Magia spirituale e terapie talismaniche
Magia spirituale
I due principi, quello della simpatia universale e quello della conoscenza-operatività
fondata sullo spirito, consentono di fondare una teoria della magia
vera e propria, cioè di una disciplina consistente in una serie
di tecniche in grado di intervenire non soltanto sull'operatore stesso,
grazie alla manipolazione dei propri fantasmi, ma anche sugli altri
individui e sul resto del mondo.
Abbiamo visto che la materia di cui è costituito lo spirito
umano è quella "del fuoco delle stelle", quella
stessa che costituisce lo spirito del mondo.
Dunque lo spirito individuale umano, essendo fatto della stessa
sostanza dello spirito del mondo, oltre a essere influenzato da
questo, può a sua volta influenzare quello.
Poiché, come abbiamo visto, l'attività dello spirito
si articola in una dinamica di fantasmi, è a tale livello
che si situa l'attività del mago.
Addestrare lo spirito
Ora, come è ovvio, non tutti gli uomini sono maghi, anche se
hanno per natura la possibilità di diventarlo; quindi esisterà
tutta una serie di pratiche di addestramento all'utilizzo corretto
del proprio spirito, un "addestramento pneumatico" (COULIANO
1981).
Tali pratiche sono sostanzialmente di due tipi: passive e attive.
Quelle passive consistono in una serie di comportamenti di autopurificazione,
che si concretizzano nell'evitare certi cibi, certi comportamenti,
certe vesti, certe amicizie ecc. Quelle attive prevedono invece
l'assunzione di alimenti e la prossimità con cose dalle influenze
benefiche, tipicamente quelle che si trovano sotto l'influsso del
Sole, di Giove e di Venere, nonché di Mercurio. Si tratta
di erbe, pietre e metalli che hanno per natura la capacità
attrarre quei pianeti (DVCC, XI, 544).
Ci troviamo qui di fronte a un parallelismo con il passo dell'Asclepius
in cui Trismegisto risponde ad Asclepio circa la qualitas
degli dei terrestri, sostenendo che consiste in un insieme di erbe,
pietre e aromi che possiedono una forza (vis) naturale divina
(Asclepius, 38, 348, 19 sgg.).
Tipi di interventi magici
La magia prevede tecniche per ottenere effetti su cose lontane agendo
invece su cose vicine. Questa definizione si può applicare
a entrambi i termini della distinzione introdotta da Walker (WALKER
1958, 82) fra:
- una magia soggettiva, che agisce sul suo stesso operatore;
- una magia transitiva, che agisce su altre persone o su oggetti
in quanto vengono messe in moto comunque cause fisiche che influenzano
un tramite non fisico, bensì spirituale, il quale a sua volta
agisce sul piano fisico.
Ficino trae conforto, se non spunto, dalle affermazioni dell'Asclepius
sul modo in cui gli antichi costruivano dei terrestri, ovvero idoli
contenenti forze spirituali in grado di agire sul mondo materiale
(v. la sezione "Come
fabbricare divinità").
È evidente che in linea di principio la tecnica descritta
nell'Asclepius non è necessariamente limitata alla
costruzione di idoli, antropomorfi o teromorfi che siano: qualunque
oggetto, gioiello o aggregato, purché composto con i materiali
appropriati può funzionare. Si apre qui la possibilità
di giustificare la pratica della costruzione di talismani, dotati
di attive capacità di intervento sul mondo, soprattutto,
per Ficino, di tipo terapeutico.
Inoltre dal citato passo dell'Asclepius risulta chiaro
che la scelta dei materiali serve solo a creare il ricettacolo adatto
ad ospitare lo spirito desiderato. Perché questo vi penetri
realmente, occorrono ulteriori operazioni. L'Asclepius ne
indica due:
- l'evocazione degli spiriti,
- la loro introduzione negli idoli mediante riti sacri e divini.
A questo punto si capisce la cautela di Ficino: per ottenere talismani
realmente efficaci, se si sta all'insegnamento di Trismegisto, è
necessario avere a che fare con i demoni, benigni o maligni che siano.
