S. Agostino

Virtù

Carità

Se conosci la carità, conosci qualcosa da cui dipende anche ciò che eventualmente ancora non conosci.

In ciò che intendi delle Scritture, è la Carità che si manifesta; in ciò che non intendi, è la carità che si nasconde.

S. Agostino e la carità

Chi dunque conforma alla sua vita la carità, possiede quel che è palese e quel che si cela nella divina Scrittura. Perciò, fratelli, praticate la carità, dolce e salutare vincolo delle anime, senza la quale il ricco è povero e con la quale il povero è ricco. Nelle avversità essa sopporta, nelle prosperità si modera, in mezzo alle dure sofferenze è forte, nelle opere buone è ilare; nelle tentazioni è sicurissima, nell'ospitalità larghissima, tra i veri fratelli lietissima, tra i falsi pazientissima. Quanto è grande la carità! È l'anima dei libri sacri, la virtù della profezia, la salvezza dei misteri, la forza della scienza, il frutto della fede, la ricchezza dei poveri, la vita di chi muore.

V'è cosa tanto magnanima quanto il morire per gli empi? V'è benevolenza pari all'amore dei nemici? Essa sola non soffre per la prosperità altrui, perché non è gelosa. Essa è la sola che non s'inorgoglisce della prosperità propria, perché non si gonfia. È la sola che non sente il pungolo della cattiva coscienza, perché non opera sconsideratamente. In mezzo agli insulti se ne sta sicura; presa di mira dagli odi, è benefica; di fronte all'ira, è pacifica; fra le insidie, incapace di nuocere; fra le iniquità, geme; nella verità, respira. Che vi è di più forte della carità, non nel ricambiare le offese, ma nel curarle? Che ve di più fedele, non alla vanità, ma all'eternità? Per questo la carità tutto scusa in questa vita, perché tutto crede della vita futura; e tutto sopporta quel che è fatto di male sulla terra, perché spera in quel che le è promesso in cielo: giustamente non viene mai meno. Seguite dunque la carità: coltivando i santi pensieri che essa ispira, portate frutti di giustizia. E se a lode della carità saprete trovare materia più abbonante di quella che ho saputo esporre io, la vostra condotta ne sia la prova. Conviene, infatti, che il discorso d'un vecchio sia non solo grave, ma anche breve.

Ognuno è tale qual è il suo amore.
Se ci sarà in voi l'amore del mondo, non potrà esservi l'amore di Dio. Conservate l'amore di Dio affinché restiate in eterno, così come Dio è eterno. Ciascuno è tale quale l'amore che ha. Ami la terra? Sarai terra. Ami Dio? Dovrei concludere: tu sarai Dio. Ma non oso dirlo io e perciò ascoltiamo la Scrittura: "Io ho detto: Voi siete déi e figli tutti dell'Altissimo". Se dunque volete essere déi e figli tutti dell'Altissimo, non vogliate amare il mondo e ciò che si trova nel mondo.

Ognuno abita in ciò che ama.
È, dove abbiamo il cuore che noi abitiamo: chi ama il mondo merita perciò d'essere chiamato "mondo", dal nome della dimora che abita. Come quando diciamo che una casa è buona o cattiva, non vogliamo condannare o lodare le pareti di una casa, ma dicendo che una casa è buona o cattiva, intendiamo riferirci a quelli che la abitano; così per mondo vogliamo designare quelli che vi abitano e sono attaccati. Chi sono costoro? Sono quelli che amano il mondo: sono essi che con il cuore abitano nel mondo. Coloro, invece, che non amano il mondo, si trovano nel mondo con la carne, ma con il cuore abitano in cielo, così come dice l'Apostolo: "la nostra cittadinanza è in cielo".

Ama e fa ciò che vuoi.
Troviamo un uomo che infierisce per motivo di carità e uno gentile per motivo d'iniquità. Un padre percuote il figlio e un mercante di schiavi invece tratta con riguardo. Se ti metti davanti queste due cose, le percosse e le carezze, chi non preferisce le carezze e fugge le percosse? Se poni mente alle persone, la carità colpisce, l'iniquità blandisce. Considerate bene quanto qui insegniamo, che cioè i fatti degli uomini non si differenziano se non partendo dalla radice della carità. Molte cose, infatti, possono avvenire che hanno un'apparenza buona ma non procedono dalla radice della carità: anche le spine hanno i fiori; alcune cose sembrano aspre e dure; ma si fanno, per instaurare una disciplina, Sotto il comando della carità. Una volta per tutte dunque ti viene imposto un breve precetto: ama e fa' ciò che vuoi; sia che tu taccia, taci per amore; sia che tu parli, parla per amore; sia che tu corregga, correggi per amore; sia che tu perdoni, perdona per amore; sia in te la radice dell'amore, poiché da questa radice non può procedere se non il bene.

