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( da "I segreti dei Samurai "di Oscar Ratti e Adele Westbrook)

I fattori interiori del Karate , e cioe' la stabilita' mentale centralizzata e l'estensione dell'energia coordinata si ricollegano alle antiche matrici nella teoria dell'hara e del ki .

Due dei principali esponenti del karate nipponico Oyama e Yamaguchi ricordano continuamente tali fattori nei loro insegnamenti e nei loro scritti.

"Tutta la mia attenzione ,tutto il mio allenamento , tutto il mio pensiero sono incentrati sul mio addome " (Oyama , "Zen Combat " ,Gluck, 1962).

I metodi di allenamento usati per sviluppare i fattori interiori della centralizzazione e dell'estensione sono sorprendentemente simili nelle due scuole di Oyama e Yamaguchi ed hanno un orientamento inequivocabilmente Zen.

La respirazione per lo sviluppo della potenza coordinata e' considerata da questi maestri importantissima.

"Se non riuscite a padroneggiare il controllo del respiro , non potete far nulla , nel karate, a parte forse qualche trucco sensazionale" (Oyama , "Zen Combat", Gluck 1962)

In effetti , gli speciali esercizi usati in entrambe le scuole sono, come quelli della meditazione, e della concentrazione, adattamenti modificati di quelle antiche dottrine della coordinazione superiore che le arti marziali con le armi hanno impiegato a loro volta nel passato.

"Per il suo allenamento estivo Oyama richiama solitamente circa 125 persone , tra uomini e donne.In montagna fanno corse di parecchie miglia su e giu' per strade molto strette tutte le mattine. Le giornate trascorrono in lunghe sedute di esercizi e di kumite, intervallate da periodi di meditazione zazen" (Black belt , settembre 1966).

"Yamaguchi si reca tra le montagne una volta al mese per fortificarsi spiritualmente e fisicamente. Egli si dedica a sanchin (kata respiratorio) per parecchie ore sotto una gelida cascata. Quando e' lontano da questo ambiente stimolante si alza presto e riesce a compiere un'ora di meditazione e piu' di un'ora di kata da solo ogni mattina ". (Black Belt aprile 1966).

Negli anni sessanta Oyama fece un esperimento , scelse due nuovi studenti , dotati di eguale capacita' . Ne alleno' uno esclusivamente a base di ginnastica e di esercizi , e gli insegno' tutti i trucchi .All'altro fece seguire meno allenamenti fisici, ma gli fece effettuare la meditazione zazen tutti i giorni per mezzora, quando si svegliava e di nuovo la sera, facendolo respirare "fino alle dita dei piedi " e sgombrando la mente. Dopo sei mesi li mise in combattimento uno contro l'altro. Il primo era ingrossato ed aveva acquistato cinque chili in piu', l'altro era diventato piu' scattante. Il pensatore ebbe nettamente la meglio sul giovanotto forzuto" (Gluck , Zen Combat 1962)

Lo stesso punto di vista venne espresso da un illustre istruttore di Aikido, quando dichiaro' che non si dovevano giudicare pigri gli studenti che dedicano alla concentrazione una parte maggiore di tempo, rispetto a quelli che sono attivamente impegnati con le tecniche, gli esercizi fisici e cosi via. Egli si rendeva conto che al momento opportuno i primi potevano spesso fornire prestazioni migliori, che non i secondi perche' avevano lavorato per sviluppare quei fattori interiori di stabilita', di controllo e di energia che sono considerati il fondamento necessario per la tecnica esterna ideale.

"Vi sono molte scuole che insegnano la forma 'morbida' delle arti marziali. Tutte incominciano e finiscono con il ki o energia intrinseca " (Smith, "Secret of Shaolin Temple Boxing" 1964).

"Quando l'energia e' coltivata , viene tenuta in equilibrio dentro al vostro corpo.Allora la vostra mente e' serena ed ogni movimento diviene aggraziato ed armonioso.Quando avete realizzato questo , potete parlare di affrontare un nemico" (Smith, "Secret of Shaolin Temple Boxing").

"Padroneggiare quest'energia significa squarciare il velo dell'ignoto e raggiungere lo stato in cui la vita e la morte perdono le qualita' della paura.Quando arrivate a tanto, una minaccia non vi turba, una tentazione non vi allerta.Diventate veramente padroni di voi stessi" . (Smith, "A complete guide to judo" 1958).

Da questa posizione inespugnabile di indipendenza centralizzata, si puo' controllare con la massima precisione l'energia coordinata ch'i o ki . Per esempio, puo' venire incanalata in direzione di un'attacco o di un contrattacco specifico, Cosa ancora piu' sorprendente , questo ki puo' venire diretto nei canali passivi della difesa pura.

Infatti "puo' essere uno scudo per quasi tutte le parti del corpo. Un pugile puo' dirigere il suo ki alla testa , al petto, all'addomee cosi via… e neppure un colpo sferrato in quel punto con una sbarra di ferro gli causera' dolore". (Smith, "Secret of Shaolin Temple Boxing").

Come si sviluppa nello shaolin questa energia ?

"I polmoni sono riserve d'aria, e l'aria e' il signore della forza.Chi parla della forza deve conoscere l'aria…e' una verita' universale. Buoni polmoni eguale a buona forza. Bisogna imparare a respirare nel modo giusto". (Smith , " Secret of Shaolin Temple Boxing").

 

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