Galahad era il figlio
di Lancillotto e della Principessa del Graal, una donna di nome Elayne,
discendente di Giuseppe d'Arimatea. Elayne era stata amata da
Lancillotto perché portato a credere che fosse Ginevra.
Galahad è il
predestinato a ottenere quello che suo padre né altri riescono a
raggiungere: il Graal: egli rappresenta il cavaliere senza macchia e
senza peccato destinato fin dalla nascita a riuscire nella Ricerca.
Il compito di Galahad
è quello di compiere i misteri della Ricerca, così come Cristo compì
quelli del suo ministero. Così è descritta la sua morte: "Egli si
inginocchiò davanti alla Tavola del Graal, recitò le sue preghiere e
poi improvvisamente la sua anima si separò dal corpo e una grande
moltitudine di angeli la portò nel cielo sotto gli occhi dei suoi
compagni". L'ultimo suo pensiero è di chiedere ai compagni "
ricordatemi a mio padre e appena lo vedete invitatelo a ricordarsi di
questo mondo incerto".
Galahad è ciò che è
anche per la sua umanità nel contesto di una predestinazione che lo
rende divino.
Una curiosità a proposito di Giuseppe
d'Arimatea: egli avrebbe portato il Graal in Inghilterra, dove avrebbe
fondato la prima chiesa, celtica, prima che fosse costituita la
Chiesa di Roma. In più di un Concilio perciò i vescovi britannici
posero la questione della priorità della loro Chiesa rispetto alla
Chiesa di Roma, ma vennero considerati eretici. Pelagio, il teologo che
sosteneva che l'uomo può da solo raggiungere la salvezza
indipendentemente dalla grazia divina, era probabilmente di origini
britanniche. E se andiamo a vedere tra i celti e nella tradizione
pre-Galahad del Graal, c'è sempre stata la tendenza alla ricerca
indipendente della salvezza.