LA VITA
CRONOLOGIA
1967: Il 19 Ottobre nasce a Sesto San Giovanni, comune dell'hinterland milanese, Massimiliano Giovanni Caniato.
1986: all'età di diciotto anni, con la maglia dell'Inter Primavera vince il prestigioso Torneo di Viareggio. A maggio, nei quarti di finale di Coppa Italia esordisce in panchina nell'Inter: è il secondo di Fabrizio Lorieri. Partecipa alle qualificazioni mondiali dell'Italia juniores.
1987: dalle giovanili dell'Inter passa al Licata di Aldo Cerantola, serie C/1 girone B, dove conquista la promozione in B senza mai giocare una partita: è il secondo di Emilio Zangara.
1988: una figura importante nella carriera di Caniato: è Gianfranco Motta, allenatore dell'Oltrepò, matricola in C/2, che gli offre l'opportunità del primo campionato da titolare. A ventun'anni disputa un torneo eccellente, che gli vale il passaggio all'Alessandria.
1989: con i grigi, un campionato da protagonista, ma sfortunato: l'Alessandria retrocede in C/1, ma è in questa stagione che Caniato stabilisce il suo record di presenze, finora, assoluto: 31.
1990: con l'ambizioso Monza, neoretrocesso dalla B, un anno alterno: cambio di allenatore e conclusione a ridosso delle "grandi". Il 7-5-1991 subisce a Pavia un'operazione al menisco.
1991: torna all'Inter (è il terzo portiere dopo Zenga e Abate) e fa un'apparizione in panchina (contro il Torino) prima di essere ceduto al Venezia. I lagunari, neopromossi in B, sono in gravi difficoltà; Caniato, titolare fisso sia con Marchesi che con Zaccheroni, partecipa attivamente alla salvezza strappata all'ultima giornata e merita l'opportuna riconferma.
1992: campionato sfortunato e, complessivamente, deludente. Caniato è titolare nel Venezia e sfodera prestazioni di grande padronanza tecnica, ma la squadra, raggiunto il primo posto all'11° giornata, crolla; Zaccheroni viene cacciato e poi ripreso; Caniato, negli ultimi due mesi, subisce un infortunio che gli fa saltare le ultime partite.
1993: l'anno dell'esordio in A. L'Udinese di Azeglio Vicini lo acquista dal Venezia per affidargli la maglia da titolare, ma l'infortunio lo costringe a farsi scavalcare da Battistini. Conquistata la maglia da titolare, dopo l'esonero di Vicini, l'arrivo di Fedele ed alcune prove opache di Battistini, subisce, dopo appena cinque partite, un nuovo infortunio che gli fa perdere definitivamente il posto.
1994-1995: Rimasto all'Udinese conquista, nel giugno '95, con Giovanni Galeone, dopo l'allontanamento di Fedele, la promozione in A. E' il secondo di Battistini, ma gioca la partita di Ascoli, quella della matematica promozione in A.
1995: Rimasto senza squadra, si allena con la Solbiatese e, disperato perché non trova posto, è disposto, pur di giocare, ad accettare le offerte del Varese, che milita in C/2. Ma l'infortunio di Biato, portiere del Torino, libera un posto in A. L'esonero dell'allenatore dei granata, Sonetti, provoca l'avvento di Scoglio, che lancia Caniato come portiere titolare. Un nuovo infortunio, subito contro il Napoli, lo toglie di mezzo nelle ultime partite: la squadra retrocede.
1996: torna all'Udinese, dove ritrova Zaccheroni. Inizialmente è il terzo portiere e passa alle cronache perché è il giocatore che riceve il minimo di stipendio (un milione e duecentomilalire). Poi, gli infortuni di Turci e l'insicurezza di Battistini, gli permettono di giocare cinque partite, in cui mostra classe e sicurezza, rilevate soprattutto nella gara di Parma.
1997: Complice la scarsa forma fisica di Turci, Zaccheroni medita di lanciarlo come titolare. Come tale, Caniato gioca le amichevoli di precampionato ed all'esordio è lui in porta contro la Fiorentina. Basta una tripletta di Batistuta, per convincere Zaccheroni a retrocederlo in panchina e quindi in tribuna.
1998: nel corso della stagione 1997-1998 passa dall'Udinese al Chievo, seconda squadra di Verona, dove l'allenatore Silvio Baldini lo utilizza, finalmente come portiere titolare. Gioca buone partite, ma subisce ben tre infortuni e il suo campionato si conclude con due mesi d'anticipo.
1999: si ritrova senza squadra e, quando nella Roma s'infortuna il portiere titolare Konsel, Zeman si rifiuta di prenderlo come secondo di Chimenti. Accetta, allora, come mossa della disperazione, la chiamata del Chiasso, modestissima squadra della serie B Svizzera. Gioca sette partite, benissimo, ma la squadra retrocede.
2000: resta a guardare per tutta la stagione 1999-2000, si allena tra i disoccupati di Coverciano e la sua carriera sembra definitivamente compromessa. Invece, nell'allestire la squadra della Pro Patria 2000-2001, Gianfranco Motta, il primo allenatore a credere seriamente in lui, si ricorda di Caniato e lo chiama a Busto Arsizio. Noi tifosi non finiremo mai di ringraziarlo.
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