Veronica Giuliani

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I Novissimi - Paradiso - Purgatorio

Veronica Giuliani è stata una badessa del monastero di Città di Castello e mistica italiana. È considerata fra le più importanti contemplative-penitenti e il suo modello fu la spiritualità francescana.

Ha scritto il diario "Il tesoro nascosto" nel quale racconta la propria esperienza mistica.

Meditazione dell'Inferno

"In un tratto, mi trovai in un luogo oscuro, profondo e puzzolente; vi sentii urli di tori, ragli di asini, ruggiti di leoni, fischi di serpi, confusioni di voci spaventevoli, e tuoni grandi che apportavano terrore e spaventi. Vidi anche lampi di fuoco e fumo densissimo. Adagio! ancora non è niente.

Mi Parve di vedere una grande montagna tutta coperta di vipere, di serpi e di basilischi intrecciati insieme; non si riconosceva l'uno dall'altro, ed in quantità senza numero. Sentendo, sotto di questi, maledizioni e voci spaventevoli, rivolta ai miei Angeli, domandai loro che cosa fossero quelle voci; ed essi mi dissero che ivi stavano tormentate molte anime e che il detto luogo era il più refrigerante. Infatti si aprì, in un subito, quel gran monte, e parvemi vederlo tutto pieno di anime e di demoni! In tanto numero! Stavano quelle anime attaccate insieme come se fossero una cosa sola; ed i demoni le tengono così legate, con catene di fuoco, a se stessi, che anime e demoni sono una cosa stessa, e ciascun anima ha tanti demoni addosso, che appena si discerne. Il modo nel quale le ho vedute non posso descriverlo; solo ho detto così per farmi capire, ma non dico niente di quello che è.

Fui trasportata ad un altro monte ove stavano tori e cavalli sfrenati i quali parevami che stessero mordendo come tanti cani arrabbiati. A questi animali veniva fuoco dagli occhi, dalla bocca e dal naso; i loro denti parevano acutissime lande e spade taglienti che, in un tratto, riducevano in pezzi, in niente tutto ciò che veniva loro in bocca; e compresi che mordevano e divoravano anime. Che stridi e che terrore rendevano! Non si fermavano mai, e capii che durano sempre così. Vidi poi altri monti con tormenti più spietati; ma è impossibile descriverli, e mente umana non potrà mai, mai capirli.

In mezzo a questo luogo, vi è un trono altissimo,larghissimo, bruttissimo e composto tutto dei demoni! Più spaventevoli dell'inferno; e nel mezzo di esso vi è una sedia formata di demoni, i capi ed i principali. Quivi sta a sedere Lucifero, spaventevole, orrendo. O Dio! Che brutta figura! Passa in bruttezza, tutti gli altri demoni; sembra che abbia un capo formato di cento capi, e che sia pieno di spuntoni ben lunghi, in cima di ciascuno dei quali vi è come un occhio, grande come un capo di bue, che manda saette infuocate che bruciano tutto l'inferno.

E con tutto ché questo sia un luogo così grande, e con tanti e tanti milioni di anime e di demoni, tutti vedono questa vista svelatamente, e tutti hanno tormenti sopra tormenti dal medesimo Lucifero. Esso vede tutti e tutti vedono Lui.

Qui i miei Angeli mi fecero capire che, siccome, in Paradiso, la vista di Dio, a faccia a faccia, rende beati e contenti tutti i Comprensori, così, nell'inferno, la brutta faccia di Lucifero, di questo mostro infernale, è di tormento a tutte le anime. Vedono tutte, a faccia a faccia il Nemico di Dio; ed avendo perduto Iddio per sempre, ed il non averlo mai, mai a godere, forma la pena. Lucifero l'ha in sé, e da lui si spicca in modo, che la partecipano tutti i dannati. Esso bestemmia e tutti bestemmiano; esso maledice e tutti maledicono; esso tormenta, e tutti tormentano.

E per quanto sarà questo? domandai ai miei Angeli; ed essi mi risposero: Per sempre, per tutta l'eternità. O Dio! Non posso dire niente; di quello che ho appreso e compreso; con parole, non se ne dice niente. Qui, in un subito, mi fecero vedere il cuscino che stava nella sedia di Lucifero, ove esso sta assiso in quel trono. Era l'anima di Giuda. Anche sotto i piedi dell'istesso Lucifero vi era un cuscino ben grande, tutto lacero e tutto segni. Mi fu fatto capire che queste erano anime di Religiosi; ed apertosi esso trono, parvemi vedere, fra quei demoni che stavano sotto la sedia, una grande quantità di anime. Allora chiesi ai miei Angeli: E chi sono queste? ed essi mi dissero che erano di Prelati, di Capi della Chiesa, e di Superiori di Religione.

O Dio! Ciascuna anima patisce, in un tratto, tutto ciò che patiscono le anime degli altri dannati; e parevami comprendere che la mia andata colà fu di tormento a tutti i demoni! ed a tutte le anime dell'inferno. Io credo però, che non solo mi accompagnassero i miei Angeli, ma ancora mi accompagnasse incognitamente la mia cara Mamma, Maria Santissima, perché, senza di lei, sarei morta di puro spavento. Non dico altro; tanto non posso dir niente. Tutto quello che ho detto è un nulla, e tutto quello che ho sentito dire dai predicatori è un nulla. L'inferno non si capisce, ne mai si può apprendere l'acerbità delle sue pene e dei suoi tormenti. Questa vista mi ha fatto molto buono, con farmi risolvere daddovero a staccarmi da tutto, ed a fare le mie operazioni con più perfezione essendo io così trascurata. Nell'inferno vi è il luogo per tutti, e vi è il mio ancora, se non muto vita. Sia tutto a gloria di Dio, secondo la volontà di Dio, per Dio, con Dio!".

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