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Turismo - Erice

 

Maresolecultura - Erice

  • Le origini di Erice sono antichissime e la si vuole fondata dal mitico Erice, figlio di Venere e di Bute, che divenne re degli Elimi, antica popolazione del monte stanziatasi sino alla vicina Segesta. Di tale periodo restano, retaggio possente ed emblematico, con scritte a caratteri pressoché non decifrabili, forse fenicie, le gigantesche mura dette appunto elimo - puniche; infatti i Punici introdussero il culto della dea della fecondità, della bellezza e dell'amore identificata con Astarte e poi commista con la greca Afrodite e quindi con la romana Venere che si chiamava al monte marinai e pellegrini che, unendovi alle Ierodule (le sacerdotesse della divinità) in atto di amore, recavano alla dea donativi d'ogni tipo: celebre fu infatti nell'antichità il culto della Venere ericina, praticato nel recinto del tempio ancora oggi esistente, e che, divenne più tardi in epoca normanna, palazzo e sede del governatore (Baiuolo); non a caso il bellissimo giardino all'inglese sito proprio sulla vetta è detto Balio.
    Erice è centro storico e città d'arte di eccezionale interesse. Da sottolineare le sue strade acciottolate, l'impianto urbanistico particolarissimo, che sottolinea l'esigenza di una popolazione che doveva vivere su un territori ristretto, a forma triangolare e con dislivelli anche notevoli: a ciò e dovuta la tortuosità delle strade stesse e le strette "vanelle", passaggi così stretti da consentire il transito di un solo uomo. Oltre alle strade, l'aspetto tipico della cittadina, sono i piccoli cortili, quasi tutti fioriti e dotati di piante, che avevano la funzione di dare spazio ed aria, vita alla famiglia ericina abituata a vivere all'interno della casa piuttosto che all'esterno.
    Dal punto di vista turistico Erice è considerata capoluogo di un notevole comprensorio turistico che va fino a Trapani, alle isole Egadi, a Segesta, a San Vito, a Mozia e poi ancora a Marsala e a Selinunte.

In dettaglio
  • I monumenti di particolare rilievo: oltre al castello di Venere già detto, la torretta Pepoli e le torri del Balio; le antiche e pregevoli chiese, tra cui la Matrice del XII sec, San Giuliano, San Giovanni, San Martino, Sant'Orsola o Addolorata, sede dei gruppi dei "Misteri", e la chiesa del Carmine adiacente al palazzo Militari, utilizzando recentemente per mostre, esposizioni e conferenze. Di particolare interesse tante case patrizie e palazzotti di vari stili architettonici (gotico, chiaramontano, barocco, rinascimentale), i caratteristici cortiletti e le strade, tutte acciottolate in un disegno particolare e gradevolissimo che ha fatto di Erice uno dei posti più suggestivi del mondo. Degni di accurata visita sono poi il Museo Cordici in piazza Umberto I, e il museo agro-forestale in località S. Matteo.

 

  • Monte Erice è stato, sin da tempi antichissimi (preistorici), sede di un culto in onore di una dea che fu simbolo, prima, della fecondità, e poi anche dell'amore e della bellezza. L'aspetto del monte, che sembra più alto di quanto in realtà non lo sia (m. 756, cfr. Strabone, VI 2 6) e che spesso è avvolto sulla cima da una nebbia che lo rende ancora più misterioso (alla stregua del famoso Olimpo, considerato dai Greci la sede dei loro dei), ha favorito senza dubbio la nascita di questo culto, forse per la correlazione che gli antichi supponevano tra l'acqua e la fecondità Il culto è attestato da parecchi autori: oltre a Strabone sopra citato.