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I Fabbricanti di Dei: Marsilio Ficino e la magia dell'Asclepius
Versione 3.0 - © Michele Gianni - Firenze, Pisa 1995-2001

Copertina
Presentazione

Ermete Trismegisto e i testi ermetici

L'Asclepius
Come fabbricare divinità
La magia di Marsilio Ficino
Bibliografia

 

 

Elenco dei testi ermetici

Si è comunemente d'accordo nel distinguere gli scritti ermetici in due generi di lettteratura: uno magico-operativo e uno filosofico-speculativo-teologico. Quanto questa distinzione sia legittima è questione alquanto controversa, poiché si fonda su una serie di pregiudizi, quali ad esempio la distinzione fra magia e religione o quella fra mentalità logica e prelogica.
A proporla fu Scott (SCOTT I, 1) e in modo molto deciso, ma già Festugière, apre la sua Révélation (FESTUGIÈRE 1944-54) con la trattazione della magia, dell'astrologia e delle scienze occulte ermetiche, evidentemente sentita come essenziale per la comprensione dei testi ermetici filosofici. Frances Yates dichiara esplicitamente che "è impossibile tenere distinti questi due temi" (YATES 1964, 59), e tutti gli studiosi attuali sembrano concordare.
Qui la distinzione viene mantenuta per semplice esigenza di classificazione, e senza alcun impegno circa la sua portata filosofica.

Scritti magico-operativi

Astrologia

  • Il più testo astrologico attribuito a Ermete è il Liber Hermetis Trismegisti, traduzione latina di un originale greco risalente probabilmente al III sec. a.C.
  • Vi è poi una serie di Opuscola minori e di vario argomento, descritti in dettaglio in FESTUGIÈRE 1944-54 I, 109-112.
  • Infine rientrano in questo ambito una serie di trattati di "iatromatematica", cioè di medicina astrologica, e di botanica astrologica.

Magia

  • Testo propriamente magico è il Cyranides, scritto in greco e di cui esiste una traduzone latina.
  • Il cosiddetto Libro arcaico, almeno in parte fonte del Cyranides, ma di cui si hanno solo poche testimonianze.
  • Una serie variegata di srittti, ora raccolti nel Corpus dei papiri greci magici, e databili fra II-IV sec. d.C. Alcuni titoli pervenutici sono: Pterix, l'Anello di Hermes, De XV stellis, herbis, lapidibus et figuris.

Alchimia

  • Una serie di frammenti, riportati da vari autori fra cui Zosimo, Sinesio e Olimpiodoro, riconducibili al IV sec. d. C.

Scritti filosofico-speculativo-teologici

  • In questo ambito l'opera principale è il Corpus hermeticum, un'insieme di 17 trattati, di età variabile dal II al III sec. d.C. ma raccolti in tempi successivi; essi sono:
    • I - Discorso di Ermete Trismegisto: Poimandres
    • II - Senza titolo. Il testo pervenutoci sta al posto di un trattato che doveva chiamarsi Discorso universale di Ermete a Tat
    • III - Discorso sacro di Ermete
    • IV - Discorso di Ermete a Tat: il cratere, o la monade
    • V - Discorso di Ermete al figlio Tat: Dio è allo stesso tempo invisibile e il più visibile
    • VI - Il Bene esiste solo in Dio e in nessun altro luogo
    • VII - Il male maggiore fra gli uomini è l'ignoranza di Dio
    • VIII - Niente di ciò che è perisce, bensì sbagliamo a ritenere che i cambiambiamenti siano distruzione e morte
    • IX - L'intellezione e la sensazione
    • X - Discorso di Ermete Trismegisto: la chiave
    • XI - L'intelletto a Ermete
    • XII - Ermete Trismegisto a Tat sull'intelletto comune
    • XIII - Ermete Trismegisto al figlio Tat: discorso segreto sulla montagna, relativo alla rigenerazione e alla regola del silenzio
    • XIV - Lettera di Ermete Trismegiso ad Asclepio: sii saggio
    • XV - Mancante. Nell'edizione di Flussas (1574), questi aveva aggiunto un estratto da Suda ai tre estratti da Stobeo che Turnèbe (1554) aveva posto dopo il XIV facendone un trattato separato, appunto il XV
    • XVI - Asclepio al re Ammone: definizioni
    • XVII - Senza titolo
    • XVIII - Gli impedimenti all'anima prodotti dalle affezioni del corpo
  • L'Asclepius o Sermo perfectus (in greco Logos teleios), traduzione latina di un originale greco perduto (esclusi alcuni passi citati da Lattanzio, Lido e altri autori, o presenti in traduzione copta su testi provenienti dalla biblioteca di Nag Hammadi in Egitto; di esso si parla estesamente in questo lavoro;
  • Frammenti riportati da Stobeo e altri autori pagani e cristiani, in particolare La pupilla del cosmo;
  • Discorso sull'Ogdoade e l'Enneade, in traduzione copta proveniente dalla biblioteca di Nag Hammadi (MAHÉ 1978-82 I, 88);
  • Definizioni di Ermete Trismegisto ad Asclepio: traduzione armena di originale greco risalente al I sec. d.C. (MAHÉ 1978-82, II, 355-406).

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