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Cultura - Musei e Mostre

 

  • All'interno del Castello, per iniziare, si può visitare il Museo dell’Acqua e dei Mulini che prende le sue mosse dal progetto ARAMIS, un progetto europeo che, più che fisico-reale, deve meglio intendersi come progetto “concettuale” dato che è suo scopo, con la ricerca e lo studio, mettere in evidenza – oltre la matericità delle costruzioni – la stretta relazione tra uomo e macchina, tra sviluppo di questa e sviluppo del primo. Ecco quindi il centro scientifico-museale allestito nel castello che rende pubblici i risultati di un lungo lavoro di studio e documentazione sui materiali e sulle macchine debitamente restaurate. In questa sezione del polo museale, utilizzando sistemi di comunicazione didattici, anche mediante l'ausilio di tecnologie multimediali (video, diapositive, testi e foto) di impatto sull'immaginario e sulla memoria collettiva dei fruitori, sono esposti differenti attrezzi, delle tecniche agricole e dei modi di vivere antichi del territorio, ma soprattutto potrà diventare uno stimolo per gli abitanti della zona a riflettere sulla propria identità culturale. I visitatori del Museo dell'Acqua e dei Mulini possono appropriarsi di queste realtà architettoniche e territoriali che costituiscono le testimonianze di un vasto processo storico di antropizzazione della campagna europea.

    Connesso con il Museo dell’Acqua e dei Mulini è il Museo delle Attività Produttive (Fondazione “Annalisa Buccellato”), le cui sale conservano oggetti di uso quotidiano per quelli che furono fabbri, calzolai, muratori, falegnami, bottai e conciapiatti di un tempo. E insieme con i loro ferri del mestiere, anche gli utensili necessari alla coltivazione dei campi, per lo più seminati a cereali, tra cui non mancano gli attrezzi per la coltivazione della vite e dell’ulivo. Scopo principale di detto museo è conservare la memoria del passato per suggerire gli stretti legami intercorrenti tra vecchio e nuovo nella consapevolezza di una continuità tra ciò che è e ciò che è stato”.

    Il Museo Archeologico presenta ai visitatori, tra l’altro, i ceppi d’ancora e le anfore da trasporto risalenti al periodo romano, a testimonianza del fatto che il sito è stato l’importantissimo emporio segestano di cui hanno parlato grandi storici del passato (Tucidide, Stradone, Cluverio…), fino a Pietro Longo che spiega: «(…) il sito di esso senza meno era quello istesso che al presente viene occupato dalla terra di Castello a Mare del Golfo; che un tempo dicevasi Seno Egestano, distante da Segesta circa cinquemila passi verso il Settentrione, poco lungi dalla foce del fiume Crimiso. Questo si è il comune sentimento degli Eruditi, sostenuto da vari contrassegni, troppo manifesti; primieramente quivi trovasi una Cala, sufficiente a mantenere il traffico del Caricatore di frumento, di vino, e di molti altri generi di commercio, che si fa colle estere Nazioni. Inoltre la qualità del luogo, dalla natura stessa fortificato, è tutto isolato, in maniera che per via di un ponte si unisce al continente; la fortezza, che si erge sopra un'alta rupe, in cui vanno a spezzarsi l'onde adirate del mare di tramontana, sono i caratteri più chiari del sito di questo emporio». (Ragionamenti Istorici sulle colonie dei Troiani in Sicilia, VII, cap. XIX, pag. 116 - Palermo 1810).»

    Ovviamente, le memorie mediterranee non possono prescindere dalle tradizioni legate alla pesca cui è dedicata l’intera sezione del Museo delle Attività Marinare. Al suo interno una interessante collezione di attrezzi per la pesca del tonno e strumenti per la navigazione in queste “trafficatissime” acque, solcate in lungo e in largo da flotte commerciali e da branchi di tonni che, in epoche remote, fecero la fortuna di piccoli villaggi come Scopello, florida antica tonnara.

    Alla pesca del tonno è legata buona parte delle tradizioni locali, e per meglio spiegare quanto debba a questo argenteo pesce la gente di Sicilia nel museo è stata allestita una sezione contenete pannelli illustrativi con foto, disegni, mappe e relazioni, soprattutto per spiegare il più chiaramente possibile l’ingegneria della tonnara, la sua geniale costruzione che ha avuto in epoca araba la sua definitiva “omologazione”.

