RASSEGNA STAMPA

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La super - sfida al Vulcano di 100 intrepidi "marziani"

 

Inviato da Michele Rizzitelli

 

Giovedi', 08 Giugno 2006

 

 

 

Che meraviglia! I bambini di tutte le scuole di Linguaglossa facevano ooh! al passaggio dei supermaratoneti che avevano lo sguardo puntato verso il Vulcano. Uniformemente vestiti ed ordinatamente allineati lungo le strade della città, protendevano la mano aperta ed esultavano di gioia quando riuscivano ad incrociarla con quella ben più grande di qualche concorrente. Ed il loro entusiasmo rendeva lieve la fatica. Senza ombra di dubbio, è la maratona meglio organizzata fra quante se ne corrono sul suolo siciliano. Ci sarà pure un motivo se i 3 'marziani' che la inaugurarono nel 2004 sono diventati prima 54 e quest’anno 100! Che sia anche la più dura e la più caratteristica, è facile intuirlo: precisamente, è unica al mondo in quanto a dislivello, e Mario Fattore, vincitore in 3:59:00, ha iscritto il suo nome nel Guinness World Records.

E' partito con gli altri dalla battigia di Marina di Cottone, nei pressi di Fiumefreddo, con le scarpe bagnate dalle ultime onde dello Ionio ed intrise di sabbia di mare e, passando per Piedimonte Etneo e Linguaglossa, ha affrontato di petto la Montagna ed è stato a fermato sulla sabbia lavica di quota 3.000 m s.l.m. Dalla punta nordorientale d'Italia sono scesi nell'estremo lembo sud-orientale quattro-cinque esperti della U.S. Mario Tosi di Tarvisio, capitanati dal siculo-friulano Mariano Malfitana, ed hanno occupato i punti nevralgici dell'organizzazione della gara. Completava la spedizione un discreto numero di atleti di vario livello di valore. Isiciliani si sono comportati da soldati valorosi e disciplinati. La battaglia è stata vinta. Protezione civile, corpo forestale, amministratori locali (l'Assessore allo sport di Fiumefreddo ha corso tutta la distanza), volontari, addetti aitrasferimenti (fiore all'occhiello), addetti ai ristori (per una gara con un tempo massimo di otto ore, qualche cibosolido in più sarebbe stato gradito) ecc., hanno funzionato a dovere. Il risultato del connubio è che la Super-Maratonadell'Etna, nonostante non sia alla portata di tutti per le difficoltà del tracciato, che richiede sudori, dolori edossigeno, si colloca già al terzo posto per numero di partecipanti fra le maratone isolane. Lo sport, quello fatto di abnegazione e fatica, unisce sempre, ovunque e comunque. Anche la politica, spesso fonte di divisioni e guai nelle migliori famiglie, nella fattispecie ha mostrato il suo volto più nobile, facendovi affluire il sindaco-maratoneta di Tarvisio el'Assessore allo Sport della Regione Friuli. Il Vulcano si è dimostrato tale, caldo ed accogliente come i suoi abitanti, dalle pendici fino a Piano Provenzana (33° km, 1800 m s.l.m.), ove era situato il campo-base. In questa prima parte asfaltata ha offerto la visione di un cielo terso che illuminava quel tratto di mare delimitato dalle sponde calabro-sicule. Ho aguzzato gli occhi, ma del famoso ponte dei primati neppure una benché minima traccia. Con la voragine dei conti pubblici, i messinesi non lo vedranno neanche con il cannocchiale!Lassù, negli ultimi 10 km di sterrato, quando la vegetazione di colpo è cessata ed il paesaggio ha assunto l'aspetto lunare, l'Etna è diventato cattivo e crudele. Ha scatenato un freddo polare ed ha percosso con nevischio coloro che stavano osando violare imisteri millenari racchiusi nel suo cratere. E bisognava salire, sempre e solo salire! Si aveva fame di ossigeno, ed Egli sempre più lo toglieva!Imperterriti, i maratoneti insistevano. Il figlio di Giove perse la pazienza e rese inaccessibile l'ultimo tratto ricoprendolo di neve. Solo i primissimi lo violarono, riuscendo ad affondare i piedi fino al traguardo prestabilito. Per il peggioramento delle condizioni meteorologiche e per salvaguardare l'incolumità di tutti, fu presa la saggia decisione di arretrare l'arrivo al 41° km per gli altri. Avvolto in una coperta, ho atteso il completamentodella gara di Angela, delusa di non poter arrivare fino in fondo, e degli amici più stretti. Massimo Faleo, tuttoincappucciato, è giunto al traguardo trascinandosi stoicamente come un soldato in ritirata nella steppa russa. C'èvoluta una buona mezz'ora, alla tostissima Marina Mocellin, per prendere un po' di calore. Il coriaceo Vito Piero Ancora era più pallido della neve. Mentre il fuoristrada mi riportava a Piano Provenzana incrociando i rimanenti concorrenti, non ho certamente invidiato Maurizio Crispi e Paola Noris procedere a passo cadenzato al davanti dell'autoambulanza. Al pasta party, tra primi piatti a volontà e vino dell'Etna, ci siamo dati appuntamento alla prossima edizione.

 

 

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Sabato 3 giugno 2006  3a MARATONA DELL'ETNA