Riministoria© Antonio Montanari

Storia de "Il Ponte" 1987-1996 di Antonio Montanari

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1995.3.Cultura

Il Tempio ritrovato

 

"Un’esplosione di colori e di vivacità non immaginabile per i profani di storia dell’arte": dopo il restauro finanziato dalla Fondazione Carim, il 5 maggio viene riaperta la cappella della Madonna dell’Acqua con una solenne cerimonia religiosa e culturale assieme. Storia e pietà religiosa accumulatesi nel corso dei secoli s’incontrano con il prezioso lavoro dei tecnici che hanno ripulito le antiche pietre e le pareti affrescate, per permettere una ‘lettura’ di come esse erano in origine.

Dice il Vescovo: "La Chiesa ha molto a cuore che non abbia a spezzarsi il legame profondo tra l’opera d’arte e il significato religioso che essa esprime. […] La Chiesa riminese ha cura della sua Cattedrale, il Tempio Malatestiano; la vuole bella e splendente nei suoi tesori d’arte; la vuole viva e attuale nella sua vita liturgica. Non solo come un museo da ammirare, ma come un luogo liturgico da vivere". [1]

Il Ponte dedica all’avvenimento, che inaugura tutti i restauri che saranno compiuti alle cappelle del Tempio, ampi servizi e note storico-critiche. Marco Musmeci illustra i "segreti ‘minuscoli’" emersi nella cappella della Madonna dell’Acqua, tra cui quello di un piccolo e misterioso mattone, posto nella lunetta di sinistra che ha ancora attaccato un brandello di intonaco affrescato in età medievale. [2]

Il presidente della Fondazione Carim, Luciano Chicchi, spiega l’impegno in favore di Tempio con la volontà di "riscoprire la nostra identità", come "premessa fondamentale per un nuovo sviluppo umano, sociale ed economico. Occorre restituire a Rimini l’immagine reale di una città viva, dinamica, cosciente della propria ricchezza di tradizione e capace di farne oggi terreno fecondo di rinascita culturale". Occorre annullare, sostiene Chicchi, "la Rimini della cultura della Coca Cola. Vogliamo la Rimini di Sigismondo, di Agostino di Duccio, di Neri da Rimini". [3]

 

 

Il Trecento riminese

 

Neri da Rimini è il protagonista di una mostra, organizzata dal Meeting, che fa del 1995 l’anno della pittura del Trecento riminese. Il Ponte lancia la mostra con un ampio servizio in cui si offrono note biografiche su Neri, con le novità scoperte da Oreste Delucca, in occasione della presentazione della mostra fatta a Bologna. [4]

Sull’argomento il giornale ritorna con altri articoli. Luciano Chicchi ci racconta la storia del "Crocefisso Spina" e di due tavolette lignee di Pietro da Rimini, depositati al Museo della Città e presentati l’11 marzo dopo i restauri. Poi Il Ponte esamina i contributi stranieri all’interno dell’esposizione, soffermandosi soprattutto su quello della professoressa tedesca Gudrum Dauner, autrice di un libro relativo alla chiesa ravennate di Santa Chiara. Si parla anche dei rapporti tra le botteghe artistiche riminesi e la pittura di Giotto. Stefano Campana tratta di questa ‘scuola’ cittadina illustrando le principali personalità che agirono al suo interno. [5]

Al trecentesco "Crocefisso di Montefiore" Pier Giorgio Pasini dedica un volume di cui Il Ponte presenta alcune pagine. [6]

Un’altra importante rassegna è organizzata dal Meeting sugli ori dei popoli del Mar Nero, intitolata "Dal Mille al Mille", con circa ottocento pezzi esposti, proveniente da vari musei tra cui quelli di Kiev e di San Pietroburgo. [7] Approda al Museo di Rimini la mostra "L’Alberti ricostruito" allestita a Mantova. [8]

Il primo inventario diocesano dei bene artistici censisce in tutte le parrocchie una ricchezza d’arte sepolta in armadi e soffitte per paura dei ladri, un tesoro nascosto che racconta la nostra storia. [9]

Anche nell’entroterra è intensa l’attività culturale. A Sant’Agata si svolge un convegno sulla Signoria dei Fregoso. Il Museo di Verucchio, nato nel 1985, allestisce la nuova esposizione dei materiali archeologici, che sono soltanto una parte di quelli disponibili. [10]

 

 

Premio Ilaria Alpi

 

Il premio nazionale di giornalismo intitolato ad Ilaria Alpi, morta assieme ad Miran Hrovatin a Mogadiscio il 20 marzo 1994, offre lo spunto per un ampio dibattito sull’informazione a cui partecipano tra gli altri Daniela Brancati, Sandro Curzi, Gianni Minà e Sergio Zavoli.

La manifestazione si tiene a Riccione, a cura di Elisa Marchioni, con una folta rappresentanza del mondo dell’informazione europea. I genitori dell’inviata della televisione uccisa in Somalia, Luciana e Giorgio Alpi, raccontano: "Ilaria aveva viaggiato molto, aveva fatto degli studi sul mondo islamico di cui era molto appassionata. Ciò che la rendeva furibonda era la leggerezza nel giudicare gli altri. Voleva prima capire, poi raccontare. Non amava la superficialità". [11]

 

 

Ippocrate al Manzù

 

Il Centro Pio Manzù, fedele al suo programma di interessarsi alla "cultura della previsione", sceglie quest’anno come tema la salute.

