|
|
L'appellativo di Trismegisto
Il titolo di "Trismegisto"
(o, alla latina, Termaximus), cioè "tre volte grandissimo"
compare per la prima volta attribuito a Hermes in Atenagora:
Quando Alessandro ed Hermes, che è chiamato Trismegisto,
fanno risalire la loro famiglia agli dei, e altri -che sono troppi
per menzionarli tutti- fanno lo stesso, non resta alcuna ragione
di dubitare che essi erano considerati dei perché erano re
(Legatio 28,6,6).
e Filone di Biblo (fr.2, 810.3).
Del suo significato ci dà una spiegazione esplicita Marsilio
Ficino (nell'Argomentum che precede la sua traduzione del
Pimander, nome da lui dato a tutto il Corpus hermeticum):
Trismegisto è detto tale, cioè tre volte grandissimo
perché fu grandissimo filosofo, grandissimo sacerdote e grandissimo
re. (Ficino, Op. Omn., II, 1836)
In questo senso Ficino si riallaccia a una consolidata tradizione
medievale che parla di un "Hermes Triplex", re filosofo e profeta
(THORNDIKE
1923-41 II, 215, 222).
Esiste anche un interessante passo di Marziale (Epigr.
V, 24, 15) in cui si afferma che Hermes è
omnia solus et ter unus
cioè: "solo lui, tutto (oppure solo e tutto) e tre volte
uno."
L'indicazione è talmente vaga, che accettarla come chiaro riferimento
al nostro Ermete sembra azzardato (anche perché 'tre volte
uno' non è sinonimo di 'tre volte grande'), comunque non va
trascurata anche perché si tratta di una testimonianza assai
antica, risalente precisamente al 89 d.C. (v. l'estesa discussione
in MORESCHINI
1985, 17 sgg.).
|
|
NOTE
Ficino, Op. Omn.,
II, 1836 (FICINO)
Trismegistum vero ter maximum nuncuparunt, quoniam et philosophus
maximus, et sacerdos maximus, et rex maximus extitit.
|
|