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La
determinazione delle condizioni del cielo viene effettuata visivamente
descrivendo la tipologia delle nubi e la copertura espressa in ottavi.
La copertura del cielo
viene anche rilevata per mezzo dei satelliti meteorologici che danno
informazioni sui sistemi nuvolosi e sulla loro dinamica attraverso le
immagini nel visibile ed all'infrarosso. Un contributo importante alla
conoscenza della struttura interna della nube viene invece fornito dai
radar che in meteorologia hanno trovato massima applicazione proprio
nello studio delle nubi e delle loro proprietà.
Le
nubi modificano la distribuzione del calore solare sulla superficie e
nell’atmosfera terrestre riflettendo verso lo spazio parte
dell’energia e delle radiazioni che giungono dal Sole. Non tutta la
radiazione che giunge dal sole viene riflessa dallo strato superiore
delle nubi ma una parte di essa penetra e raggiunge la superficie della
Terra che la assorbe ed in seguito la irradia. La parte inferiore delle
nubi, essendo opaca alla lunghezza d’onda della radiazione terrestre,
riflette nuovamente verso i bassi strati dell’atmosfera l’energia
irraggiata dalla Terra. Composizione
e formazione delle nubi. Le
nubi sono costituite da minuscole gocce d'acqua o da cristalli di
ghiaccio dalla dimensione variabile che va da 1 a 100 micron. La
formazione delle nubi è dovuta alla condensazione del vapor acqueo
contenuto in una massa di aria quando, raffreddandosi per sollevamento,
la sua temperatura raggiunge quella di rugiada altrimenti detta di
saturazione. La
formazione delle goccioline non sarebbe comunque possibile senza la
presenza di quei microscopici corpuscoli, aventi una dimensione
variabile compresa fra il decimillesimo e il millesimo di millimetro, in
sospensione nell’atmosfera che prendono il nome di nuclei di condensazione. I nuclei di
condensazione sono composti il più delle volte da polline, da
granuli di pulviscolo, da particelle di cloruro di sodio, che permettono
alle goccioline di agglomerarsi attorno ad essi ed avere sin
dall’inizio dimensioni abbastanza grandi per non evaporare
immediatamente. Le
goccioline di acqua o i cristalli di ghiaccio hanno una concentrazione
pari a circa 1.000 per cm³ e sono
tenuti in sospensione dalle correnti ascensionali presenti all’interno
della nube. Le goccioline di acqua rimangono all’interno della nube
fin quando a causa del loro peso, aumentato per coalescenza,
riescono a vincere la forza delle correnti ascensionali, che le tengono
in sospensione, e precipitano verso terra sotto forma di pioggia o di
grandine. I
processi refrigerativi, necessari perché avvenga la condensazione del
vapor acqueo contenuto in una massa di aria, possono essere così
riassunti: Il
raffreddamento per irraggiamento può
avviene nei bassi strati dell’atmosfera terrestre quando una massa di
aria si raffredda perché a contatto con il suolo oppure negli strati più
alti dell’atmosfera terrestre per perdita di calore (emissione
termica). Nel primo caso si formano le nebbie da irraggiamento, la
rugiada o la brina; nel secondo caso si formano nubi stratificate o
nebbie alte. Il
raffreddamento per avvezione si ha
quando una massa di aria calda ed umida, di origine marina, incontra e
scorrere sulla superficie più fredda di un continente. Questa
situazione tipicamente invernale o primaverile provoca la formazione
delle nebbie da avvezione altrimenti dette nebbie delle coste. Il
raffreddamento per mescolanza di masse
di aria aventi diversa temperatura e diverso contenuto di vapore acqueo
provoca la formazione di nubi stratificate di limitata estensione e di
piccolo spessore o nebbie a banchi. Il
raffreddamento per movimenti ascendenti si
ha quando una massa di aria è costretta ad un movimento verticale verso
l’alto. Durante la sua corsa verticale, attraversando strati
atmosferici con pressione sempre minore, la massa di aria tende ad
espandersi e di conseguenza si raffredda raggiungendo la sua temperatura
di rugiada o temperatura di saturazione oltre la quale inizia a
condensare. L’entità del raffreddamento è costante e nell’ordine
di 1°C ogni 100 metri di salita fino al raggiungimento della quota di
saturazione. Successivamente, a causa del calore latente rilasciato
durante la condensazione, si ha un raffreddamento di circa 0,5°C ogni
100 metri di salita. In
base ai processi che portano alla condensazione o alla sua altitudine
possiamo avere: una
nube di acqua, composta
interamente da goccioline di acqua una
nube di ghiaccio, composta
interamente da cristalli di ghiaccio una
nube mista, composta da cristalli
di ghiaccio nella sua parte superiore, da un miscuglio di goccioline di
acqua e cristalli di ghiaccio nella sua parte intermedia e da goccioline
di acqua nella sua parte inferiore.
La
luminanza di una nube è data dalla quantità di luce riflessa,
diffusa o trasmessa dalle goccioline in essa contenute. La luce proviene
soprattutto dal Sole, dalla rifrazione dell’atmosfera terrestre ed in
minor parte dalla superficie terrestre quando la luce solare o lunare
viene riflessa da distese di neve o ghiaccio. Durante
il giorno la luminanza delle nubi può essere ben osservata, mentre
durante la notte occorre avere almeno un quarto di Luna oppure essere in
presenza di un chiarore artificiale sufficientemente intenso quale
quello prodotto da un agglomerato urbano piuttosto esteso.
