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Il
Natale napoletano, benchè contaminato anch’esso dalle tendenze
consumistiche della società contemporanea, conserva tutt’oggi alcuni
aspetti forti della tradizione partenopea che ruotano attorno ai due
simboli del presepe e del menu natalizio.Le celebrazioni
natalizie cominciano ufficialmente l’8 Dicembre ( Festa
dell’Immacolata Concezione) giorno in cui si inizia la preparazione del
presepe e terminano alla Befana (6 Gennaio), quando il presepe
viene disfatto.
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Ecco
il momento di accennare ad un altro svago che è
caratteristico dei napoletani, il Presepe [...];
Si costruisce un leggero palchetto a forma di capanna,
tutto adorno di alberi e di alberelli sempre verdi; e lì
ci si mette la Madonna, il Bambino Gesù e tutti i
personaggi, compresi quelli che si librano in aria,
sontuosamente vestiti per la festa [...]. Ma ciò che
conferisce a tutto lo spettacolo una nota di grazia
incomparabile è lo sfondo, in cui s'incornicia il Vesuvio
coi suoi dintorni. (J.W. Goethe, Viaggio in Italia, 1787)
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Il
presepe napoletano "o' Presebbio" , insieme ai zampognari,
alla tombola ed al menu del 24 dicembre, è uno dei simboli
più intensi della tradizione natalizia a Napoli.
Ad di là dei simboli religiosi che esso richiama, il presepe è
amato anche da quelle famiglie napoletane poco osservanti o
dichiaratamente laiche, perché il presepe napoletano è il luogo
dove sacro e profano, spiritualità e vita quotidiana, preghiera
ed ironia convivono come solo a Napoli, città delle
contraddizioni, è possibile.
Anche se oggi il presepe è sempre più spesso accompagnato o
addirittura sostituito dall'albero di Natale, la tradizione è
quanto mai viva e tramandata in moltissime famiglie.
La costruzione del presepe napoletano inizia tradizionalmente
l'otto dicembre: dal ripostiglio si tira fuori la
„base“ dell'anno precedente (uno scheletro di sughero e
cartone poggiato su una tavola di legno, senza pastori ed addobbi
vari) ed insieme ai figli di discute l'eventuale ampliamento.
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Dopo
una piccola consultazione si decide l'eventuale
ampliamento: „Magari quest'anno si può aggiungere il
forno a legna oppure il ruscelletto con l'acqua e qualche
pecorella in più al gregge.“
Allora una passeggiata a San Gregorio Armeno, la
via del presepe napoletano, diventa d'obbligo.
Ci sono decine di negozi e di coloratissime bancarelle
dove gli artigiani del presepe espongono le loro
creazioni. L'offerta e la varietà dei prodotti è così
vasta che è impossibile uscirne senza aver trovato quanto
cercato e magari qualche pastore in più del previsto.
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La
realizzazione del presepe può durare da alcuni giorni fino a
tutto il periodo prenatalizio, ma è d'obbligo che la sera del 24
tutto deve essere pronto, così come ammoniva Luca Cupiello in „Natale
in casa Cupiello“, il protagonista dell'indimenticabile
opera teatrale di Eduardo de Filippo.
Ovviamene tutto pronto, tranne il bambinello nella culla,
che dovrà essere aggiunto esattamente alla mezzanotte di Natale.
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Il
presepe napoletano non è solo artigianato e tradizione
popolare, ma ha conosciuto e conosce tuttora forme di
elevata espressione artistica, come il famoso presepe
Cuciniello e gli altri presepi settecenteschi del Museo
di San Martino o la magnifica e poco conosciuta
collezione tedesca di presepi napoletani del Bayerischen
National museums di Monaco di Baviera.
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Alle
opere del passato si affiancano le tante realizzazioni di artisti
contemporanei, che durante le feste natalizie possono essere
visitate a Napoli nei tanti allestimenti pubblici ed in molte
chiese della Campania.
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Il
pranzo di Natale ed il cenone della Vigilia a Napoli
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Struffoli
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Il
Natale napoletano è caratterizzato oltre che dal
presepe, dal gioco della tombola, dalle novene dei
zampognari e dal “Natale in casa Cupiello”
inevitabilmente anche dal menu natalizio che nelle
famiglie più legate alla tradizione è un rito
irrinunciabile. Sia il cenone della Vigilia che il
pranzo di Natale assumono dei caratteri ben
definiti, il primo dominato dal pesce, il secondo
dalle verdure e la carne. Entrambi i menu sono
comunque completati dai dolci
natalizi,
i cui colori e profumi accompagnano tutte le feste
natalizie della famiglia napoletana.
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Cenone
della Vigilia (24 Dicembre)
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Spaghetti
con le vongole (o
lupini)
- Baccalà e capitone fritto
- Insalata di rinforzo e broccoli al limone
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Pranzo
di Natale (25 Dicembre)
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Minestra maritata
- Gallina al brodo
- Insalata di rinforzo e broccoli al limone
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Dolci
di Natale (tutte le festività natalizie)
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Struffoli
- Roccocò
- Mustaccioli
- Susamielli
- Pasta di mandorle
(ricette e maggiori informazioni sui dolci
di natale napoletani)
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Per
completezza va aggiunto che in molte famiglie si è soliti
mangiare il giorno della Vigilia anche del pesce fresco
(spigola o orata olio e limone spesso al posto del
capitone, non gradito da molti), mentre a Natale si
possono trovare anche dei maccheroni conditi col ragù
napoletano
(serviti subito dopo la minestra) ed ovviamente carne al
ragu.
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Informazioni prelevate dal sito www.portanapoli.com
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