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I Fabbricanti di Dei: Marsilio Ficino e la magia dell'Asclepius
Versione 3.0 - © Michele Gianni - Firenze, Pisa 1995-2001

Copertina

Presentazione

Ermete Trismegisto e i testi ermetici

L'Asclepius

Come fabbricare divinità

La magia di Marsilio Ficino

Bibliografia

 

 

Presentazione

Note alla versione 3.0

Passati alcuni anni dalla prima comparsa di questo lavoro, era decisamente necessario provvedere a un restyling.

Le modifiche hanno riguardato l'eliminazione della struttura a "frame", assai scomoda per molti utenti, e una generale pulizia della grafica.

Il sito rispetta lo standard XHTML e il "Level A Conformance to Web Content Accessibility Guidelines 1.0".

I contenuti sono rimasti immutati, sono stati corretti solo alcuni refusi.

La presentazione che segue comincia ad avere ormai una rilevanza di tipo storico: molte affermazioni sono ormai abbondantemente superate, ma ho preferito lasciarla immutata proprio per il suo carattere di testimonianza dei tempi in cui il web era giovane.

Per i riferimenti bibliografici è necessario che sia attivata l'esecuzione dei javascript (di default sia su Netscape Navigator sia su Internet Explorer).

M.G., Firenze, ottobre 2001

Questo lavoro riguarda un aspetto centrale delle dottrine cosiddette ermetiche, cioè l'apparentemente strabiliante possibilità che gli uomini hanno di "costruire dei". In esso vengono mostrati e discussi i passi pertinenti dell'Asclepius, opera attribuita ad Ermete Trismegisto, con particolare attenzione all'uso che ne fa Marsilio Ficino nel suo trattato De vita coelitum comparanda.

Vorrei premettere che quello che presento è un lavoro contemporaneamente ambizioso e modesto. E' modesto perché i dati scientifici che presenta relativamente al tema trattato non sono particolarmente innovativi; si tratta di informazioni già note ai ricercatori del settore, anche se, non esistendo a mia conoscenza nessuno studio specifico e limitato al riguardo, è difficile per chiunque sia interessato solo a questo problema e non alla tematica dell'ermetismo rinascimentale in generale, reperirle in tempi ragionevolmente brevi e raccoglierle in un insieme coerente.

È tuttavia un lavoro ambizioso perché, al momento della sua pubblicazione in rete, costituisce l'unico intervento filosofico ipermediale presente su WWW in italiano e forse anche nel mondo. Modestia richiede di precisare che queste affermazioni sono facilmente falsificabili, data l'espansione esponenziale dei dati presenti sul Web, e mi auguro che al momento di leggere questa introduzione, il "navigatore" abbia a disposizione innumerevoli ipertesti come questo.

Si tratta comunque di un esperimento essenzialmente didattico, tanto che in esso sono presenti diversi tipi di "strumenti" tipici del lavoro filosofico: fonti originali e traduzioni, bibliografia, esposizioni storiche, speculazioni filosofiche.

Nonostante che la tecnologia dei sistemi ipermediali sia ormai consolidata ed esistano ormai molti prodotti di ricerca e commerciali di questo genere, in campo umanistico il panorama è piuttosto desolante. Da un lato gli ipermedia di questo genere sono numericamente scarsi, dall'altro la loro qualità e attendibilità scientifica sono nella maggior parte dei casi discutibili, soprattutto perché tendono a privilegiare l'aspetto grafico-effettistico (non foss'altro che per facilitarne la vendita).

Per questa ragione mi è sembrato interessante compiere un esperimento che si muovesse in controtendenza: costruire un sistema ipermediale in campo storico filosofico, dove l'aspetto effettistico è obbligatoriamente ridotto al minimo.

In esso ho cercato di conciliare la necessità di mantenere uno svolgimento ordinato e coerente, con le possibilità offerte dall'ipertestualità.

Spero inoltre di aver mantenuto la tacita promessa sottintesa alla negativa valutazione di altri ipermedia commerciali, di avere cioè costruito un ipertesto documentato, in cui ogni informazione proposta sia controllabile in base alla fonte da cui è desunta.

Per sfruttare al meglio le attuali possibilità del WWW si è fatto un uso intensivo dei "frames", cioè della possibilità di suddividere lo schermo principale in sottofinestre collegate fra loro, da poco introdotta come estensione non ufficiale di HTML. Non ritengo che ciņ costituisca più una limitazione, poiché gli utenti della rete dispongono ormai di WWW browser pari o superiori a Netscape 2.0. La limitazione è comunque compensata dalla flessibilità ottenuta.

Per come è stato realizzato, il lavoro che propongo non è di tipo chiuso, come un qualunque contributo scritto tradizionale. E' invece passibile di revisione e di ampliamenti. Va da sé che tali ampliamenti richiedono tempo, e non so se e quando ne avrò.

Concludo questa presentazione ribadendo la natura sperimentale del lavoro, di fatto propedeutico alla realizzazione di sistemi di maggiore complessità e originalità scientifica.

Sono comunque molto lieto di aver realizzato un piccolo esempio di quello che è sicuramente stato uno dei grandi obbiettivi dei maghi rinascimentali come l'Abate Tritemio: uno strumento per la comunicazione di sapere filosofico a distanza.

M.G., Firenze 1997

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