La
colorazione di una nube dipende essenzialmente dalla luce che
riceve. Durante
il giorno ed in assenza di ostacoli interposti fra il sole e la nube
quest’ultima assume una colorazione bianca o grigio chiaro, mentre
quando sono parzialmente o totalmente coperte da altre nubi assumono una
colorazione grigio-bluastra. Nelle
ore appena precedenti e successive all’alba o al tramonto, quando il
Sole è prossimo all’orizzonte, le nubi prendono una colorazione che
va dal giallo al rosso ed in diverse tonalità.
Le
nubi sono raggruppate in due categorie principali e in base alle loro
caratteristiche si dividono in nubi stratificate,
quando l’estensione sul piano orizzontale (nell’ordine delle
centinaia di chilometri) è maggiore dell’estensione sul piano
verticale, e in nubi
a sviluppo verticale,
quando l’estensione sul piano orizzontale è uguale o inferiore
dell’estensione sul piano verticale.
Le
nubi stratificate sono molto simili a vasti banchi di nebbia, si
formano quando una massa di aria viene raffreddata per irraggiamento,
avvezione o mescolanza e provocano precipitazioni deboli e diffuse. Le
nubi stratificate che non generano mai precipitazioni sono: i
cirri, i cirrocumuli ed i cirrostrati. Le
nubi stratificate che raramente generano precipitazioni sono: gli
stratocumuli, gli altocumuli e gli altostrati semitrasparenti. Le
nubi stratificate che spesso generano precipitazioni sono: gli
strati e gli altostrati opachi. Le
nubi stratificate che sicuramente generano precipitazioni sono: i
nembostrati.
Le
nubi cumuliformi si formano quando una massa di aria viene
raffreddata a causa di movimenti ascendenti e provocano precipitazioni
piovose abbondanti, a volte violente accompagnate dalla caduta di
grandine ma di durata molto limitata nel tempo.
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Etimologia
dei nomi latini delle nubi.
Nel classificare la quota di una nube, nei messaggi sinottici emessi dalle stazioni meteorologiche, si fa esclusivamente riferimento all’altezza che intercorre fra la base della nube ed il suolo. Questa altezza viene
misurata con uno strumento chiamato Nefoipsometro che si compone di tre
unità: (R)
il rilevatore munito di uno specchio basculante ed un registratore che
riporta su carta i valori rilevati. (P)
il proiettore che genera un fascio di luce verticale a modulazione di
frequenza. Lo
specchio ed il proiettore, che si trovano ad una distanza prestabilita
(B) ed un’angolazione conosciuta (α), formano con la nube un triangolo rettangolo rendendo così
possibile la misura dell’altezza utilizzando la trigonometria. Per
questo motivo l'altezza (h) della nube è: h=
B x tangente dell'angolo α Questo
strumento abbastanza sofisticato è quasi esclusivamente in dotazione
alle stazioni meteorologiche oceanografiche o ad unità con funzioni.
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Fanno
parte di questa categoria i cirri,
i cirrostrati
ed i cirrocumuli. Le
nubi alte si presentano ad altitudini comprese fra i 6.000
ed i 12.000 metri
(sebbene le altezze varino a secondo la stagione e della latitudine).
Cirri.
La parola cirro deriva dal latino Cirrus che significa
"ricciolo". Sono
tenue nubi candide, per lo più isolate, con aspetto filamentoso o a
ciuffi, a volte si presentano a forma di ricciolo, di virgola o di
piuma. Stanno sospesi nel cielo azzurro come piume o striature bianche,
leggeri come spinti da un soffio. I cirri meritano attenzione perché
spesso sono le staffette del cattivo tempo. All'inizio appaiono isolati,
ma ben presto li vediamo assieme ai cirrostrati e più raramente ai
cirrocumuli. Se invece rimangono isolati può significare che ci
troviamo ai margini esterni di un sistema nuvoloso e la pioggia in
questo caso non è in arrivo. Quando hanno forma filiforme e terminano ad uncino, i cirri tradiscono la presenza di venti molto forti in quota. Dal movimento e dalla forma dei cirri si può dedurre l'intensità e la direzione dei venti di alta quota. Queste altissime nuvole sono composte esclusivamente di cristalli di ghiaccio. Altezza:
compresa tra i 6.000 ed i 12.000 metri d'altitudine nella fascia
temperata e la loro altezza media è di 9.000 metri. Origine:
se appaiono densi, a fiocchi, o con bordi sfilacciati possono essere il
residuo di un cumulonembo, o il segno di aria calda in ascesa. Previsione:
non hanno significato particolare se appaiono isolati. Quando, invece,
invadendo il cielo da W o SW sono seguiti dai cirrostrati è il segnale
che il tempo sta per cambiare. Il
forte vento in quota sospinge la nuvola e la sfilaccia nelle forme più
varie così che si distinguono: Fibratus. Se hanno un aspetto sferico con filamenti delicati, possono essere
indizio di bel tempo; se vanno occupando spazi sempre più grandi e si
presentano in bande con filamenti allargati e ben definiti, possono
segnalare l’arrivo di una perturbazione. Uncinus. Hanno un’estremità più densa, spessa, simile ad un ciuffo o ad un
uncino. Spissatus. Si presenta in banchi o ammassi irregolari, dai bordi sfilacciati,
talvolta con ombre proprie. Sono di colore bianco con spessore anche
notevole ma non tale da cancellare la luce ed i contorni del Sole. Floccus. Sono simili a fiocchi arrotondati o a bande parallele che sembrano
convergere verso l’orizzonte. |
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Cirrus fibratus |
Cirrus uncinus |
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Cirrus spissatus |
Cirrus floccus |
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Cirrostrati.
