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LE ATTIVITA' |
LE ATTIVITA INTRODUZIONE
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LE ATTIVITA'
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LE ATTIVITA LA DIFFUSIONE DELLE TECNICHE Seguendo la Regola di San Benedetto i monaci giornalmente si dedicano alla preghiera e al lavoro manuale con il quale devono provvedere al loro completo sostentamento. In questa prospettiva viene avviata dai Cistercensi, anchessi figli di San Benedetto, una svariata serie di attività dallallevamento del bestiame, alla caseificazione e alla concia delle pelli, dalla coltivazione dei campi esterni allabbazia alla gestione dei boschi, dal controllo delle acque allattivazione di segherie e di macine azionate da mulini ad acqua, fino alla pescicoltura, dalla viticoltura alla vinificazione. Essendo poi tutti i monasteri cistercensi legati fra loro da un vincolo di aiuto fraterno, i monaci, durante le visite alle abbazie figlie o durante il capitolo generale, si scambiano anche le informazioni e le notizie sulle nuove tecniche agricole e produttive, così che le innovazioni si diffondono rapidamente da un capo allaltro dellEuropa.
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LE ATTIVITA' |
LE ATTIVITA LA PRESENZA DELL'ACQUA Quando scelgono il luogo per edificare le loro abbazie, i Cistercensi cercano sempre la presenza di acqua per garantire, oltre alligiene del monastero, il regolare svolgersi delle loro attività. Per questo motivo i Cistercensi diventano esperti in ingegneria idraulica: realizzano grandi imprese di bonifica di terreni paludosi con la costruzione di dighe e canali e opere per regolare lapprovvigionamento e la discarica dellacqua negli edifici monastici.
Legati al divieto
imposto dalla Regola di non consumare carne se non di
pesce, molti monasteri si industriano anche nellallevamento
ittico, realizzato in grandi vasche con acqua corrente:
nellabbazia cistercense tedesca di Waldsassen, nel
XVI secolo, si arrivano a costruire 160 vivai nei quali
allevare pesci sufficienti a soddisfare anche le esigenze
della popolazione delle città circostanti.
Linteresse dei monaci nella promozione del progresso tecnologico è sempre stata legata alla necessità di risparmiare al massimo tempo e forze umane per garantire il giusto equilibrio tra preghiera e lavoro, come richiesto dalla Regola. Infatti i mulini ad acqua collegati alle macine per i cereali permettono una maggiore produzione in un tempo minore rispetto a quelli azionati dalluomo o dagli animali. Limpiego dei mulini è stato anche applicato alle attività di falegnameria e di siderurgia, garantendo una produzione maggiore e di migliore qualità. Così un giovane monaco
descrive lutilizzo dellacqua nellAbbazia
di Clairvaux ai tempi di S.Bernardo: "Il fiume
entra nellAbbazia per quanto lo permette il
condotto in cui è incanalato. Zampilla dapprima nel
mulino dove viene sfruttato per macinare il grano sotto
il peso delle ruote e per smuovere il sottile setaccio
che separa la farina dalla crusca. Poi fluisce nelledificio
accanto e riempie la caldaia in cui lacqua viene
riscaldata per la preparazione della birra dei monaci,
nelleventualità che la fertilità dei vigneti non
venga a premiare le fatiche dei vignaioli
passa alle
macchine follatrici
così di volta in volta alza ed
abbassa i pesanti martelli e magli delle follatrici.
Adesso entra nella conceria dove dedica molta fatica e
molta cura a preparare i materiali necessari per i
sandali dei monaci; poi si divide in tanti piccoli
ruscelli e passa attraverso i vari reparti cercando
ovunque quanti chiedono i suoi servizi per qualsiasi
scopo cucinare, rotare, schiacciare, innaffiare, lavare
Infine per meritarsi i ringraziamenti più pieni e perché
non resti nulla di incompiuto porta via i rifiuti e
lascia tutto pulito." Storia | Ordini | Personaggi | Organizzazione | Giornata | Attività | Abbazie | Edificazioni | Immagini |
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LE ATTIVITA' |
LE ATTIVITA LE MARCITE Già nei secoli antichi, sfruttando un sottile velo dacqua fatto continuamente scorrere sul terreno, si attuava la coltivazione del prato marcido, che permetteva più tagli del prato irrigato normalmente. Labilità dei Cistercensi nella gestione dellacqua si esplicò anche nella trasformazione della coltivazione a prato marcido in quella a marcita, poi perfezionata da Leonardo da Vinci alla Sforzesca, la tenuta realizzata dagli Sforza di Milano presso Vigevano.
Questo permette il primo
taglio di prato già a marzo, mese che in latino si
chiamava martius, e da qui deriva anche il nome di questa
tecnica. Il primo documento lombardo che parla della
tecnica del prato marcido, poi trasformato in marcita,
attuata nella pianura padana, risale al 1188 e riguarda
dei terreni di Ozzero appartenenti al monastero
cistercense di Morimondo. Storia | Ordini | Personaggi | Organizzazione | Giornata | Attività | Abbazie | Edificazioni | Immagini |
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LE ATTIVITA' |
LE ATTIVITA I TERRENI I monasteri dei Cistercensi nel periodo medioevale si propongono non solo come centri irraggiatori di fede e di cultura, come i monasteri degli altri ordini, ma assumono il ruolo di avamposti per riconquistare allagricoltura e al lavoro terre inselvatichite da abbandono e spopolamento secolari.
