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| Verba Volant - Bon Ton a tavola |
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- Quando lo stile coatto torna di moda, con
le persone che diventano sempre più maleducate e poco
attente al vivere comune, nasce l’esigenza di rispolverare
un po' delle vecchie regole che venivano insegnate in
famiglia, relative alla buona educazione. È vero che in
estate si è portati ad allentare lo stile di vita, facendo
meno attenzione a tanti piccoli aspetti, ma questo non
significa certo che si debbano giustificare comportamenti
inappropriati.
Il galateo della tavola è molto rigoroso e coinvolge non solo il comportamento dei commensali ma anche la disposizione dell’apparecchiatura: il coltello deve stare a destra del piatto con la lama rivolta verso di esso e con accanto il cucchiaio; a sinistra le forchette (una, due, tre, a seconda del Menù); davanti al piatto le posate da dessert dove la forchetta avrà il manico rivolto a sinistra mentre il cucchiaino e/o il coltello saranno posizionati con il manico a destra; davanti alle posate da dessert, partendo da sinistra, i bicchieri, dal più grande per l’acqua fino a quello da dessert. Sarebbe buona norma mettere alla destra dell’ultimo bicchiere un piattino per il pane e una ciotolina d’acqua tiepida per lavarsi le dita a fine portata nel caso questa avesse previsto l’uso delle mani.
Avere una tavola apparecchiata in modo perfetto non basta a renderci dei perfetti padroni di casa; per essere ricordati come tali dobbiamo rispettare delle regole piuttosto severe: dopo aver fatto le dovute presentazioni e assegnato i posti, ricordandosi che il padrone e la padrona di casa siedono sempre a capotavola e che lui avrà a destra l’ospite femminile più importante mentre lei avrà quello maschile, si deve assolutamente evitare di: toccarsi i capelli, parlare con la bocca piena, telefonare, urlare da una parte all’altra del tavolo, fumare, bere con il mignolo alzato, eccetera eccetera!
Considerando che il Galateo ha più o meno 5 secoli e che nel frattempo i costumi sono cambiati (talvolta, oserei dire, persino troppo!) consiglierei a chi vuole far trascorrere una serata piacevole ai propri amici di scegliere un buon menù, un piacevole argomento di conversazione e di sfoderare sempre un bel sorriso … poco male per qualche mignolo impertinente! o un buon appetito di troppo!
Sperando di aver fatto cosa gradita ... auguro a tutti voi un buon appetito.
Ops , dimenticavo che è poco elegante dirlo :-)
| Una curiosità |
- Evitare di dire "Buon Appetito"
- Per comprenderne il perché
bisogna risalire alle origini di questa oggi controversa
formula pre-prandiale, quando nobili, feudatari e signori
avevano una servitù numerosa. Si usava allora, in
determinati periodi dell’anno (come il tempo del raccolto o
per occasioni eccezionali, come grandi battute di caccia
particolarmente fruttuose) dare banchetti anche per i
servitori che solitamente ne erano esclusi e che, al limite,
potevano aspirare agli avanzi. Queste erano invece occasioni
speciali, ideate per ingraziarsi i sottoposti. È qui che
nacque il “Buon appetito” che il padrone rivolgeva al
personale di servizio come buon auspicio per godere della
magnificenza dei suoi doni, di tutta quella merce rara, in
un’epoca in cui certi cibi – se non proprio il cibo in sé -
erano davvero un lusso.
La frase resta comunque una consuetudine privata che in molte famiglie si usa far precedere il pranzo dal “buon appetito” e nessuno ci trova niente di strano o si scandalizza. Nel contesto familiare insomma ognuno segua pure le proprie abitudini. È in un contesto non privato che appare inappropriato, come se si desse dei servi ai commensali, specie se è il padrone di casa a pronunciarlo. - Ma la domanda potrebbe essere: Ma se nessuno dà un segno chiaro di inizio pasto, come si capisce quando cominciare a mangiare? Si aspetta che tutti abbiano il cibo nel piatto questo vale per ogni portata quindi a iniziare sarà l’ospite d’onore, se a tavola c’è un invitato di riguardo altrimenti è la padrona di casa che, dopo essersi assicurata che tutti siano stati serviti e siano sistemati comodamente, sorride e comincia a mangiare.
- Comunque, tornando al buon appetito, a nessuno deve venire in mente che chi lo dice sia un maleducato. Molto peggio stare in silenzio, magari arricciando il naso. In ogni caso se qualcuno ci augura buon appetito si risponde con un sorriso e un grazie altrettanto.