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CASTELDIMEZZO
(Provincia di Pesaro) |
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Casteldimezzo (ex
Castrum Medi, denominato anche Galliolo o Gaiola o Garzoleto o
Castel
Bernardo)
si trova a
200 metri di altezza circa sul Monte San Bartolo, nella provincia di Pesaro ai
confini con la provincia di Rimini.
E' stato un castello conteso
nella storia tra la chiesa Ravennate e di Pesaro, successivamente governato dai
Malatesta, dagli Sforza e dai Della Rovere. Si ricorda che nel 1517, dopo le
intense preghiere degli abitanti, il paese fu risparmiato dalle truppe di Lorenzo
di Pietro dei Medici, accampate nei pressi.
Divenne
comune dal 1929.
Le mura, non restaurate, sono
ancora oggi ben visibili.
Il
luogo su cui sorgeva la rocca è attualmente occupato da un ristorante.
La chiesa dei Santi Apollinare e
Cristoforo è meta di pellegrinaggi per la presenza di un crocifisso ligneo di
scuola veneta del XV secolo.
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SANTUARIO DI CASTELDIMEZZO |
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La chiesa, di origine molto
antica e di struttura romanica, è ubicata in una piccola piazza entro la cinta
muraria ed è dedicata ai martiri S. Apollinare e S. Cristoforo.
Più volte rimaneggiata, la sua struttura è giunta fino ai nostri giorni
in buono stato di conservazione;
La
facciata in stile romanico, mancante del rosone centrale, ancora evidenzia le
tre arcate di cui è formato l'interno, completamente trasformato: l'ultima
ristrutturazione è stata effettuata intorno al 1980.
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Campanile
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Il campanile, rifatto nel 1957 perchè colpito da un fulmine, ha mantenuto
anch'esso la sua forma originaria.
Degli antichi quadri ed arredi rimane soltanto la tavola, un tempo sull'altare
maggiore, in cui è dipinta la Madonna con i due santi titolari della chiesa (S.
Apollinare e S. Cristoforo), opera del pittore Francesco Zagarelli (1470-1531),
della scuola del Giambellino, molto probabilmente commissionata nel 1494 da
Giovanni Sforza in occasione delle sue nozze con Lucrezia Borgia: il dipinto è
stato restaurato nel 1966
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Crocifisso
E' rimasto anche un crocifisso ligneo risalente ai primi del 1400, scolpito da
Antonio di Buonvicino o Bonverin e dipinto dal veneziano Iacobello del Fiore,
come si legge nella targhetta inchiodata alla base in cui sono scritti i nomi
degli autori.
La storia del crocifisso è descritta in una lapide datata 1652 e collocata
all'interno della chiesa: in breve esso fu trovato nella zona del Porto della
Vallugola attorno ai primo del 1500 in una cassa trasportata a riva dalle onde.
Nel 1518 la popolazione eresse
nella chiesa una cappella dove ripose il crocefisso ed appose una lapide, poichè
la leggenda popolare vuole che esso sia dotato di poteri miracolosi, la cui fama
aveva superato i confini del ducato.
La chiesa conserva alcuni ex voto
legati alla attività marinara, una volta molto importante per i residenti.
Il Crocifisso è stato restaurato
nel 1968.
S. Massimiliano Kolbe
Opera in legno ('azobhé') del
Maestro Loreno Sguanci (1982)
Memoria e venerazione di tutti i Martiri del secolo XX,
con l'opera dedicata a Massimiliano Kolbe che ha offerto la sua vita
per amore, da vero discepolo di Cristo.
Santa Vittoria Martire
Nel Sec XVI nelle Catacombe di Roma furono scoperte le
Reliquie di molti Martiri (Cristiani uccisi per la propria fede) del tempo delle
persecuzioni della prima epoca del Cristianesimo e furono affidate per la cura e
la venerazione agli Enti religiosi che ne facevano richiesta.
I resti di uno di tali martiri furono affidati al
Monastero pesarese delle Monache Benedettine.
Nel 1871 il Governo dell'Italia appena unita si appropriò
del Monastero delle Benedettine e ne chiuse la chiesa: le Reliquie di S.Vittoria
furono consegnate dal Vescovo Mons. Clemente Fares al Santuario di Casteldimezzo
e per l'occasione fu rifatto il vestito attuale del Simulacro che racchiude le
S. Reliquie.
Una tale Vittoria Severini eseguì l'intero lavoro della
sistemazione delle Reliquie alle quali pertanto fu dato il nome di 'S.
Vittoria'.
In ricordo di tale avvenimento, nel 1871 fu posto un
documento all'interno dell'urna,
scritto dal Vescovo di Pesaro
Clemente Fares. (Nell link sopra è possibile leggerne la traduzione)
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