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La maggior parte delle idee in esse contenute si sono rivelate nel tempo infruttuose e praticamente inutilizzabili. A che pro diffonderle?
Credo sia superfluo oggi ragionare troppo di metodologia nella didattica musicale. La priorita' andrebbe invece ad alcuni fondamentali problemi di tipo organizzativo alla soluzione quali invece non vedo nessuno seriamente intenzionato a mettere mano.
Tanto per capirci:
La responsbilita' dell'educazione musicale nella fascia di eta' compresa tra i 4 e i 10 anni sta in capo alle maestre. Le quali, salvo rarissime eccezioni, non sono in grado di svolgere questo compito. Le scuole piu' sensibili al problema richiedono l'intervento di esperti esterni, che pero' vengono pagati a parte e, nella situazione attuale, la cosa risulta sempre piu' difficoltosa, perche' i soldi disponibili sono sempre meno. Si tratta comunque iniziative lasciate alla buona volonta' delle singole scuole, condotte senza nessun criterio comune e affidate a 'esperti' di estrazione eterogenea e la cui idoneita' all'insegnamento non e' in alcun modo garantita: ce n'e' di bravissimi e di assolutamente inadatti. In ogni caso l'idea di assumere in modo precario qualcuno che vada a svolgere un lavoro che i detentori del posto fisso dovrebbero svolgere e invece NON svolgono per manifesta incapacita' mi sembra assolutamente demenziale. E' d'altra parte vero che gli insegnanti di scuola materna ed elementare hanno nella loro formazione un non indifferente numero di ore dedicate all'educazione musicale, ma i risultati sono fallimentari. Evidentemente la formazione non viene affrontata nell'unico modo possibile, che consisterebbe semplicemente nel far si' che gli insegnanti preposti all'insegnamento della musica oltre ad avere, ovviamente, una buona formazione di tipo psicopedagogico divenissero essi stessi musicisti. Per meglio dire occorrerebe anzi che fossero gia' musicisti, siccome non si puo' certo aspettare l'eta' della scuola superiore per iniziare a praticare musica. Altri percorsi seri per formare gli insegnanti non esistono, che io sappia.
L'unica struttura preposta all'insegnamento dello strumento musicale in giovane eta' e' l'Indirizzo Musicale all'interno della Scuola Media. Struttura inadeguata in quanto carente della necessaria flessibilita': e' presente solo in alcune (poche) scuole, dove si inizia lo studio dello strumento musicale a 11 anni. Perche' 11? Qual'e' la motivazione pedagogica? Non esiste. Si comincia a 11 anni perche' a quell'eta' si passa nella dalla Scuola Primaria alla Secondaria. Semplicemente ridicolo. Nessun percorso precedente, proseguimento degli studi avvolto nelle nebbie della riforma dei Conservatori, Licei Musicali eccetera, nei quali la situazione al momento e' di estrema confusione. La fruizione di quest'offerta inoltre e' largamente casuale: gli iscritti all'Indirizzo Musicale provengono per la stragrande maggioranza dall'area di utenza della scuola. In altre parole: frequentano i corsi di strumento musicale quelli che se li ritrovano nella scuola dove stanno. Gli altri, in genere, no. Magnifico, vero?
Inoltre una seria riflessione andrebbe fatta anche sull'alta percentuale di abbandono della pratica musicale dopo la Scuola Media. Sto parlando di pratica musicale anche amatoriale, naturalmente. Evidentemente vengono trasmesse alcune abilita' e conoscenze, ma ben poco amore per la musica. Non si vuole qui colpevolizzare nessuno, ma il problema esiste, ed e' un indicatore che mostra chiaramente la scarsa efficienza di tutto il percorso formativo in materia di musica (anche se "formativo" mi sembra in questo caso una parola un po' troppo grossa ... e anche "percorso", adesso che ci penso).
In questa situazione discettare in modo più o meno sofisticato di metodi di insegnamento, percorsi di formazione et similia mi sembra solo un modo per fare i fighi lasciando intendere che tutto va per il meglio e che dunque non è il caso di essere pessimisti. E' un giochino divertente e abbastanza praticato (c'è perfino chi ci sbarca il lunario) ma devo dire che al momento non mi diverte molto.