La loggia del mercato
ancora esistente nellabbazia cistercense di
Staffarda è segno di questa attività e produttività
non solo del monastero, ma anche delle terre circostanti,
visto che questa struttura veniva utilizzata per gli
scambi commerciali tra i monaci e i contadini. Storia | Ordini | Personaggi | Organizzazione | Giornata | Attività | Abbazie | Edificazioni | Immagini |
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LE ATTIVITA' |
LE ATTIVITA LA PREPARAZIONE DELLE PERGAMENE Nelle abbazie medioevali abbondante è lallevamento di animali, soprattutto ovini, anche se la Regola di Benedetto prevede per i monaci solo il consumo di pesce, mentre riserva quello di carne ai vecchi e ai malati; la numerosità dei capi allevati è giustificata dallutilizzo delle loro pelli per la produzione della pergamena, materiale largamente usato in Europa per la preparazione delle pagine dei libri fino al XIII secolo, quando verrà via via sostituita dalla carta che oggi noi conosciamo. Per preparare il foglio di pergamena, dopo la macellazione dellanimale, la pelle viene sottoposta a un processo di lavorazione che prevede il lavaggio, lessiccazione, la macerazione in acqua di calce per limportante operazione dello sbiancamento, la tensione su un telaio, la pulitura dei resti di carne e la rasatura del pelo e infine, a pelle asciutta, la levigatura con pietra pomice o osso di seppia. A lavorazione ultimata la pelle presenta due lati di aspetto differente: il lato che portava il pelo è più ruvido, più opaco, più scuro e presenta le tracce dei bulbi piliferi, il lato che era attaccato alla carne è più liscio, più lucido, più chiaro e quindi più pregiato. La pelle fornita dagli ovini, opportunamente piegata, viene sovrapposta ad altre pelli in modo da ottenere un quaderno che, dopo la scrittura e la decorazione, viene assemblato e cucito con altri per dare origine al codice.
Per facilitare e rendere
precisa la rigatura vengono praticati, attraverso più
pelli, dei forellini che diventano i punti di riferimento
ai quali appoggiare la punta di un bastoncino secco o una
punta di piombo per procedere con la rigatura. Al termine
di questa operazione le pagine presentano una
suddivisione in due colonne di scrittura allinterno
delle quali cè unulteriore rigatura
verticale, che delimita lo spazio per le iniziali; nel
margine inferiore dellultima pagina di ogni
fascicolo è delimitato uno spazio per il numero romano dordine
e per la parola di richiamo, accorgimenti che facilitano
la successiva operazione di rilegatura. Storia | Ordini | Personaggi | Organizzazione | Giornata | Attività | Abbazie | Edificazioni | Immagini |
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LE ATTIVITA' |
LE ATTIVITA LA TRASCRIZIONE DEI CODICI Dai primi documenti dellordine Cistercense apprendiamo che quando un gruppo di monaci parte da unabbazia per andare a fondarne unaltra, porta con sé una serie di libri che possono essere trattenuti nellabbazia di nuova fondazione solo per il tempo necessario per la loro copiatura. La trascrizione molto spesso inizia con la Bibbia e in questo caso, considerata la lunghezza del testo, la copiatura può essere realizzata da più di un amanuense, operazione che rende molto importante ununiformità di scrittura. A questo scopo allinterno delle abbazie esistono delle vere e proprie scuole di scrittura, dove si rispettano rigorose regole grafiche che, in alcuni casi, rendono oggi difficile la distinzione delle differenti mani che hanno operato sul testo. Il lavoro di copiatura avviene nello scriptorium, un locale apposito nel quale lavora un numero di monaci che varia in relazione allimportanza che lo scriptorium assume allinterno del monastero, alle esigenze della comunità e alle eventuali committenze esterne. Ogni monaco copista, che secondo la lunghezza dellopera può impiegare da qualche settimana fino ad alcuni anni per un singolo testo, si dedica alla copiatura utilizzando un calamo, ottenuto dalla penna di un volatile o da una sottile canna opportunamente temperata, intinto in un inchiostro preparato con nero fumo, sali metallici, noce di galla e altri estratti di erbe o succhi vegetali sciolti o cotti nellacqua e a volte nel vino o nella birra.
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LE ATTIVITA' |
LE ATTIVITA I TESTI
Questo lavoro ha
caratterizzato per secoli monasteri e conventi, così da
renderli centri culturali della società europea, ruolo
che hanno riconfermato anche con lavvento della
stampa: è, infatti, nel monastero benedettino di Santa
Scolastica presso Subiaco che viene impiantata nel 1464
la prima tipografia italiana. Alcuni degli antichi libri,
prodotti quando la tecnica della stampa era ancora in
culla e detti per questo motivo incunaboli, sono ancora oggi conservati nella grande
e storica biblioteca del monastero di Santa Scolastica,
dove la tecnica di stampa di Gutenberg è stata
introdotta da Pannartz e Sweynheym, due monaci
provenienti da unabbazia tedesca. Storia | Ordini | Personaggi | Organizzazione | Giornata | Attività | Abbazie | Edificazioni | Immagini |
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LE ATTIVITA' |
LE ATTIVITA IL RESTAURO
In alcune abbazie, come
ad esempio a Monte Oliveto Maggiore, labbazia
Olivetana presso Siena, o a Montecassino, labbazia
fondata dallo stesso San Benedetto, sono attivi dei
rinomati ed efficienti laboratori per il restauro del
libro dove, se necessario, i volumi vengono completamente
smontati, disinfettati foglio per foglio, ricostruiti
nelle parti mancanti, rilegati nuovamente rinforzando la
copertina originale. In questi laboratori sono attive
delle scuole, dove i monaci vengono preparati a questo
lavoro che richiede, per ogni volume, mesi di lavoro
paziente e accurato. Storia | Ordini | Personaggi | Organizzazione | Giornata | Attività | Abbazie | Edificazioni | Immagini |
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