Questa nube, costituita essenzialmente da cristalli di ghiaccio, ha una
densità ed un'estensione nettamente superiore a quella dei cirri. I
cristalli di ghiaccio diffondono la luce e creano un alone sottile
attorno al Sole o alla Luna conferendo al cielo un aspetto lattiginoso.
Se transitano nel cielo al seguito dei cirri significa, molto
probabilmente, che il tempo sta volgendo al peggio. I cirrostrati sono
del tutto simili agli altostrati e per non essere confusi occorre
ricordare che i cirrostrati, a differenza degli altostrati, non
eliminano le ombre al suolo. Altezza:
compresa tra i 5.000 ed i 12.000 metri d'altitudine nella fascia
temperata e la loro altezza media è di 8.000 metri. Origine:
può essere il prodotto dall’assottigliamento di un altostrato o della
fusione di cirri. La loro formazione è dovuta al lento sollevamento di
strati d’aria di grande estensione orizzontale. Cirrostrati- Cirrostratus |
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Cirrocumuli. Sono facilmente riconoscibili in quanto durante il loro transito il
cielo viene comunemente chiamato "a pecorelle". Possono però
essere raggruppati a strisce, a banchi e con forme differenziate come
lamelle e granuli. Il loro colore è brillante poiché sono costituiti
interamente da cristalli di ghiaccio disposti in piccoli ammassi
globulari di colore bianco. I cirrocumuli sono trasparenti o quasi
trasparenti, non presentano ombre proprie (a differenza dei cumuli e
degli altocumuli) ed attraverso di essi è possibile scorgere nettamente
la posizione del Sole o della Luna. Possono essere disposti in distese
più o meno vaste, o in banchi formati da piccoli “cuscinetti” di
grandezza variabile. Altezza:
compresa tra i 5.000 ed i 7.000 metri d'altitudine nella fascia
temperata e la loro altezza media è di 7.000 metri. Origine:
possono essere l’evoluzione di cirri o cirrostrati oppure derivare
dalla riduzione delle dimensioni di un banco di altostrati. La
formazione ed il transito dei cirrocumuli può anche essere causata dal
sollevamento orografico di uno strato di aria umida. Previsione:
sono l'ultimo stadio che annuncia l'arrivo di un fronte caldo se
preceduti in sequenza dai cirri e dai cirrostrati indicando che il
peggioramento è imminente. In
presenza dei cirrocumuli non si hanno precipitazioni. In
base alla loro tipologia possono prendere il nome di: Stratiformis. Sono distese di colore bianco, con forma increspata e contorno fibroso,
non hanno ombra propria e sono trasparenti da lasciar vedere il Sole. Lenticularis. Quando si presentano il cielo prende il caratteristico nome di
"Cielo a pecorelle". Floccus. Sono a forma di fiocco e non presentano ombre proprie. |
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Cirrocumulus stratiformis |
Cirrocumulus lenticularis |
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Cirrocumulus floccus |
Cirrocumulus floccus virga |
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Fanno
parte di questa categoria gli altocumuli
e gli altostrati. Le
nubi medie si presentano, nelle regioni temperate, ad altitudini
comprese fra i 3.000
ed i 6.000 metri.
Le nubi medie hanno l'aspetto stratiforme o cumuliforme e sono
costituite sia da goccioline di acqua che da cristalli di ghiaccio. Questa
tipologia di nube avendo una struttura mista favorisce le
precipitazioni. Le
nubi medie, seguite da alcune tipologie di nubi basse, sono associaste
all’arrivo di un fronte caldo se compaiono nel cielo in questa
sequenza: altostrato, altocumulo, nembostrato. Normalmente
si presentano nel cielo come nubi molto vicine tra loro a costituire
strati di aspetto solitamente ondulato e fibroso che assumono forme
bizzarre di colore bianco o grigio. Sono in realtà formati da estese
file di cumuli collocate a quote medie e con la parte inferiore più
scura. L’aspetto più comune è quello di una distesa di elementi
staccati e disposti con una certa regolarità. Quando gli altocumuli
sono costituiti da elementi di piccole dimensioni possono esser confusi
con i cirrocumuli. La loro larghezza è apparentemente maggiore in
quanto occupano quote più basse rispetto ai cirrocumuli. Quando un
altocumulo transita davanti al sole o alla luna in alcuni casi produce,
più spesso durante le ore notturne, il fenomeno della “corona”. Altezza:
compresa tra i 2.500 ed i 5.000 metri d'altitudine nella fascia
temperata e la loro altezza media è di 3.500 metri. Previsione:
sono l’avanguardia di un fronte freddo che potrà manifestarsi entro
4-5 ore provocando temporali sparsi. In
base alla loro tipologia possono prendere il nome di: Stratiformis-
Translucidus. Sono costituiti da
elementi più o meno saldati fra loro con superficie regolare di colore
bianca o grigia con leggere ombreggiature. Non coprono totalmente il
cielo lasciando spazi di colore azzurro fra gli elementi che li
compongono. Nella
maggior parte dei casi indicano l’approssimarsi di un fronte freddo
che apporterà piogge a prevalente carattere di rovescio temporalesco. Duplicatus. Sono costituiti da bande o rotoli allungati più o meno paralleli fra
loro ed in strati sovrapposti. Perlucidus. Sono caratterizzati da elementi ravvicinati fra loro come in un
mosaico. Lenticularis. Hanno forma lenticolare e con contorni fibrosi e si sviluppano nel versante sottovento in seno ad onde stazionarie di un flusso d’aria che scavalca una montagna. Castellanus. Hanno la base piatta
sormontata da protuberanze molto allungate. Sono indice di instabilità
dell’aria e dell’approssimarsi di un temporale. Floccus- Translucidus.