È oggetto di dibattito (vedi i vari testi citati fin qui)
se la magia talismanica di Ficino sia solo spirituale o anche demonica;
ma la validità di questa alternativa è stata messa
in discussione.
Per Walker infatti valgono questi due principi (WALKER
1958, 75 sgg.):
- Magia spirituale = Magia naturale
- Magia spirituale v/s Magia demonica
A ciò Couliano contrappone invece la seguente tripartizione
(COULIANO
1981, 363-5):
- Magia spirituale: sempre naturale e naturalmente demonica
- Magia demonica: può essere o non essere spirituale
- Magia naturale: può essere o non essere spirituale
In termini insiemistici, la magia spirituale si trova all'intersezione
fra la magia demonica e quella naturale:
Se Couliano ha ragione, la magia di Ficino è sicuramente
demonica, perché altrimenti i suoi talismani non avrebbero
alcuna efficacia, venendo a mancare il tramite spirituale grazie
al quale operano.
Al di là dei timori per la salvezza della propria anima,
nonché per la propria salute fisica, che solerti inquisitori
papali avrebbero potuto mettere seriamente a repentaglio (come accadrà
-per citare il caso più emblematico- allo sventurato Giordano
Bruno), è ben possibile che Marsilio Ficino fosse in buona
fede quando proclamava il candore della sua magia.
La sua idea è che i talismani, vale a dire i ricettacoli
costruiti facendo uso dei materiali opportuni nei tempi astrologicamente
propizi, non abbiano alcun bisogno dell'evocazione di demoni e di
rituali atti a convincere gli stessi a dimorarvi, poiché
saranno le simpatie cosmiche naturali a richiamare in essi quel
tanto di spirito che basta a renderli efficaci.
L'unica ulteriore operazione richiesta affinché i talismani
siano efficaci, è che essi abbiano la forma richiesta, il
che si concretizza nel dare loro una determinata immagine, sia in
forma scolpita o incisa o dipinta. Nel gioco delle corrispondenze,
l'immagine concreta attira lo spirito che le è affine, senza
bisogno di oscuri rituali e degli impronunciabili nomi presenti
in trattati come il Picatrix, universalmente rispettato
e temuto, e che Ficino ben conosceva (PICATRIX
1986).
In questa ottica si comprende come da un lato Ficino si affanni
in buona parte del De vita coelitum comparanda a trovare
e citare autorità in grado di difendere l'Asclepius
(fra cui Plotino, Sinesio, S. Tommaso, Origene e, come nel caso
di quest'ultimo, non sempre a proprosito) e contemporaneamente a
cercare di evitare almeno certi tipi di figure astrali, soprattutto
i trentasei Decani, universalmente considerati demoniaci e ampiamente
descritti nel Picatrix, in favore dei pianeti e delle costellazioni,
considerati invece riflessi delle idee divine rilanciati dall'anima
del mondo (YATES
1964, 87-88).
Magia e libero arbitrio
Questo tema richiederebbe uno studio di tale portata, da costituire
un progetto di ricerca in sé stesso. In questa sede, si vuole
solo ribadire in che modo la teoria ficiniana della magia possa preservare
il libero arbitrio dell'uomo dalle influenze stellari, esaltarne le
possibilità e renderlo immune da possibili influssi demoniaci.
Valga dunque la seguente sintesi:
ogni uomo, per tramite del proprio spirito, viene influenzato dai
movimenti degli astri che agiscono attraverso i loro spiriti. Essi
tuttavia non possono intaccarne l'anima, che si trova fuori della
loro portata e che pertanto mantiene la propria libertà e
assoluta potestà. Proprio essendo libera, l'anima può,
se possiede le conoscenze necessarie e l'indispensabile addestramento
pneumatico, operare a livello di spirito e, a un primo stadio, manipolare
opportunamente gli influssi astrali in modo che il corpo ne riceva
giovamento, ma a uno stadio più elevato, far entrare il proprio
spirito individuale in quello che potremmo chiamare il 'gioco degli
spiriti' e influenzare la realtà esterna.
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