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MARCELLO MURTAS

CARATTERISTICHE DI UN SONETTO

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Il sonetto è un breve componimento poetico, tipico soprattutto della letteratura italiana.  Nella sua forma tipica, è composto di quattordici versi endecassillabi raggruppati in due quartine a rima alternata o incrociata e in due terzine a rima varia.

LE ORIGINI

Si ritiene che esso sia stato inventato da Jacopo Da Lentini verso la metà del duecento sulla base di una stanza isolata di canzone, in modo che la struttura metrica formata da quattordici versi endecassillabi suddivisi in due quartine e due terzine sia identica a quella di una stanza con fronte di due piedi e sirma di due volte senza concatenazione.

LA STRUTTURA METRICA

Molto vario è lo schema ritmico del sonetto, quello originario era composto da rime alterne ABAB.ABAB sia nelle quartine che terzine CDC.DCD, oppure con tre rime ripetute CDE.CDE.
Quello in vigore nel Dolce Stil Novo introduceva nelle quartine la rima incrociata: ABBA/ABBA, forma che in seguito ebbe la prevalenza. Il sonetto è pertanto un genere poetico che ha capacità poliedriche e risponde a funzioni diverse.

Le varianti metriche del sonetto sono molte:

  • Corona di Sonetti

Si indica così quel componimento formato dall' unione di più sonetti su uno stesso argomento; nelle corone più ampie e complesse il sonetto è utilizzato come se fosse la semplice stanza di un poema. Ci sono poi alcuni tipi particolari di "corona": Quella formata formata da 14 o 15 sonetti dove togliendo il primo verso di ognuno si ottiene un altro sonetto ulteriore; e quella dove l' ultimo verso di ogni sonetto costituisce il primo del verso successivo (Questo tipo di concatenazione richiama molto da vicino il rondò, componimento in cui l' ultimo verso della prima stanza è ripreso quale primo della seconda).

  • il Sonetto caudato

Questa variante si sviluppò nel sec. XIV, si tratta di un sonetto a cui viene aggiunta una "coda", solitamente costituita da un settenario in rima con l' ultimo verso del sonetto, ed un distico di endecassillabi a rima baciata. Per ogni coda successiva alla prima il settenario rima con l' ultimo verso della coda precedente. La "coda" non ha una lunghezza definita, si va da tre versi a molte decine; quando la lunghezza si faceva esorbitante il "sonetto" era detto "sonettessa" . Il sonetto caudato ha avuto successo specialmente nello stile comico-realistico, e la sua fortuna dura fin quasi ai giorni nostri.
Schema d'esempio: ABBA ABBA CDC DCD dEE eFF fGG (ecc...)

  • Sonetto rinterzato

Ideato probabilmente da Guittone d'Arezzo è un sonetto in cui vengono inseriti settenari dopo i versi dispari delle quartine e il primo e il secondo verso delle terzine. Secondo lo schema: AaBAaB, AaBAaB, CcDdC, DdCcD.

  • Sonetto minore e Sonetto minimo

Questo sonetto utilizza versi più brevi dell'endecassillabi : generalmente settenari. Se il sonetto prevede versi ancora più brevi come quinari, si chiama sonetto “minimo”. Benché all'epoca della loro introduzione queste varianti ebbero scarso successo goderono di buona fama tra i poeti del Novecento.

  • Sonetto continuo

in questo caso le rime delle quartine sono riprese anche dalle due terzine. Schema d'esempio: ABBA ABBA BAB ABA

  • Sonetto misto

Sonetto di endecassillabi e settenari disposti simmetricamente, secondo lo schema aBbA , aBbA , CdC , DcD .

  • Sonetto doppio

Ha un settenario dopo ogni verso dispari delle quartine e dopo il secondo delle terzine "Signor senza pietansa udit ho dire" del pisano Pucciandone Martelli
con schema AaBAaB AaBAaB CDdC CDdC ) Molto simile al sonetto rinterzato

  • Sonetto Ritornellato

In auge praticamente solo nel XIII secolo; è un sonetto alla cui fine si aggiunge o un endecassillabo in rima con l' ultimo verso (detto ritornello) o una coppia di versi endecassillabi a rima baciata che non riprendono le rime del sonetto (ritotnello doppio)
Esempio di uno schema: ABBA ABBA CDE DCE FF.

 


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Ultimo aggiornamento: 14-01-08.