Sono grossi batuffoli simili ai Cumuli fractus ma con dimensioni più
ridotte. |
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Altocumulus stratiformis |
Altocumulus duplicatus |
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Altocumulus perlucidus |
Altocumulus lenticularis |
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Altocumulus castellanus |
Altocumulus floccus-transluc |
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Altostrati.
L'altostrato copre totalmente o parzialmente il cielo in maniera
uniforme con un velo più o meno denso, fibroso e striato. Sono di
colore grigio tendente all'azzurrognolo ed hanno ombre proprie più o
meno marcate in base al loro spessore. L'altostrato
è costituito da gocce d'acqua e se la temperatura in quota è molto
bassa anche da cristalli di ghiaccio. Può avere uno spessore di molte
centinaia di metri, estensioni di centinaia di chilometri ed essere formato da più
strati sovrapposti fra loro in bande parallele e con nette ondulazioni.
Se lo spessore dell’altostrato non è considerevole può trarre
facilmente in inganno ed essere confuso con un cirrostrato molto denso.
Altre volte invece presenta uno spessore notevole con base inferiore
piuttosto bassa così da poter essere confuso con un nembostrato. La
sua presenza nel cielo indica che la parte centrale di una perturbazione
ha investito la località sulla quale stanno transitando provocando
precipitazioni spesso continue e persistenti. Si tratterà di pioggia se
il velo nuvoloso è denso e basso, mentre si tratterà di neve se il
velo è poco denso e alto. Altezza:
compresa tra i 2.500 ed i 5.000 metri d'altitudine nella fascia
temperata e la loro altezza media è di 4.000 metri. Origine:indica
sempre il transito di una massa d’aria con elevato contenuto di umidità.
In genere si forma per il sollevamento e la condensazione di una
massa d’aria in corrispondenza dell’arrivo di un fronte che porta
allo sviluppo di uno strato nuvoloso molto esteso. Previsione:
se sufficientemente spesso genera pioggia o neve. Si tratta quasi sempre
di precipitazioni continue e persistenti. Il transito degli altostrati
preceduto dai cirrostrati indica che una perturbazione si sta
avvicinando. In
base alla loro tipologia possono prendere il nome di: Translucidus. Lascia trasparire debolmente il Sole come se lo vedessimo attraverso un
vetro smerigliato di colore azzurrognolo. Opacus. Spesso si presenta con ondulazioni ben marcate e bande quasi parallele. |
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Altostratus translucidus |
Altostratus opacus |
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Fanno
parte di questa categoria gli strati, gli
stratocumuli ed i nembostrati. Le
nubi basse si presentano, nelle regioni temperate, ad altitudini
comprese fra il livello
del suolo e la quota di 2.000 metri. Soprattutto
nella stagione invernale sono frequenti giornate in cui il cielo è
completamente coperto da nuvole grigie e basse che provocano prolungate
e deboli precipitazioni a ritmo costante.
Strati. Sono nubi basse, simili a nebbia sospesa in quota, spesse e grigie che
danno al cielo un aspetto caliginoso ed uniforme. Il loro limite
inferiore e superiore è talora sfilacciato, hanno uno spessore
variabile che va da poche decine di centimetri (aspetto semitrasparente)
a qualche centinaio di metri (aspetto opaco). L’estensione
degli strati è quasi sempre notevole ma si possono presentare
anche banchi. Gli
strati sono spesso il prodotto del sollevamento della nebbia o della
foschia formatasi al suolo. La nebbia è una forma particolare di
strato prossimo al suolo. Gli strati creano spesso la situazione di
"nebbia alta" che ristagna in valle e al di sopra della quale
splende il sole. In mancanza di punti di riferimento per l'altezza lo
strato si differenzia dall'altostrato poiché quest'ultimo ha un aspetto
meno strutturato e appare come un bianco velo translucido o un manto
grigio azzurrognolo denso e uniforme. Strati- Stratus
Altezza:
si formano ad altitudini comprese fra 600 ed 800 metri. Origine:
si formano a causa di un abbassamento della temperatura negli strati più
bassi dell’atmosfera o per sollevamento di nebbia a causa del
riscaldamento del suolo. Previsione:
anche se l’aspetto di questa nube è minaccioso raramente da luogo a
precipitazioni di pioggia minuta e fitta, nevischio o prismi di
ghiaccio. In
base alla loro tipologia possono prendere il nome di: Nebulosus: nube molto bassa che copre la sommità delle colline. Nasce in presenza
di aria molto umida. |
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Stratus nebulosus |
Stratus fractus |
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Stratocumuli. Gli
stratocumuli sono una delle forme
nuvolose più diffuse sulla Terra. Si presentano in grossi ammassi
scuri, tondeggianti che ricoprono quasi interamente il cielo. Gli
elementi che li costituiscono sono analoghi a quelli degli altocumuli
ma, dato che si trovano a livello più basso, appaiono di dimensioni
maggiori. Gli elementi di queste nubi sono talvolta raggruppati in bande
parallele con ondulazioni orientate nella stessa direzione. Possono
essere più o meno trasparenti e lasciar intravedere spazi di cielo o
presentarsi in strati tanto sottili da lasciar apparire la posizione del
sole o della luna. Talvolta invece sono molto opachi e nascondono
completamente il sole. Stratocumuli- Stratocumulus
Altezza:
si formano ad altitudini comprese fra 1.000 ed i 1.500 metri. Origine:
sono costituiti da piccole gocce d'acqua e si formano a seguito del
sollevamento di una massa d’aria calda a cui segue una condensazione
associata a debole instabilità. Previsione:
non sempre danno luogo a precipitazioni, in caso contrario sono di
debole intensità. In
base alla loro tipologia possono prendere il nome di: Stratiformis: non superano i 4.000 metri. Cumulogenitus:
ingrossano sino a congiungersi fra loro. Hanno contorni ben definiti e
possono indicare un peggioramento. |
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Stratocumulus stratiformis |
Stratocumulus cumulogenitus |
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Nembostrati.
