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IL MONACHESIMO

LA STORIA

  INTRODUZIONE
Il monachesimo è un particolare fenomeno, comune alle maggiori religioni, per cui alcuni individui si allontanano dalla consueta vita sociale per vivere in modo più completo il rapporto con la divinità, svolgendo ogni attività come un atto d'amore verso Dio.



Vestizione di sant'Eldrado

  La parola monachesimo deriva dalle parole greche monos (solo) e oikia (casa) e significa luogo dove si vive in solitudine. Essa indica un particolare fenomeno, comune alle maggiori religioni, per cui alcuni individui si allontanano dalla consueta vita sociale per realizzare, in modo più completo, la propria esperienza di fede, vivendo ogni attività della loro vita come atto di amore verso Dio.

Queste persone realizzano il loro ideale conducendo una vita solitaria o in comunità: coloro che scelgono lo stile di vita solitaria si chiamano monaci anacoreti, quelli che vivono in comunità si chiamano monaci cenobiti.

Nel corso della storia, il monachesimo si è espresso in diversi modi, in relazione al contesto sociale e culturale; l’ambito in cui esso si è sviluppato in tutte le sue conseguenze e con tutta la sua importanza è senza dubbio il Cristianesimo.

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IL MONACHESIMO

LA STORIA

  LE ORIGINI
Le prime notizie sul monachesimo risalgono al 280 dopo Cristo, quando in Egitto il giovane Antonio inizia una vita solitaria e di preghiera nel deserto. Altre figure di spicco delle origini del monachesimo sono Pacomio e Basilio.
Non abbiamo notizie precise sulle origini del monachesimo cristiano; sappiamo che verso il 280 in Egitto e nella Siria Orientale ci sono dei cristiani che cambiano completamente il loro modo di vivere: lasciano i loro affetti famigliari, il loro lavoro, i loro beni e si ritirano in solitudine e in povertà, per imitare Gesù.

Il più famoso monaco di questo periodo è Antonio, un giovane egiziano che sceglie l’esperienza dell’anacoretismo per seguire Gesù nel modo più totale possibile. Egli diventa ben presto il consigliere di altri anacoreti, che riconoscono in lui una guida.

 
Sant'Antonio tentato dal demonio

Qualche anno più tardi, sempre in Egitto, il giovane Pacomio inizia un nuovo tipo di monachesimo caratterizzato non più da monaci che solo di tanto in tanto si ritrovano insieme, ma da monaci che vivono in comune in grandi case chiamate Monasteri, si aiutano reciprocamente sulla strada che porta a Dio e sono come una famiglia in cui ognuno ha le sue occupazioni, ma si preoccupa del bene di tutti: sono i primi cenobiti.

In Turchia, intorno al 350, Basilio fonda numerosissimi monasteri, che seguono l’esempio di quelli di Pacomio, ma prestano maggiore attenzione allo studio della Sacra Scrittura e degli altri scritti cristiani.

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IL MONACHESIMO

LA STORIA

  IL MONACHESIMO OCCIDENTALE

L'abate Desiderio offre la Regola a Benedetto
  E’ Benedetto, nato a Norcia nel 480, la figura più importante del monachesimo occidentale, al punto che ne viene considerato il fondatore per il valore della sua Regola.

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IL MONACHESIMO

LA STORIA

  IL MONACHESIMO FEMMINILE
Il monachesimo femminile rappresenta un fenomeno molto diffuso, anche se poco conosciuto. Già prima di S.Benedetto si hanno testimonianze di comunità femminili alle quali, a differenza del monachesimo maschile, manca inizialmente l’esperienza eremitica, poiché la solitudine è considerata pericolosa per le donne. Considerata fragile e bisognosa di protezione, la donna arriva al monastero direttamente dalla famiglia, passando dalla protezione del padre a quella di Dio.  
Monastero femminile

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IL MONACHESIMO

LA STORIA

  LA REGOLA
La Regola di S.Benedetto è un capolavoro di saggezza e di equilibrio, in cui, mentre viene riconosciuto il primato di Dio nella vita individuale e nell’organizzazione delle comunità, vengono indicate norme di comportamento per dare ai monaci sicuri punti di riferimento.


