Logo Margherita
Pagina iniziale
Rassegna stampa locale
Rassegna stampa nazionale
Approfondimenti
DIBATTITO SULLA
GUERRA IN AFGHANISTAN

Da FAMIGLIA CRISTIANA del 18 novembre 2001

L'intervento militare e la coscienza dei credenti

É il Vangelo che dice no alla guerra

di mons.Diego Bona

Il dramma della guerra merita di essere guardato con rispetto e attenzione, senza scorciatoie semplicistiche e soluzioni sbrigative. Anche la coscienza cristiana non è mai stata indifferente rispetto a questo tema. Se ne è lasciata interrogare e provocare. La svolta costantiniana introduce sì il concetto della "guerra giusta", ma provoca di fatto la testimonianza profetica di tanti credenti che nel corso della storia hanno affermato con la loro stessa vita la totale presa di distanza dall’uso delle armi e della violenza. Sarà il Concilio Vaticano II a fare eco alla Pacem in Terris di Giovanni XXIII e a chiedere di "considerare l’argomento della guerra con una mentalità completamente nuova".

La riflessione e le prese di posizione di questi giorni pagano un inevitabile tributo a questo percorso della riflessione cristiana sulla guerra. È per questo motivo che la voce dei credenti è diversificata e articolata. Ma la cosa non è nuova. A Massimiliano, disposto al martirio piuttosto che a servire l’imperatore in armi, il proconsole obietta come nella guardia degli imperatori si trovino soldati cristiani. Massimiliano risponderà: "Essi sanno che cosa convenga loro. Tuttavia io sono cristiano e non posso fare del male".

Oggi constatiamo quanto già l’enciclica Evangelium Vitae annotava, ovvero come in questi anni sia sorta una sensibilità nuova che rifiuta la guerra come ingiusta ed inutile. Lo indicano anche le parole coraggiose dei Pontefici. A partire da Pio XII che nel 1955, davanti alla prospettiva della guerra totale, la considera come non più giustificabile; poi, c’è la voce profetica di Giovanni XXIII, per il quale la pace diventa luogo teologico dell’annuncio del Vangelo nel mondo; ancora, il grido di Paolo VI all’Onu, "mai più la guerra!". Fino all’appassionata e insistente esortazione di Giovanni Paolo II sulla guerra "avventura senza ritorno", che anche di recente ha ribadito: "Nel nome di Dio ripeto ancora una volta: la violenza è per tutti solo un cammino di morte e di distruzione, che disonora la santità di Dio e la dignità dell’uomo" (21/10/2001).

La Carta delle Nazioni Unite (1945), la solenne Dichiarazione dei diritti umani (1948) e l’introduzione di Corti di giustizia internazionali per giudicare i crimini contro l’umanità non sono che le ulteriori pietre miliari poste dalla comunità civile internazionale a salvaguardia della pace e a dimostrazione di questa crescita di sensibilità.

Ma le ragioni dei credenti vengono innanzitutto dal Vangelo, che parla di "costruire la pace, non resistere al violento e amare il nemico" (Mt 6): una proposta che segna una netta alterità nei confronti della guerra e svuota ogni tentativo teologico di giustificazione. Puntualmente, ogni guerra dimostra quanto la forza di distruzione superi di gran lunga il bisogno di risolvere la controversia e ci fa constatare come le situazioni non trovino sbocco, ma si aggravino, si pongano le premesse perché nuovi rancori possano alimentare altri conflitti nel futuro.

Viene di qui la grave preoccupazione che nutriamo per la scelta di perseguire il terrorismo con la guerra. Si tratta di un conflitto dai contorni incerti, con inquiete prospettive di spirali di violenza, con le distruzioni e la morte che colpiscono tante persone inermi, senza tener alcun conto degli organismi internazionali, che restano la via maestra.

L’apostolo Paolo esorta alla preghiera per tutti quelli che hanno autorità, affinché si possa vivere una vita tranquilla, in pace (1Tim 2), ma anche noi ne abbiamo bisogno per capire gli eventi che stiamo vivendo. Don Tonino Bello ci ricordava che "è durante il diluvio che bisogna mettere da parte la semente".

monsignor Diego Bona, vescovo di Saluzzo
e presidente Nazionale di Pax Christi




Scriveteci a: margherita.alba@libero.it
Realizzazione del sito a cura di Luciano Rosso