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Bosco) ç …Precedente (S. Giovanni Bosco)
N.6.- S.
Domenico Savio
Il suo principale biografo fu lo stesso Don Bosco, che lo ebbe come allievo per tre anni.
Domenico fu dichiarato
santo dal Papa Pio XII nel 1957. La sua festa ricorre il 6 maggio.
Egli apparteneva ad una
famiglia umile: il padre era un fabbroferraio e la madre sarta.
A soli sette anni fece
la prima comunione.
A dieci anni, per
evitare la punizione ad un suo compagno di scuola, si attribuì la colpa per una
trasgressione non commessa, giustificando con queste parole il suo gesto al
maestro: «Quel mio compagno, dati i precedenti, sarebbe stato cacciato di
scuola. io invece potevo sperare nel perdono».
A dodici anni pregò Don
Bosco di accoglierlo come suo allievo nel collegio di Torino, per compiere i
suoi studi secondari.
Don Bosco lo accettò con
entusiasmo, avendo subito capito che quel ragazzo aveva “ buona stoffa per
confezionare un bell’abito al Signore ”.
Egli studiava e lavorava
con molto impegno e tanta gioia, imitando il suo Maestro Don Bosco, il quale
realizzava in Domenico la più completa attuazione del suo metodo pedagogico: il
metodo preventivo.
Un giorno Domenico disse
a Don Bosco: « Se non mi faccio santo, nella mia vita non avrò realizzato un
bel niente. Ma che ci vuole per diventarlo? ». E Don Bosco prontamente rispose: « Più coraggio che anni
».
Una volta si portò fra
due ragazzi che si tiravano pietre e disse: «La prima pietra tiratela a me».
Il suo motto era: «La morte piuttosto che peccare». Questo fu anche il suo progetto spirituale.
Egli avrebbe voluto farsi sacerdote e seguire l’esempio del suo Maestro – Don Bosco – nell’insegnamento e nella guida dei giovani, ma la cattiva salute lo colpì tanto presto che dovette lasciare il collegio di Torino, per tornare a casa sua e morirvi, a soli 15 anni.
Ai compagni che lo salutavano
alla partenza per il suo paese, disse: «Ci rivedremo dove saremo per sempre
col Signore».
Domenica Savio visse
nella pienezza della grazia di Dio, da perfetto cristiano.
Egli rappresenta, oggi
più che mai, un perfetto modello da imitare, cui dovrebbero ispirarsi tutti i
giovani studenti.
È tutt’altro che
difficile capire questo modello di comportamento: compiere con gioia il proprio
dovere, amare ed aiutare il prossimo con tutte le proprie forze e non commettere
mai peccati. Tutto qua!
Un ragazzo di soli 15
anni non poteva avere elaborato grandi strumenti filosofici! Del resto anche il
testamento spirituale di Don Bosco non richiede grandi sforzi mentali per
essere compreso.
Come sempre, le cose
semplici sono quelle più vere e più efficaci.
Presagendo la morte
imminente, Domenico chiese al padre di recitare con lui le ultime preghiere.
Poi gli rivolse l’ultimo saluto: «Addio caro papà: il prevosto aveva ancora
qualcos'altro da dirmi; io non posso più ricordarmi... Oh, che bella cosa io
vedo mai! ».
Domenica Savio è il dono
più bello del Signore a Don Bosco e alla Congregazione Salesiana.
Egli ha compiuto in così
pochi anni quello che altri santi hanno impiegato lunghi decenni, perché amava
Gesù e Maria e aveva dedicato tutta la sua breve esistenza all’amore verso il
prossimo.
Domenico viene
raffigurato, in ogni Casa Salesiana, in una statua accanto a Don Bosco, con lo
sguardo rivolto verso l’alto.
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