E’ la tipica nube che provoca precipitazioni piovose o nevosa. Ha un
colore grigio scuro senza forme definite e margini frastagliati. E’
una nube molto spessa e si presenta come uno strato basso di grande
estensione la cui parte inferiore è talvolta nascosta da altre nubi più
basse e frammentate che si spostano veloci con il vento. I nembostrati sono sempre opachi e nascondono il Sole o la Luna. Nembostrato- Nimbostratus
Altezza:
si formano ad altitudini comprese fra i 1.000 ed i 2.000 metri. Origine:
il nembostrato nasce per la lenta e continua ascesa di aria umida e si
forma attorno ad un centro di bassa pressione associato a
fronti caldi o
a occlusioni. Il suo transito nel cielo è quasi sempre preceduto dal
passaggio di cirrostrati ed altostrati. Previsione:
danno sempre luogo a precipitazioni continue sotto forma di neve o di
pioggia in relazione alla temperatura presente sul luogo del loro
transito. |
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Fanno
parte di questa categoria i cumuli ed i cumulonembi.
Cumulo. Il cumulo si presenta, nelle regioni temperate, ad un'altitudine
compresa fra i 2.000
ed i 3.000 metri
ed è costituito essenzialmente da goccioline di acqua. Nel caso in cui
il suo sviluppo raggiunga una notevole altezza verticale può dare
origine a pioggia. Struttura:
sono nubi isolate e di forma mutevole con la base quasi sempre
orizzontale di colore grigio e la sommità di un bianco splendente che
non lascia filtrare la luce del Sole. Sono generalmente dense con
contorni ben definiti a piccolo o grande sviluppo verticale e sempre a
forma di mammelloni, di cupole o di torri. Origine:
si formano a causa dell'evaporazione di acqua dal terreno portate in
quota da correnti convettive che nascono per effetto del riscaldamento
del suolo. Sono nubi ad evoluzione diurna che tendono ad aumentare di
grandezza e di numero fino a raggiungere il massimo nelle ore centrali
della giornata. Quando la temperatura dell’atmosfera comincia a
diminuire i cumuli a poco a poco svaniscono nel nulla e il cielo
notturno torna ad essere di nuovo sereno. In
base alla loro tipologia possono prendere il nome di: Humilis: sono a piccolo sviluppo verticale ed il loro aspetto è generalmente
appiattito. Si notano raramente sul mare o sulle zone pianeggianti, più
spesso sono presenti sulle cime delle colline o sulle isole. Non porta
mai piogge, nasce e si dissolve nell’arco della giornata ed è per
questo che viene anche chiamato cumulo di bel tempo. Mediocris: hanno moderata estensione verticale e protuberanze poco sviluppate.
Sono la naturale evoluzione dei cumuli humilis. Congestus: sono nubi a grande sviluppo verticale e la loro sommità può
raggiungere i 5.000 metri di quota. I cumuli congestus hanno
protuberanze sviluppate simili a cavolfiori e sono la naturale
evoluzione di un cumulo mediocris. Possono dare luogo a precipitazioni
improvvise soprattutto in montagna nelle ore centrali delle giornate
estive. Fractus: si presentano con contorni sfrangiati. Se si formano sotto gli
altostrati portano cattivo tempo con forti precipitazioni. |
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Cumulus humilis |
Cumulus mediocris |
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Cumulus congestus |
Cumulus fractus |
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Cumulonembi.
Sono le nubi a maggior sviluppo verticale. Alle nostre latitudini
riescono ad estendersi da quote relativamente basse (1.000
metri) fino ai limiti della troposfera e cioè a circa 10.000-12.000 metri. Nubi
così imponenti sono sempre associate a fenomeni temporaleschi che in
genere sviluppano energie enormi e danno luogo a piogge intense.
Fortunatamente si tratta di nubi dalla vita molto breve che generalmente
si esauriscono nell’arco di una decina di minuti. Il loro rapido
dissolvimento è legato alla veloce diminuzione del numero di goccioline
che le formano sia per effetto della precipitazione vera e propria che
per effetto dell'evaporazione facilitata dalle veloci correnti
ascensionali che soffiano al loro interno. Non tutte le gocce che cadono
da un cumulonembo riescono a raggiungere il terreno perché parte di
esse sono soggette a evaporazione (solo il 50% raggiunge il suolo).
