Che cosa c’è da vedere a Montemilone? Ci sono diverse testimonianze del passato che, sicuramente, meritano una certa attenzione. Prima fra tutte il Santuario della Gloriosa che dista dal paese circa 3 chilometri. Nella stessa zona, ci sono i resti dell’acquedotto romano. Intorno al paese c’è il bosco, che ospita alcune fontane, meta di picnic nei giorni di primavera. Molte e caratteristiche sono le fontane, sia in paese che nella campagna circostante, ove, fra l’altro, si trovano diverse masserie, testimonianza di un passato e di un presente di prevalente tradizione agricola. Montemilone ha due chiese attualmente aperte al culto dei fedeli (oltre al Santuario della Gloriosa "Madonna del Bosco"), la Chiesa Madre dedicata al Patrono Santo Stefano, e la Chiesa dell’Immacolata Concezione. La vecchia Chiesa del Purgatorio, sconsacrata negli anni cinquanta, recentemente ristrutturata, è stata adibita a biblioteca comunale. Nella Piazza degli Emigranti, antistante la Chiesa Madre, sulla facciata di un palazzo, si può vedere un murale, raffigurante scene di emigrazione. Nel centro antico del paese, si erge la Torre dell’Orologio, nella Piazza del Vecchio Municipio. Il locale Monumento ai Caduti commemora i montemilonesi caduti in guerra. Diverse sono le case antiche che ancora si possono vedere nei vicoli del centro storico. Andando verso Minervino Murge, ci si imbatte nella Diga costruita sul torrente Locone.
La
Chiesa Madre è
dedicata a S. Stefano, patrono del paese, insieme alla Vergine
Santissima del Bosco. Venne costruita dai fratelli Panzini di Molfetta
tra
il 1857 e il 1861, su una chiesa preesistente, crollata per i terremoti
del 1851 e del 1857. Fu, quindi, completata e abbellita nel 1904 con intonaci
policromi, stucchi e con il campanile. Le intemperie atmosferiche e il
terremoto del 1930, la resero pericolante e, solo dopo un lavoro di restauro
e consolidamento, fu consacrata nel 1939. La Chiesa ha una sola navata,
a croce latina, dietro l'altare maggiore vi è una vetrata, raffigurante
il Santo Protettore. Nel 1946 le decorazioni del Pennino arricchirono ulteriormente
il tempio. Un altro terremoto, quello del 1981, ne ha causato la chiusura
decennale: è stata ristrutturata e restaurata e riaperta al culto,
nuovamente il 26 dicembre 1991.
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Ultime modifiche 22 Aprile 2001