Si apre "un ciclo di riflessione" sulla Sanità che non vuol dire più soltanto ospedali, spiega Gerardo Filiberto Dasi, segretario del Centro: "È un mondo complesso di relazioni industriali che coinvolge sempre più altri settori", dall’informatica all’edilizia, dalla cultura alla formazione di base dei giovani. Uomo avvisato, mezzo ammalato. [12]

 

 

"Pagine" & pagine

 

Nasce un nuovo supplemento del Ponte, s’intitola Pagine di Storia e Storie, ed è un leggero fascicolo quadrimestrale a carattere monografico: il primo numero (che appare a novembre) ricorda i settecento anni dalla presa del potere dei Malatesti a Rimini, avvenuta il 13 dicembre 1295. [13] L’evento storico che qualunque altra città avrebbe degnamente celebrato, qui da noi viene invece snobbato, come osserva Paolo Guiducci che dà "una tirata d’orecchie a Rimini, figlia smemorata e poco curante della propria eredità culturale e di un vanto antico da riportare alla ribalta". [14] Insomma, ancora una volta, di certi temi e di certe ricorrenze si occupa soltanto il nostro giornale.

Il Ponte inizia a pubblicare "appunti curiosità e divagazioni nelle "parrocchie di campagna" a Nord di Rimini", un itinerario tra storie, leggende e tradizioni popolari a cura di Alessandro Serpieri. [15]

Pier Giorgio Pasini ci offre un medaglione di Augusto Campana, umanista riminese e grande esponente della cultura italiana, scomparso il 7 aprile: "Non scriveva sulle gazzette, né si dedicava alla compilazione di grandi volumi, ma era uno studioso riservato, frequentatore di biblioteche e di convegni, scrittore finissimo di saggi illuminanti. La sua competenza era apprezzata in tutto il mondo". [16]

Marco Musmeci presenta la figura dell’architetto Camillo Morigia, vissuto nel Settecento, di cui si è parlato a Ravenna. Si ricorda infine il centenario della nascita di Gino Ravaioli, pittore di una Rimini minore e nascosta, insegnante ed esponente di spicco della nostra cultura per il suo impegno di studioso di storia dell’arte. [17]

 

[1] Cfr. la pagina speciale nel n. 15, 16/4/95. Vedi anche n. 17, 7/5.

[2] Cfr. M. Musmeci, Segreti ‘minuscoli’ nel restauro del Tempio, n. 18, 14/5/95.

[3] Cfr. nella pagina speciale del n. 15, 16/4/95, nel servizio di Giov. Tonelli.

[4] Cfr. 1995: anno del Trecento riminese, n. 1, 8/1/95.

[5] Cfr. Trecento riminese fra pittura e scrittura, n. 10, 19/3/95; Santa Chiara da… Monaco, n. 27, 2/7; G. Monaca, Le botteghe fedeli a Giotto, n. 29, 6/8; S. Campana, La pittura gotica a Rimini, n. 32, 17/9.

[6] Cfr. nel n. 7, 19/2/95.

[7] I servizi sono nei nn. 3, 22/1/95; e 9, 13/3.

[8] Cfr. M. Musmeci, Un poliedrico genio della rinascenza delle arti, n. 10, 19/3/95. Vedi anche la pagina speciale con scritti dello stessoMusmeci e di S. Campana nel n. 14, 19/4.

[9] Cfr. Giov. Tonelli, Un tesoro nascosto, n. 40, 12/11/95.

[10] Cfr. P. Guiducci, Questa piccola grande Sant’Agata, n. 5, 5/2/95; Id., Che Signori, quei Fregoso, n. 43, 3/12; Id., 1995, ritorno a Villanova, n. 27, 23/7.

[11] Cfr. i servizi (a cura di N. Concolino, E. Marchioni e M. Tassinari) nei nn. 19, 21/5; 24, 25/6; 25, 2/7; 26, 9/7; 27, 23/7.

[12] Cfr. A. Esposito, Nel segno di Ippocrate, n. 32, 17/9/95.

[13] Il progetto editoriale e la cura redazionale sono di Antonio Montanari, autore anche del primo numero allegato al Ponte n. 41, 19/11/95, intitolato Malatesti 1295. La presa del potere. Si avverte che per un errore tipografico le pagine centrali sono invertite: la terza è stata montata al posto della seconda, e viceversa.

[14] Cfr. P. Guiducci, E il Mastino marcia su Rimini, n. 44, 10/12/95.

[15] Le puntate del 1995 sono pubblicate nei nn. 15, 16/4; 16, 30/4; 17, 7/5; 25, 2/7; 27, 23/7; 30, 27/8; 31, 3/9; 32, 17/9; 35, 8/10; 39, 5/11; 40, 12/11; 45, 17/11.

[16] Cfr. P. G. Pasini, Lo studioso riservato, n. 15, 16/4/95.

[17] Cfr. M. Ricci, La Rimini dei colori arditi, n. 19, 21/5/95.

 

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