L'evaporazione delle gocce di pioggia durante la caduta causa un
raffreddamento dell'aria, sottostante la base della nube, che diventando
più pesante precipita verso terra dando luogo a venti freddi, violenti
ed improvvisi che anticipano e accompagnano una qualsiasi attività
temporalesca. In molti casi queste correnti fredde di caduta si
incuneano sotto aria più calda presente nei bassi strati e sollevandola
danno origine a nuove celle temporalesche. Previsione:
il cumulonembo è una nube che
porta sempre precipitazioni a carattere di rovescio, spesso di tipo
temporalesco, con fulmini e
tuoni, grandine e forti raffiche di vento al
suolo. Struttura:
il cumulonembo, visto il suo imponente sviluppo verticale, è una nube
mista cioè formata da gocce di acqua nella sua parte inferiore e da
aghi di ghiaccio nella sua parte superiore. Si possono presentare con la
parte superiore liscia, striata, fibrosa, cirriforme, a forma
di incudine, oppure con protuberanze tendenti a formare una massa
biancastra con bande più o meno verticali. La base del cumulonembo, più
densa di gocce, ostacola il passaggio dei raggi solari e appare molto
scura. Origine:
sono la naturale evoluzione dei cumulus congestus. Possono anche
formarsi da altocumuli castellanus, stratocumuli, altostrati e
nembostrati. Si sviluppano grazie ad una rapida condensazione del vapore
acqueo contenuto nell'atmosfera provocata dal raffreddamento che una
massa d'aria subisce quando è costretta a salire a quote superiori. In
base alla loro tipologia possono prendere il nome di: Calvus: ha contorni lisci, brillanti e ben definiti. Capillatus: ha la sommità a forma di incudine. Incus:
(Incudine) è correlato alla sua sommità appiattita a causa dello
schiacciamento contro la troposfera. Luogo ideale per la sua
osservazione è la fascia prealpina, dove è possibile vederla spesso
nei pomeriggi d'estate in direzione dei rilievi alpini. Specie Fibratus: a trama filamentosa, rettilinea o quasi. Uncinus: a trama filamentosa terminante ad uncino. Castellanus: con protuberanze superiori a forma di piccole torri, simili a merli di
un castello. Floccus: a forma di fiocco. Lenticularis: a forma di lente, di mandorla. Fractus: a brandelli, sfilacciato. Humilis: di piccole dimensioni. Mediocris: di estensione moderata, senza protuberanze sviluppate. Congestus: con protuberanze marcate, sviluppate. Calvus: con protuberanze a cupola ben definita. Capillatus: con sommità fibrosa a forma di incudine o di pennacchio. Varietà Radiatus: in bande che per effetto della prospettiva appaiono come raggi di una
ruota. Vertebratus: simile alla lisca di pesce. Undulatus: con bande presentanti ondulazioni. Perlucidus: con interstizi definiti, piccoli o grandi, in modo da lasciar vedere il
cielo. Opacus: opaco, denso, non trasparente. |
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Cumuloninbus calvus |
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Cumuloninbus capillatus |
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Cumuloninbus incus |
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Cumuloninbus mama |
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Il
Lowering è una piccola protuberanza nuvolosa avente il diametro
compreso tra 0,5 e 2 chilometri che esce dalla base di un cumulonembo in
corrispondenza dell’updraft principale. Il Lowering si forma perché
l'aria più fresca e più umida (contributo di umidità fornito dai
rovesci già in atto) risucchiata dall'updraft condensa ad una quota
inferiore rispetto alla base del cumulonembo in quanto la temperatura di
saturazione (Dewpoint più elevato), nell’area occupata dal Lowering,
viene raggiunta prima ed in conseguenza ad una quota più bassa. La
formazione di un Lowering non presuppone l'esistenza di un outflow
rotante (mesociclone) responsabile dello sviluppo di un Wall Cloud.
Esempio di Lowerign
La
formazione di un Lowering necessita di una di queste due condizioni: 1)
risucchio di parte dell'inflow causato di un intenso updraft. 2)
intensi rovesci di pioggia nel temporale per umidificare l'aria nei
bassi strati. Infatti celle temporalesche che producono rovesci di
pioggia di scarsa consistenza quasi mai producono Lowering. Ogni
piccolo cambiamento nella forza dell'updraft e nell'equilibrio fra
inflow e outflow è manifestato direttamente dalla formazione di questa
piccola e caratteristica nube. Il cambiamento di dimensioni e forma del
Lowering è pressochè infinito ma in base alla sua conformazione si può
affermare quanto segue: ·
Lowering irregolare
significa che l'aria calda (inflow) e l'aria fresca (outflow) si stanno
mescolando in maniera irregolare ·
Lowering aderente alla
base del Cumulonembo e più completo significa che l'updraft è forte,
concentrato e strutturalmente più compatto ·
Lowering circolare indica
che l'aria umida ha avvolto l'updraft quindi esiste rotazione ·
Lowering incompleti,
inclinati, allungati o frammentati denotano deboli updrafts ·
Lowering molto
bassi, grossi, larghi o circolari vanno tenuti sotto controllo
(possibile Wall Cloud) Una
forma incompleta o asimmetrica del Lowering evidenzia un updraft
abbastanza debole e l’impossibilità che la nube evolva in qualcosa di
pericoloso. Al
contrario quando un Lowering diventa completo e circolare prende il nome
di Wall Cloud. Teniamo comunque presente che non tutti i Lowering bassi e
scuri rappresentano un pericolo, come ad esempio quelli che si formano
sul bordo avanzante di un temporale che non potrà mai trasformarsi in
una Wall Cloud. Tuoni
e fulmini sono buoni indicatori, di come potrebbe evolvere la
situazione, se combinati con altre osservazioni. Una cella temporalesca
in fase di crescita avrà la maggior parte dei fulmini davanti all'updraft
principale con scariche multiple e improvvisi incrementi nell'intensità.
