Lo sfruttamento minorile

 

 

L’articolo 36 della Convenzione sui diritti dell’infanzia dice che il bambino/a, deve essere protetto da ogni forma di sfruttamento.

In molti paesi questo diritto non viene rispettato, soprattutto nei paesi meno sviluppati (del Sud del mondo).I bambini vengono sfruttati o sessualmente o per lavori gravosi alla loro salute.

I bambini “schiavi” sfruttati lavorano: in miniere, cave, fornaci, vetrerie, nelle fabbriche di caffè o fiammiferi, nella raccolta rifiuti, nel trasporto pesi, servi in famiglie ricche.Vengono anche impegnati nelle guerre, come soldati, viene violato l’articolo 38 della Convenzione sui diritti dell’infanzia. Lavorano in piantagioni di caffè, cacao o zucchero.Alcuni scompaiono ed i loro organi vengono venduti a ricchi occidentali, (violando l’articolo 35 della Convenzione sui diritti dell’infanzia). Il lavoro o la vendita di questi bambini permette alla famiglia di sopravvivere.

Molti altri lavori devono fare questi bambini oppure vivere in mezzo alla strada; in Brasile questi bambini vengono chiamati Meninos de Rua, e sono dei bambini tra i cinque e i diciassette anni che svolgono piccoli lavori nei centri urbani e non possono andare a scuola.Gli squadroni della morte mandati dal governo li ammazzano.

Molte storie ci sono pervenute, come quella di Fabiola, (brasile), di Jog dall’India (Nepal), dei fabbricanti di fuochi d’artificio e fiammiferi (India), di Bilal (Mauritania), di Seha (Francia), di Huang (Italia).

Il continente in cui il lavoro minorile è maggiore è l’Asia, seguita da Africa e America.Molti di questi bambini lavorano per le multinazionali e molto altro; per questo si sta incoraggiando la vendita dei prodotti equo-solidali che paga ad un giusto prezzo il lavoro (espellendo il lavoro minorile).

Molte associazioni si occupano per fare in modo che tutto questo non succeda più: come l’UNICEF, l’ONU, Amnesty Internetional e molte altre.