti e urla di disperazione; e così per gli altri sensi.

2. - Oltre a tutti questo tormenti, ve n'è ancora uno più grande, che è la privazione e la perdita della gloria di Dio, ch'essi sono esclusi per sempre dal vedere. E se Assalonne trovò che la privazione del dolce viso del padre suo Davide era più dolorosa dell'esilio, o Dio! Quale pena essere per sempre privati della vista del Vostro dolce e soave volto!

3. - Considerate soprattutto l'eternità di queste pene, che da sola rende insopportabile l'inferno. Ahimè Se la pulce in un orecchio, se il calore di una piccola febbre ci fa sembrare lunga e penosa una breve notte, come sarà spaventosa la notte dell'eternità con tanti tormenti! Da questa eternità nascono la perenne disperazioe, le bestemmie e le rabbie infinite.

(Introduzione alla vita devota - cap XV).
San Francesco di Sales

Verità sull'inferno

L'Inferno ci da una misura evidente della malizia del peccato. Noi, che normalmente siamo dominati dal mondo sensibile, tendiamo quasi senza accorgerci, a giudicare il peccato comparandolo alle cose della nostra esperienza: e il giudizio che diamo risulta del tutto sbagliato.

Il peccato, occorre ribadire, è un'offesa fatta a Dio; e solo quando cerchiamo di raffigurarci la pena come conseguenza del peccato, che è l'inferno, solo allora possiamo acquistare una conoscenza più viva e più efficace sul nostro comportamento umano. L'inferno, dunque, ci fa capire paradossalmente il peccato.

Pensare che solo lo slancio di amore sia sufficiente all'uomo per realizzare il bene e fuggire il male, significa non comprendere appieno la natura umana.

Per quanto incredibile possa sembrare l'affermazione che l'inferno è opera di giustizia e anche opera di amore, è certamente vera. Vera perché Dio, secondo la rivelazione di Giovanni, è amore; perciò nulla viene da Dio che non proceda dall'amore. Non per nulla il divino poeta ricorda, all'entrare dell'Inferno, che esso fu fatto dalla giustizia divina, ma anche dal "primo amore".

L'Inferno ci dimostra che l'amore di Dio per noi è una cosa seria, perché l'amore non corrisposto ha una punizione superiore a ogni immaginazione.
La vita dell'uomo, di ogni uomo, è una cosa terribilmente seria, poiché si risolve in un unico fondamentale rapporto, quello con l'Assoluto, con Dio. E tale rapporto è ancora più serio, poiché è un rapporto di amore, e l'amore è cosa seria, e implacabile come la morte. Come si potrebbe affermare che l'Amore di Dio per l'uomo è una cosa serie se fosse indifferente alla risposta dell'uomo? Se Dio per assurdo accettasse il nostro "no" al Suo Amore come un "si". Poiché l'Inferno è appunto questo "no" dell'uomo, che si estende senza fine, sbarrando per sempre quel "si" che gli donerebbe la libertà e la salvezza.

Se la meditazione dell'inferno turba il nostro spirito e ci mette in ansietà, pensando alla nostra debolezza, dobbiamo rinfrancarci pensando che Gesù si è fatto uomo per salvarci dall'Inferno, e che ci ha raccomandato di sperare in Lui. Dobbiamo sperare nella nostra salvezza e questa speranza non è un'ipotesi, ma è fermezza, perché fondata non su di noi, ma soltanto su Gesù, che si è fatto uomo proprio per salvarci.

E sulla fede e sulla speranza si accenderà forse proprio anche in grazia della meditazione sull'Inferno il più ardente l'amore. Quell'amore travolgente che ci fa rafforzare il proposito di non peccare e il proposito di essere fedeli all'Amore..

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