Una situazione potenzialmente a rischio si realizza quando fulmini
intensi si abbattono a terra in assenza di precipitazioni e con la
presenza di un Lowering nelle immediate vicinanze associato a calma di
vento a livello del suolo. Questa situazione presenta un potenziale
pericolo dato da un esplosivo updraft che potrebbe dar vita ad un
tornado. |
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La
Wall Cloud (tradotto letteralmente nube a muro) è
una protuberanza nuvolosa che esce dalla base di un cumulonembo
che nasce per il fatto che la corrente discendente all'interno
del cumulonembo (dowdraft), invece di abbattersi al suolo dietro al
temporale come outflow, viene richiamata all’interno della nube
temporalesca da un movimento rotatorio indotto dal mesociclone interno
alla supercella. Parte di quest'aria fredda si infiltra nella corrente
ascendente calda (updraft) ed avvolgendosi a spirale intorno ad essa
viene spinta nuovamente verso l'alto. Poichè il punto di rugiada di una
massa di aria fredda si trova ad una quota inferiore rispetto a quello
di una massa di aria più calda, l'aria fredda infiltrata condenserà ad
una quota altimetrica inferiore formando una Wall Cloud alla base del
Cumulonembo. Indicativamente l'aria fredda viene prelevata da un'altezza
di circa 100 metri ma tuttavia non è da escludere che la Wall Cloud si
possa formare anche al livello del suolo. Questo
tipo di nube si origina esclusivamente in presenza di una supercella
temporalesca in quanto in assenza di un mesociclone non è possibile la
formazione di una Wall Cloud. La Wall Cloud ha un diametro che può
variare ed essere compreso fra 1,5 a 8 chilometri e si forma in
corrispondenza dell'updraft e cioè a sud o sud ovest rispetto all'area
colpita dalle precipitazioni. La Wall Cloud non si forma mai sul bordo
avanzante della supercella temporalesca e per il suo sviluppo occorrono
meno di 10 minuti. Nel
primo stadio di formazione sotto la rain free base (base del cumulonembo
dove non ci sono precipitazioni) non compare nessun tipo di nube.
Successivamente ed improvvisamente si formano a mezz’aria grossi
ciuffi di nubi più basse rispetto alla rain free base. Nel secondo
stadio di formazione si creano altri fractus che salendo si uniscono
alla base del cumulonembo andando a costituire un Lowering che
consolidandosi e prendendo una forma circolare potrà iniziare a ruotare
trasformandosi in una Wall Cloud. La
Wall Cloud è l’estremità inferiore di un mesociclone dalla quale può
formarsi e scendere fino al livello del suolo un tornado o tromba
d’aria, sempre che la Wall Cloud sia rotante. La
velocità di rotazione di una Wall Cloud wall dipende in generale dalla
sua larghezza e dalla sua quota, ma mediamente ogni rotazione impiega un
paio di minuti. Se
prendiamo come esempio una wall cluod del diametro di 2 chilometri e ne
calcoliamo la circonferenza 6,28 chilometri abbiamo che in un minuto
vengono percorsi 3 chilometri abbondanti che corrispondono ad una
velocità del vento all’esterno della Wall Cloud pari a circa 180
Km/h. Le
caratteristiche di una Wall Cloud tornadica sono le seguenti: 1.
vita media superiore ai 10 minuti indipendentemente dalla sua forma che
potrebbe mutare. 2.
rotazione persistente, lenta ma evidente; se la Wall Cloud dovesse
ruotare velocemente significa che un tornado è in fase di formazione. 3.
inflow al livello del suolo da Sud, Sud Est o Est con velocità
superiori ai 20 nodi (35-40 chilometri orari). 4.
rapido movimento ascensionale dei fractus che entrano nella rain free
base. 5.
presenza della Tail Cloud sul lato della Wall Cloud adiacente al settore
dei downdrafts. 6.
presenza di bande laminari (indice di updraft rotante, ovvero del
mesociclone) nel punto d'unione tra la Wall Cloud e la rain free base.
Esempio di Wall Cloud |
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La Tail Cloud è una nube con la caratteristica forma a coda che si presenta come un prolungamento di una Wall Cloud. La Tail Cloud rappresenta la traiettoria che l'aria fredda compie per portarsi dall’area delle precipitazioni piovose alla Wall Cloud attraverso la quale entra nel mesociclone. Normalmente nelle supercelle le precipitazioni si trovano sempre a Nord o Nord Est rispetto all'area delle correnti ascensionali e quindi ne deriva che la Tail Cloud si estenderà in quella direzione. La Wall Cloud assieme alla Tail Cloud indicano l'estensione verso terra del mesociclone. Esempio di Tail Cloud |
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I
meccanismi che innescano la formazione di questa nube sono similari a
quelli che portano alla nascita della Wall Cloud e cioè quando nella
zona di convergenza fra l’updraft (corrente ascensionale all’interno
della cella temporalesca) e l’outflow (corrente discensionale esterna
alla nube temporalesca) si forma una struttura nuvolosa organizzata, la
Inflow Tail appunto, di dimensioni molto variabili, a forma di coda e
che si estende verso il basso sotto la base del sistema indicando,
teoricamente, la zona dalla quale si svilupperà una nuova torre
temporalesca. La formazione di una nube a coda alla base di un sistema temporalesco indica sempre che la situazione che si sta creando è potenzialmente pericolosa e favorevole alla formazione di un tornado che, nel caso in cui dovesse accadere, si svilupperebbe sulla destra dell'Inflow Tail ad una distanza molto variabile che va dal quasi contatto a qualche centinaio di metri verso destra (guardando frontalmente la nube il moto dei venti va da sinistra a destra). Esempio di Inflow Tail |
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La
Shelf Cloud (nube a mensola) è una nube bassa, lunga, a volte arcuata,
orizzontale o a forma di cuneo associata a un gust front temporalesco e
raramente al transito di fronte freddo che non provoca però temporali.