    Per le ricette sui mille modi di cucinare il tonno… qualunque donna siciliana è in grado di darvi informazioni utilissime! Completano il polo museale una attrezzatissima sala conferenze dedicata alla memoria storica, la sala dedicata ai beni culturali e paesaggistici della città e del suo territorio e n° 2 sale dedicate agli eventi culturali e di spettacolo di maggiore rilievo: la sacra rappresentazione “Nostra Principalissima Patrona” e “Castellammare sul set” film, fiction, spot pubblicitari e reality girati a Castellammare.

Polo museale “La Memoria del Mediterraneo”
apertura dal lunedì al venerdì dalle ore 09,00 - 13,00 / 15,00 - 19,00  Festivi chiuso


Punto informazioni turistiche
apertura dal lunedì al venerdì dalle ore 09,00 - 13,00 / 15,00 - 19,00 Festivi chiuso

 

 

Progetto ARAMIS
  • Il progetto ARAMIS si colloca tra quei piani scientifico-operativi tesi al recupero integrale delle testimonianze umane dei secoli passati, attraverso lo studio e la valorizzazione di tutto ciò che caratterizza un ambiente storico-geografico in una certa epoca (manufatti edilizi, espressioni della cultura materiale, usi sociali ed economici). In questo caso, la ricostruzione di quei sistemi insediativi diffusi avrà un carattere transnazionale, partendo dal lavoro di storici ed architetti di vari Paesi europei che si interessano di architettura minore di origine araba. Nel corso di queste ricerche, dedicate principalmente allo studio di sistemi di irrigazione e alla documentazione di mulini ad acqua, sono emersi distintamente tre aspetti: edifici rurali e strutture di quell'epoca sono presenti in quasi tutti i territori dell'Europa mediterranea; tipologie edilizie e tecniche costruttive per la loro edificazione non sono variate nel tempo; l'utilizzo di questi mulini, che per secoli hanno mantenuto una forma sostanzialmente immutata, è continuato fino a pochi decenni fa.
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    Da queste osservazioni è nata l'idea di documentare in maniera integrata questo patrimonio comune a molti Paesi europei, costituito da sistemi di irrigazione agricola; reti di canalizzazioni d'acqua e mulini idraulici realizzati in Europa dalle popolazioni arabe. Questa azione verrà attuata attraverso la raccolta e la classificazione di tutti gli studi esistenti, ma soprattutto attraverso campagne di documentazione, rilievi architettonici e schedatura informatizzata di infrastrutture, edifici e macchinari, nelle varie regioni. In un prossimo futuro si pensa di estendere questo scambio scientifico a quei Paesi del Magreb, come la Tunisia e il Marocco, da cui partì questa cultura più di mille anni fa. La fase attiva del progetto ARAMIS prevede la realizzazione di un "sistema museale transnazionale" costituito da "poli monumentali", mediante il restauro di mulini, e "poli di documentazione" allestiti all'interno dei mulini stessi o in sedi museali in prossimità.
  •  Un primo recupero di mulino riguarderà due edifici nella valle di Lecrín, in Andalusia, che fanno parte di uno stesso sistema idrico ed erano utilizzati per la molitura delle olive e della farina. Il primo centro di documentazione sarà invece un "museo dell'acqua e dei mulini" allestito nel castello arabo normanno di Castellamare del Golfo, in Sicilia. Avrà carattere di museo-laboratorio con sale per l'esposizione dei risultati delle ricerche e di alcune antiche macchine molitorie recuperate sul territorio e restaurate. Un grande ambiente sarà destinato ad accogliere la ricostruzione didattica di un mulino. Costituirà anche il primo centro per la catalogazione di questo patrimonio e per lo scambio telematico delle ricerche sul tema. In tale maniera si svilupperà, tra i vari partner, il confronto di metodi e tecniche per lo studio e la conservazione di questo insieme di edifici e di infrastrutture. Si attuerà così una cooperazione internazionale allo scopo di realizzare una rete informatica permanente tra partner, e verrà definito un comune approccio alla valorizzazione di questi beni.

  • Da queste considerazioni emerge che ARAMIS si propone come un "progetto culturale aperto", di durata pluriennale. Il progetto ha l'ambizione di divenire esso stesso una risorsa culturale europea, con il suo carattere di documento e veicolo di comunicazione, in una rete storica, scientifica e didattica.