Presentazione
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Note alla versione 3.0
Passati alcuni anni dalla prima comparsa di questo lavoro,
era decisamente necessario provvedere a un restyling.
Le modifiche hanno riguardato l'eliminazione della struttura
a "frame", assai scomoda per molti utenti, e una
generale pulizia della grafica.
Il sito rispetta lo standard XHTML e il "Level A Conformance
to Web Content Accessibility Guidelines 1.0".
I contenuti sono rimasti immutati, sono stati corretti solo
alcuni refusi.
La presentazione che segue comincia ad avere ormai una rilevanza
di tipo storico: molte affermazioni sono ormai abbondantemente
superate, ma ho preferito lasciarla immutata proprio per il
suo carattere di testimonianza dei tempi in cui il web era
giovane.
Per i riferimenti bibliografici è necessario che sia attivata
l'esecuzione dei javascript (di default sia su Netscape Navigator
sia su Internet Explorer).
M.G., Firenze, ottobre 2001
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Questo lavoro riguarda
un aspetto centrale delle dottrine cosiddette ermetiche, cioè
l'apparentemente strabiliante possibilità che gli uomini
hanno di "costruire dei". In esso vengono mostrati e discussi
i passi pertinenti dell'Asclepius, opera attribuita ad Ermete
Trismegisto, con particolare attenzione all'uso che ne fa Marsilio
Ficino nel suo trattato De vita coelitum comparanda.
Vorrei premettere che
quello che presento è un lavoro contemporaneamente ambizioso
e modesto. E' modesto perché i dati scientifici che presenta
relativamente al tema trattato non sono particolarmente innovativi;
si tratta di informazioni già note ai ricercatori del settore,
anche se, non esistendo a mia conoscenza nessuno studio specifico
e limitato al riguardo, è difficile per chiunque sia interessato
solo a questo problema e non alla tematica dell'ermetismo rinascimentale
in generale, reperirle in tempi ragionevolmente brevi e raccoglierle
in un insieme coerente.
È tuttavia un lavoro
ambizioso perché, al momento della sua pubblicazione in rete,
costituisce l'unico intervento filosofico ipermediale presente su
WWW in italiano e forse anche nel mondo. Modestia richiede di precisare
che queste affermazioni sono facilmente falsificabili, data l'espansione
esponenziale dei dati presenti sul Web, e mi auguro che al momento
di leggere questa introduzione, il "navigatore" abbia
a disposizione innumerevoli ipertesti come questo.
Si tratta comunque di
un esperimento essenzialmente didattico, tanto che in esso sono
presenti diversi tipi di "strumenti" tipici del lavoro
filosofico: fonti originali e traduzioni, bibliografia, esposizioni
storiche, speculazioni filosofiche.
Nonostante che la tecnologia
dei sistemi ipermediali sia ormai consolidata ed esistano ormai
molti prodotti di ricerca e commerciali di questo genere, in campo
umanistico il panorama è piuttosto desolante. Da un lato
gli ipermedia di questo genere sono numericamente scarsi, dall'altro
la loro qualità e attendibilità scientifica sono nella
maggior parte dei casi discutibili, soprattutto perché tendono
a privilegiare l'aspetto grafico-effettistico (non foss'altro che
per facilitarne la vendita).
Per questa ragione mi
è sembrato interessante compiere un esperimento che si muovesse
in controtendenza: costruire un sistema ipermediale in campo storico
filosofico, dove l'aspetto effettistico è obbligatoriamente
ridotto al minimo.
In esso ho cercato di
conciliare la necessità di mantenere uno svolgimento ordinato
e coerente, con le possibilità offerte dall'ipertestualità.
Spero inoltre di aver
mantenuto la tacita promessa sottintesa alla negativa valutazione
di altri ipermedia commerciali, di avere cioè costruito un
ipertesto documentato, in cui ogni informazione proposta sia controllabile
in base alla fonte da cui è desunta.
Per sfruttare al meglio
le attuali possibilità del WWW si è fatto un uso intensivo
dei "frames", cioè della possibilità di
suddividere lo schermo principale in sottofinestre collegate fra
loro, da poco introdotta come estensione non ufficiale di HTML.
Non ritengo che ciņ costituisca più una limitazione, poiché
gli utenti della rete dispongono ormai di WWW browser pari o superiori
a Netscape 2.0. La limitazione è comunque compensata dalla
flessibilità ottenuta.
Per come è stato
realizzato, il lavoro che propongo non è di tipo chiuso,
come un qualunque contributo scritto tradizionale. E' invece passibile
di revisione e di ampliamenti. Va da sé che tali ampliamenti
richiedono tempo, e non so se e quando ne avrò.
Concludo questa presentazione
ribadendo la natura sperimentale del lavoro, di fatto propedeutico
alla realizzazione di sistemi di maggiore complessità e originalità
scientifica.
Sono comunque molto
lieto di aver realizzato un piccolo esempio di quello che è
sicuramente stato uno dei grandi obbiettivi dei maghi rinascimentali
come l'Abate Tritemio: uno strumento per la comunicazione di sapere
filosofico a distanza.
M.G., Firenze 1997
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