Questa nube viene anche chiamata disco supercellulare quando si forma
sul bordo avanzante (lato orientale) alla base di una supercella. Una
Shelf Cloud si forma quando
l’aria calda ed umida, presente al suolo o nei bassi strati, viene
sollevata dal transito del gust front (outflow) fino alla quota di
condensazione dove prende corpo questa "mensola nuvolosa" a
volte spettacolare ma anche paurosa a causa delle enormi dimensioni,
della sua vicinanza al suolo e del colore molto scuro. Il
bordo avanzante (guardando verso Ovest) della Shelf Cloud ha le pareti
generalmente lisce, striature con la forma di solchi alla base del
Cumulonembo e disposti parallelamente rispetto alla direzione del
movimento della cella temporalesca. Le striature con la forma di solchi
sono causate: dalla differenza di umidità presente nei vari strati
dell’aria ascendente e dalla convergenza delle correnti che si trovano
sul lato anteriore avanzante della cella temporalesca. Il
lato inferiore della Shelf Cloud è in contatto con le precipitazioni ed
appare molto turbolento, incavato verso l'alto, nero e di aspetto
stracciato (fractocumuli). La
Shelf Cloud può dare origini a precipitazioni piovose intense ed in
alcuni casi originare deboli tornado anche se non è provvista di
movimenti rotatori in quanto avanza sotto la spinta dell'outflow ma
senza ruotare. Una rotazione è presente solo dalla base della supercella
a tutto il cumulonembo esclusa l'incudine che invece ha solo un
movimento di espansione. La rotazione della supercella temporalesca crea
delle striature o dei solchi nella Shelf Cloud ma non la fa ruotare in
quanto quest’ultima non è ancorata alla base del cumulonembo ma lo
precede di pochissimo. La base della Shelf Cloud, nella sua parte posteriore, può essere provvista di formazioni nuvolose molto turbolente e spettacolari che prendono il nome di Whale's Mouth. |
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Esempio di Shelf Cloud |
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Esempio di Shelf Cloud arcuata |
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La
Roll Cloud (nube a rullo) è una nube bassa, a volte con forma arcuata,
sempre disposta orizzontalmente, molto lunga e con forma tubolare,
relativamente rara e completamente staccata dalla base del temporale. Il
suo transito infatti può provocare solamente un rinforzo del vento
mentre la cella temporalesca vera e propria, con le sue precipitazioni,
si trova ancora lontano. La
Roll Cloud è associata al Gust Front di un temporale od ad una Squall
Line di un fronte freddo ma a differenza delle nubi descritte in
precedenza non origina mai tornado. La
Roll Cloud può rappresentare l’evoluzione di una Shelf Cloud che
allontanandosi eccessivamente dall’area delle precipitazioni tende ad
assotigliarsi staccandosi dalla base della cella temporalesca. L'autentica
genesi di una Roll Cloud presuppone la vicinanza tra l’updraft e il
downdraft dove l'aria calda ed umida dell'updraft si raffredda e
condensa mescolandosi l'aria più fredda del downdraft. In presenza di
Wind Shear si ha un cambiamento della velocità o della direzione del
vento che può causare una rotazione orizzontale lungo la linea di
convergenza fra l’updraft ed il downdraft materializzando così una
Roll Cloud. In
assenza di Wind Shear, invece, questa rotazione non si sviluppa ed ecco
che potrebbe formarsi una Shelf Cloud. La
quota a cui una Roll Cloud si forma dipende dalla natura del fenomeno
che l’ha generata e nello specifico si ha che: la
base è molto bassa se la Roll Cloud è stata generata da un temporale
pre-frontale o dal transito di una goccia fredda in quanto nei bassi
strati ed in prossimità del suolo è presente una gran quantità di
vapore acqueo la
base è relativamente alta se la Roll Cloud è stata generata da un
temporale da occlusione fredda in quanto l’aria calda ed umida si
trova a quote intermedie durante la fase occlusiva iniziale ed a quote
piuttosto alte quando l’occlusione è in una fase avanzata. La
direzione del suo spostamento in genere segue quella del fenomeno che
l’ha generata. Esempio di Roll Cloud |
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Il funnel cloud è una colonna d'aria in rotazione, osservabile come una nube ad imbuto (chiamata anche proboscide), che scende dalla base di un cumulonembo ma non arriva in contatto con il terreno. Il fatto che la sua parte visibile si poco estesa non significa che il vortice d'aria non è in contatto con il terreno. La funnel cloud è la manifestazione visibile di un tornado che si forma quando l'umidità dell'aria nei bassi strati è molto alta tale da permettere lo sviluppo della nube ad imbuto. Se al contrario l'aria nei bassi strati non è molto umida la nube ad imbuto non si formerà ma il vortice di aria sarà ugualmente attivo anche se invisibile. L'opinione comune secondo cui il cono della Funnel cloud è costituito da polvere sollevata da terra non rispecchia la realtà perchè si tratta di una nube a tutti gli effetti formata da goccioline d'acqua. L'aria
calda e umida viene risucchiata nella parte inferiore del vortice e,
poichè all'interno della tromba d'aria la pressione è molto
bassa, si espande. Questa espansione ne provoca il raffreddamento
e quindi la condensazione che libera calore latente contribuendo al
mantenimento del vuoto parziale all'interno della tromba. Questo ciclo
continuamente attivo durante la vita di un tornado dà luogo a un
processo di condensazione violento e tumultuoso. |
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