Solo la carità distingue le opere buone da quelle non buone.
Voi battete con le nocche i vasi di creta, per assicurarvi che non portino crepe e non suonino male: controllate se voi suonate bene, vedete se in voi è la carità.
Vedete le opere grandi che la superbia compie: fate bene attenzione come esse siano tanto simili e quasi pari a quelle della carità. La carità offre cibo all'affamato, ma lo fa anche la superbia: la carità fa questo perché sia lodato il Signore, la superbia lo fa per dare lode a se stessa. La carità veste un ignudo e lo fa anche la superbia; la carità digiuna, ma digiuna anche la superbia; la carità seppellisce ì morti, ma li seppellisce anche la superbia. Tutte le opere buone che la carità vuole fare e fa, ne mette in moto, all'opposto, altrettante la superbia e le mena attorno come suoi cavalli. Che significa ciò? Che non riusciremo a capire, se esaminiamo le opere. Colui che non ha la carità senta che cosa dice l'Apostolo: "Se distribuirò tutti i miei beni ai poveri, e se darò il mio corpo per farlo bruciare, ma non ho la carità, nulla mi vale". La divina Scrittura, dunque, da questa ostentazione esteriore ci invita a tornare in noi stessi; a tornare nel nostro, intimo da questa superficialità che fa sfoggio di sé innanzi agli uomini. Torna all'intimo della tua coscienza, interrogala. Non guardare ciò che fiorisce di fuori, ma quale sia la radice che sta nascosta in terra. Ha preso radici in te la cupidigia del denaro? Può darsi che ci sia un'apparenza di opere buone, ma opere veramente buone non potranno esserci. Ha preso radici dentro di te la carità? Stai sicuro, nessun male ne può derivare.

Solo l'amore distingue i figli di Dio dai figli del diavolo. Se tutti si segnassero, cantassero l'Alleluia, ricevessero il battesimo ed entrassero nelle chiese, se facessero costruire i muri delle basiliche, soltanto la carità fa distinguere i figli di Dio. È questo il grande criterio di discernimento. La carità è quella pietra preziosa, non avendo la quale nessun giovamento verrà da qualunque cosa tu possegga; se invece possiedi la carità, ti basterebbe essa sola.
Fate la vostra scelta: amate! Tale è infatti la fede che distingue i cristiani dai demoni.. Questo fuoco vi sospingerà verso l'alto, vi solleverà verso l'alto, verso il cielo... Da qualunque parte giri un oggetto che arde, la sua fiamma non conosce altra direzione che non sia il cielo. Siate dunque infiammati nello spirito e ardete del fuoco della carità. Procurate d'essere ferventi nelle lodi divine e nella condotta della vita, che deve essere buona in sommo grado. Potrà darsi che uno sia caldo e un altro freddo. Ebbene, chi è caldo infiammi chi è freddo, e chi arde poco desideri vivamente che il suo calore cresca e preghi per ottenere aiuto. Il Signore è pronto a dare, noi dilatiamo il cuore e desideriamo di ricevere.

Come si può essere veramente in pace se non con chi sinceramente si ama? Chi può essere longanime, rimanendo perseverante nel bene, se non chi ama fervidamente? Come può dirsi benigno uno che non ama colui che soccorre? Chi è buono se non chi lo diventa amando? Chi può essere credente in modo salutare, se non per quella fede che opera mediante la carità? Che utilità essere mansueto, se la mansuetudine non è ispirata dall'amore? E come potrà essere continente in ciò che lo contamina, se non ama ciò che lo nobilita?... Senza l'amore tutto il resto non serve a niente, mentre l'amore non è concepibile senza le altre buone qualità grazie alle quali l'uomo diventa buono.

La carità è un dono che lo Spirito Santo diffonde nei nostri cuori.
Da dove proviene negli uomini la carità verso Dio e il prossimo se non da Dio stesso? Infatti se provenisse non da Dio, ma dagli uomini, avrebbero la vittoria i pelagiani; ma se viene da Dio, siamo noi che vinciamo i pelagiani. Segga dunque come giudice in mezzo a noi l'apostolo Giovanni, e dica: "Carissimi, amiamoci a vicenda". È su queste paro1e di Giovanni che i pelagiani cominciano a sollevare il loro orgoglio e a dire: Come ci si può rare questo precetto, se non perché abbiamo da noi stessi la facoltà di amarci a vicenda? Ma subito il medesimo Giovanni li confonde con le parole che seguono: "Perché l'amore proviene da Dio". Non proviene dunque da noi, ma da Dio.

Elevazioni.
O Dio, che sei amato da ogni essere che può amare, ne sia esso cosciente o no; o Dio, che abbandonare è andare in rovina, a cui tendere è amare, che vedere è possedere; o Dio, al quale ci stimola la fede, ci innalza la speranza, ci unisce la carità: ormai io te solo amo, e solo seguo, te solo cerco e sono disposto ad essere soggetto a te soltanto, poiché tu solo con giustizia eserciti il dominio e io desidero essere di tuo diritto. Comanda e ordina ciò che vuoi, ti prego, ma guarisci e apri le mie orecchie affinché possa udire la tua voce. Guarisci e apri i miei occhi affinché possa vedere i tuoi cenni. Allontana la me i movimenti irragionevoli affinché possa riconoscerti. Dimmi da che parte devo guardare affinché ti veda, e spero di poter eseguire tutto ciò che mi comanderai. Riammetti, ti prego, il tuo schiavo fuggito, o Signore e Padre clementissimo.

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