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| Turismo - San Vito Lo Capo |

- Un paradiso naturale, dalla spiaggia
bianca e dalle acque limpide e calme, incorniciato, ai lati,
dalle montagne. Il paese sorge sul promontorio che chiude il
Golfo di Castellammare, a metà strada fra due riserve
naturali: la Riserva dello Zingaro, che si spinge fino a
Castellammare, e quella Monte Cofano, verso Custonaci. Un
piccolo borgo, di recente costruzione, dove trionfano la
natura e la cucina mediterranea.
Il paese è sorto alla fine del 1700 intorno al Santuario di San Vito, che era meta di pellegrinaggio già molti secoli prima. Nel 1300 c’era soltanto una cappella, col tempo ampliata e rafforzata, fino a trasformarsi in una vera e propria fortezza che proteggesse i fedeli dalla scorribande piratesche. Oggi la bella e lunga spiaggia ha fatto di San Vito una rinomata meta balneare.
Il piccolo borgo di San Vito si trova sul promontorio che chiude il Golfo di Castellammare, tra la Riserva Naturale Orientata dello Zingaro e quella di Monte Cofano. Si sviluppa lungo la costa e la sua spiaggia bianchissima la rende, ogni estate, un’ambita meta balneare. Il paese si sviluppò come luogo di ristoro per i pellegrini che arrivavano qui per venerare San Vito Martire. Al culto di San Vito è legata anche la Cappella di Santa Crescenza, posta sulla via per arrivare al paese. Si racconta che fu costruita nel luogo in cui una frana uccise Crescenza, la nutrice del Santo. Fino al 1952, anno in cui divenne comune autonomo, San Vito ha fatto parte dell’ampio agro ericino. Il paese si è sempre dedicato alla pesca e, fino alla metà del 1900, era attiva la Tonnara del Secco per la pesca e la lavorazione del tonno rosso. Piatto tipico della zona è il Cous Cous di pesce, felice risultato dell’incontro fra la cultura araba e la tradizionale cucina locale a base di pesce. - Al Cous Cous è dedicato, ogni anno, il Cous Cous Fest: festival internazionale dove le tradizioni culinarie dei paesi del Mediterraneo, tutte legate al cous cous, si incontrano e si confrontano. A settembre dunque le strade del piccolo borgo si riempiono di buongustai. Le stesse strade su cui si affacciano negozietti, ristoranti, pizzerie e gelaterie che accolgono i bagnanti al calar del sole, quando la spiaggia si svuota. Il territorio intorno è ricco di grotte, che conservano pitture rupestri e incisioni.
| In dettaglio |
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E' il cous cous di pesce il piatto che domina la gastronomia
sanvitese. Da sempre qui si cucina il migliore cous cous ,
impiegando il meraviglioso pesce fresco pescato nei mari del
Capo. In pratica tutti i ristoranti di San Vito sono in
grado di servire piatti di squisito cous cous, condito con
la zuppa ottenuta da scorfani, boghe, saraghi, cernie,
gronghi, ombrine, e saporiti tranci di questo pesce
guarniscono le portate.
Il cous cous è entrato tanto a far parte della cultura del paese, che proprio da questa pietanza è nata la manifestazione internazionale "Cous Cous Fest", che è insieme simbolo di cultura e di fratellanza nel mondo. Il cous cous sanvitese è ormai conosciuto e apprezzato ovunque, e da solo costituirebbe un ottimo pretesto per visitare e conoscere questo posto incantato. -
Più in generale è il pesce a farla da padrone sulla tavola
di San Vito: pesce che si può gustare cucinato in mille
maniere, e che sempre restituisce il sapore del mare pulito.
Così i risotti "alla marinara" e gli spaghetti "ai ricci di mare" sono altri due primi classici della cucina locale; i cuochi però riescono a sbizzarrirsi con tanti altri primi piatti che attingono a piene mani dal mare, come le "cassatelle al brodo di pesce", o la pasta con pescespada, l'aragosta o con la "neonata", solo per ricordare alcune pietanze che qui vanno a ruba. Come secondo piatto c'è solo l'imbarazzo della scelta del pesc con in più gli squisiti "totani" (simili ai calamari), che qui vengono pescati in grande quantità.
Ottimi anche i dolci sanvitesi, molto indicati per concludere un pasto che sarà sempre di enorme gradimento.
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