Regola conservata a Montecassino

  Benedetto si procura le regole più famose, quella di san Pacomio, di san Basilio, una Regola di autore sconosciuto, chiamata Regola del Maestro, e, dopo averle lette attentamente, scrive una sua Regola che si distingue da tutte le altre per l'attenzione nei confronti dell’uomo e delle sue debolezze, per l’importanza data alla preghiera, per l’obbligo della stabilità del monaco nel monastero, ma specialmente per l’importanza data al lavoro sia manuale, sia intellettuale.

Benedetto vede il monastero come "una scuola del servizio del Signore", una scuola per il ritorno a Dio attraverso la fatica dell'obbedienza che, insieme all'amore al silenzio e all'umiltà, è una delle virtù fondamentali per il monaco.

Seguire Cristo e imitarlo il più possibile è l’idea centrale del monachesimo e Benedetto dà due indicazioni fondamentali: pregare e lavorare. Bisogna pregare per imparare ad amare Dio e gli uomini; bisogna lavorare perché l’amore renda migliore la vita degli uomini: la preghiera sostiene nella fatica di ogni giorno. Tutte le regole di Benedetto si riassumono in questo: Cristo deve essere il centro della vita, la sorgente dell’amore e bisogna pregare e lavorare per realizzare il suo regno. Alla recita della Liturgia delle Ore, nella preghiera del monaco si aggiunge la Lectio Divina, cioè la lettura e la meditazione della Parola di Dio e dei Padri della Chiesa. Nel testo della Regola una sezione molto ampia (circa 1/7 dell'intero testo) è dedicata alla preghiera, a testimoniare che essa deve essere al primo posto tra le occupazioni del monaco.

Grande importanza ha per Benedetto anche il lavoro: " L’ozio è nemico dell’anima e perciò i fratelli in determinate ore devono essere occupati in lavori manuali, in altre nella lettura divina." Viene superato l’ideale romano dell’ozio e l’istituzione della schiavitù: i monaci vivono del loro lavoro e svolgono loro stessi tutte le attività necessarie alla vita nel monastero, dalle più umili, come le pulizie, la cura degli attrezzi, i turni in cucina, alle più elevate e nobilitanti, come la trascrizione degli antichi codici e la loro decorazione miniata.  

Benedetto si differenzia dai grandi personaggi che lo hanno preceduto perché non mette al primo posto la ricerca della perfezione individuale da raggiungere con le penitenze corporali; mentre la caratteristica del monachesimo pre-benedettino è il digiuno, quella del monachesimo benedettino è, invece, la preghiera comune. Le penitenze personali sono limitate e controllate, fatte sempre con il permesso dell’abate.

Nella Regola si raccomanda di parlare poco, ma non di stare in silenzio assoluto e neppure le relazioni famigliari sono troncate: il monaco può ricevere lettere e mandarle, anche se con il permesso dell’abate.

I monaci devono, inoltre, risiedere per tutta la vita nella comunità in cui si sono formati e non pellegrinare da un monastero all’altro, come succede nel monachesimo precedente, perché, secondo Benedetto, il vagabondaggio porta la distrazione e non favorisce i rapporti con gli altri fratelli.

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IL MONACHESIMO

LA STORIA

  LA VITA OGGI
Il monachesimo cristiano oggi è diffuso in tutto il mondo. Nella sua storia millenaria ha passato momenti difficili, ma, avendo recuperato il suo significato originario, attualmente si presenta come una vivace esperienza di grande richiamo all’essenzialità del Cristianesimo.
Il monachesimo rappresenta il modello della vita cristiana matura ed integrale: nella preghiera, nel lavoro, nella vita comunitaria il monaco vive con intensità le dimensioni di ogni credente, ma in lui l’appartenenza a Cristo prevale su tutto, diventa la regola secondo la quale tutte le cose si ordinano e genera una nuova convivenza.

Nel recupero del suo carattere originario, il monastero torna ad essere centro di irradiazione spirituale, testimonianza di gioia, serenità e armonia: la vita monastica ha bisogno di bellezza e crea bellezza perché l’incontro con Dio è la fonte di quella bellezza semplice che da sempre caratterizza lo stile di vita dei monaci.

 
Monaci in preghiera ad Aiguebelle

Attraverso le loro attività, tradizionalmente legate al lavoro nei campi, alla produzione di profumi, alla coltivazione di erbe, all’arte, i monaci testimoniano all’uomo d’oggi che il lavoro è indispensabile, ma deve essere moderato e misurato, bisogna lavorare cioè quanto basta per avere il necessario.

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