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Hacker alla riscossa: «Bucato il DTT
Mediaset». Ma per alcuni è solo una bufala
Non c'è pace per la pay-tv. Dopo i ripetuti attacchi degli
hacker alla televisione via satellite
(smart card clonate, free-software per pc) adesso tocca al
digitale terrestre. Secondo quanto
riportato dal sito Indymedia «è possibile, avendo gli
strumenti giusti, decrittare tutti i canali
in poche ore». L'articolo, abbastanza dettagliato ma non
sufficentemente tecnico, offre una serie
di risorse software per tentare l'impresa.
La debolezza, si legge sul sito Web, non risiede nelle
"card nagravision", quelle usate da
Mediaset, ma nell'architettura dei decoder. «L'algoritmo di
criptazione del segnale - commenta
l’ingegnere citato - è sempre lo stesso anche quando cambiano
i CAM (conditional access modules),
ovvero le varie card». Le chiavi possibili, si legge sempre
nell'articolo, sono "solo"
281.474.976.710.656 (6 bytes). Nonostante possano sembrare
troppe, un qualunque computer riesce
a crakkare i codici in poche ore con un attacco bruto (il pc
prova tutte le combinazioni possibili
fino a trovare quella giusta). Al momento nessuno sa se qualcuno
sia riuscito davvero a bucare il
Dtt, anche se i dubbi sulla fattibilità dell'operazione
crescono di ora in ora. Pare infatti che
le chiavi necessarie per decriptare il segnale richiedano ore di
attacco bruto prima di essere
individuate. Ma cambiano più volte in un minuto: dunque il loro
utilizzo in tempo reale è
impossibile.
Attualmente le notizie certe sono poche. La prima è che i
pirati hanno messo gli occhi sul
digitale terrestre. La seconda è che non sono i soli: sono
state circa 400mila la card Mediaset
e La7 vendute al 24 gennaio scorso. Un mercato in fortissima
espansione, a quanto pare, grazie
anche ai contributi concessi dal Governo per acquistare
l'apposito decoder. Tradotto in soldoni
significa che le trasmissioni in DTT valgono molto e la loro
"violazione" può costare moltissimo:
basti pensare che il Gruppo editoriale l'Espresso ha acquistato
Rete A, abilitata alle
trasmissioni, per circa 155 milioni di euro solo qualche
settimana fa. La terza notizia certa è
che il DTT può essere visto anche su pc: basta dotarsi
dell'hardware e del software giusto e
acquistare una regolare card prepagata dai rivenditori. La
quarta notizia è che la rivoluzione
DTT è appena agli inizi: qualche giorno fa sono state
annunciate schede prepagate "a tempo" molto
più vicine a una scheda telefonica (dove si paga in base alla
durata della telefonata) che non a
un biglietto del cinema (dove invece si paga per l'accesso
all'evento).
L'incontro-scontro tra tv, contenuti, hacker e web è appena
agli inizi. Sarà una bella partita da
gustarsi in diretta. Non ci resta che rimanere sintonizzati per
scoprire come andrà a finire.
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